Quali obblighi gravano sul venditore in caso di mancata agibilità? È possibile chiedere la risoluzione del contratto di compravendita? E fino a che punto il ritardo nel rilascio del certificato incide sulla responsabilità contrattuale?
Agibilità e compravendita immobiliare: la sentenza della Corte di Cassazione
Ha risposto a queste domande la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 21937 del 30 luglio 2025, ha affrontato una controversia esemplare: l’agibilità dell’immobile era stata rilasciata ben dodici anni dopo la compravendita. Un caso emblematico, utile per fare il punto su uno degli argomenti più controversi e dibattuti nella contrattualistica immobiliare.
Il caso riguarda la compravendita di un immobile per il quale la società acquirente ha chiesto la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni, lamentando il ritardo nella consegna del certificato di agibilità e l’impossibilità di locare l’immobile.
Le corti di merito, però, avevano respinto la domanda, ritenendo che:
- al momento della stipula, l’acquirente era a conoscenza della mancanza del provvedimento in sanatoria (condono edilizio), necessario per ottenere l’agibilità;
- la parte venditrice si era espressamente obbligata a procurare il certificato;
- il ritardo era dovuto alle tempistiche dell’amministrazione, non a responsabilità della parte venditrice.