Attestazioni OIV 2024: prorogato il termine per il questionario ANAC

L'Autorità Anticorruzione proroga al 31 ottobre 2026 il questionario sulle attestazioni OIV 2024 e spiega quali anomalie hanno determinato le richieste di regolarizzazione

di Redazione tecnica - 28/09/2026

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È stato prorogato al 31 ottobre 2026 il termine per la compilazione del questionario relativo al monitoraggio delle attestazioni OIV/ODV riferite all’annualità 2024, svolte nel corso del 2025.

La proroga è stata disposta da ANAC dopo le numerose richieste di chiarimento pervenute a seguito dell’attività di verifica avviata il 3 agosto 2026 e tiene conto anche delle difficoltà tecniche che, in alcuni casi, hanno ritardato la ricezione delle comunicazioni inviate tramite PEC.

Gli enti e le amministrazioni che hanno già compilato il questionario non devono svolgere ulteriori attività.

La comunicazione chiarisce inoltre perché alcune amministrazioni, pur ritenendo di avere correttamente assolto agli obblighi di pubblicazione, abbiano comunque ricevuto una richiesta di regolarizzazione.

Attestazioni OIV 2024: come funziona il monitoraggio ANAC

L’attività trova fondamento nella Delibera ANAC n. 192/2025, che al paragrafo 7.2 disciplina le attestazioni sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione riferiti all’annualità 2024.

Con la comunicazione del 3 agosto 2026, ANAC aveva avviato una verifica finalizzata a chiudere i procedimenti ancora pendenti prima dell’avvio del nuovo ciclo di attestazione.

Il sistema prevede una prima fase di rilevazione, nella quale l’OIV o l’organismo con funzioni analoghe verifica il livello di pubblicazione dei dati nelle sezioni sottoposte a controllo. Se l’adempimento risulta completo al 100%, il procedimento si conclude.

Quando emergono invece difformità o incompletezze, anche parziali, si apre la fase di monitoraggio, durante la quale l’amministrazione può intervenire sulle criticità e l’OIV verifica successivamente l’avvenuto adeguamento.

Se le irregolarità permangono, devono essere indicate le inadempienze residue, con l’individuazione degli atti, dei documenti o delle sezioni ancora interessati dalle carenze.

Il monitoraggio avviato nell’agosto 2026 riguarda quindi le posizioni per le quali questo percorso non risultava ancora definitivamente chiuso.

Quali enti hanno ricevuto la richiesta di regolarizzazione OIV 2024

ANAC ha chiarito che l’individuazione dei destinatari è avvenuta in modo automatizzato e ha interessato tre diverse situazioni.

La prima riguarda gli enti che risultavano ancora inadempienti dopo la fase di monitoraggio, perché le criticità rilevate non erano state superate oppure perché il percorso di adeguamento non era stato completato.

La seconda comprende le amministrazioni che avevano presentato una rilevazione iniziale carente, tale da richiedere un intervento correttivo, ma che non hanno poi attivato o concluso il successivo monitoraggio.

La terza riguarda i soggetti presenti nell’anagrafica ANAC che non hanno presentato alcuna attestazione nel 2025.

È soprattutto sul primo gruppo che si sono concentrate le richieste di chiarimento, perché diversi enti hanno ritenuto di essere stati inseriti erroneamente tra i destinatari della comunicazione.

Dati completi al 100%: quando resta un’anomalia di pubblicazione

ANAC precisa che l’estrazione ha considerato tutte le anomalie segnalate dagli OIV, comprese quelle riportate nella colonna “PUBBLICAZIONE”.

Un ente può quindi avere una completezza dei dati attestata al 100% e risultare comunque destinatario della richiesta di regolarizzazione se le informazioni sono state pubblicate in una sezione diversa da “Amministrazione Trasparente”.

L’anomalia può dunque riguardare non la mancanza del dato, ma la sua collocazione.

Obblighi non applicabili: attenzione ai valori utilizzati

Un’altra anomalia riguarda gli obblighi che non trovano applicazione nei confronti dell’amministrazione.

ANAC segnala che in alcuni casi sono stati inseriti valori come “Non pubblicato” o “0%”, mentre avrebbe dovuto essere utilizzata l’indicazione “Non Applicabilità (N/A)”. Anche questa modalità di compilazione può aver determinato l’inserimento dell’ente tra i soggetti inadempienti.

In questi casi, l’amministrazione può utilizzare l’opzione “altro” all’interno del questionario e inserire contestualmente una nuova scheda di monitoraggio con i valori corretti.

ANAC specifica inoltre che per accedere al questionario non è richiesto alcun codice, perché l’accesso è già incorporato nel collegamento trasmesso attraverso la PEC inviata dall’Autorità.

Gli eventuali problemi possono dipendere dal sistema di ricezione della posta certificata, che in alcuni casi potrebbe aver troncato la URL rendendo il collegamento inutilizzabile.

In questa situazione è possibile copiare manualmente nel browser l’intero indirizzo contenuto nella comunicazione, verificando che la URL sia completa fino alla parte finale indicata da ANAC.

Proroga al 31 ottobre 2026: cosa cambia e cosa resta fermo per le attestazioni 2025

La proroga al 31 ottobre 2026 riguarda esclusivamente il monitoraggio delle attestazioni riferite all’annualità 2024 e svolte nel corso del 2025.

Restano invece ferme le scadenze previste dalla Delibera ANAC n. 168/2026, relativa alle attestazioni sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione riferiti all’annualità 2025.

I due procedimenti devono quindi essere tenuti distinti: da una parte la chiusura delle verifiche sul ciclo 2024, dall’altra gli adempimenti relativi al nuovo ciclo di attestazione.

Gli enti destinatari della comunicazione che non hanno ancora compilato il questionario hanno tempo fino al 31 ottobre 2026 per verificare la propria posizione e, ove necessario, correggere le anomalie rilevate. Per chi ha già provveduto, non sono richieste ulteriori attività.

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