Badge di cantiere: disciplina, obblighi e tempistiche di attuazione del sistema digitale

Cosa prevede la legge n. 198/2025, come funziona il badge digitale e quando diventa operativo nei cantieri

di Redazione tecnica - 06/01/2026

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Negli ultimi mesi il badge di cantiere è diventato uno dei temi più ricorrenti nel dibattito sulla sicurezza nei cantieri, spesso però affrontato con semplificazioni che rischiano di generare più confusione che chiarezza. C’è chi lo presenta come un nuovo adempimento immediatamente operativo, chi lo sovrappone alla patente a crediti e chi, ancora, individua scadenze che non trovano un reale fondamento normativo.

In realtà, il badge di cantiere va letto per quello che è: l’evoluzione strutturata di un obbligo già presente nell’ordinamento, che il legislatore ha deciso di rafforzare e rendere finalmente efficace, inserendolo in un sistema più ampio di tracciabilità della manodopera e di controllo dei cantieri.

Il badge di cantiere non nasce oggi: il punto di partenza è il Testo Unico Sicurezza

L’obbligo di identificare i lavoratori nei cantieri non è una novità introdotta nel 2025. L’art. 26, comma 8, del D.Lgs. n. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza Lavoro, TUSL) prevede da tempo che, nelle attività svolte in regime di appalto o subappalto, il personale dell’impresa appaltatrice o subappaltatrice debba essere munito di tessera di riconoscimento corredata di fotografia, con indicazione delle generalità del lavoratore e del datore di lavoro.

Il problema non è mai stato la mancanza della norma, ma la sua scarsa incisività sul piano operativo. La tessera cartacea, nella pratica, ha spesso svolto una funzione meramente formale, senza consentire un controllo reale delle presenze, né una verifica immediata del legame tra lavoratore, impresa e attività svolta in cantiere.

È proprio su questo limite che interviene il legislatore con il decreto-legge n. 159/2025.

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