Il Ministero dell'istruzione e del merito ha approvato una nuova graduatoria per il finanziamento degli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche nelle scuole, annullando quella adottata nell'aprile 2026 a causa di errori nell'acquisizione dei dati e nell'attribuzione dei punteggi.
Il provvedimento è contenuto nel decreto direttoriale 18 settembre 2026, n. 575, oggetto di comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 6 ottobre 2026, e riguarda gli edifici pubblici che ospitano scuole statali o paritarie di ogni ordine e grado.
Restano disponibili 18.689.726,62 euro per gli interventi previsti dal D.M. 24 ottobre 2025, n. 200 e dall'avviso pubblico 31 ottobre 2025, n. 18807. Con l'approvazione della nuova graduatoria decorrono anche i termini per l'aggiudicazione dei lavori, la loro ultimazione e la rendicontazione delle spese.
Barriere architettoniche nelle scuole: perché cambia la graduatoria
Il Ministero ha disposto l'annullamento d'ufficio, ai sensi dell'art. 21-nonies della Legge n. 241/1990, della precedente graduatoria approvata con il decreto direttoriale 17 aprile 2026, n. 124, che comprendeva 224 interventi ammissibili, di cui 169 finanziati.
La revisione è stata necessaria a seguito di un malfunzionamento informatico che aveva provocato un disallineamento tra le informazioni delle candidature e quelle registrate nell'Anagrafe regionale dell'edilizia scolastica, incidendo sui punteggi attribuiti.
Il Ministero ha quindi riesaminato le domande, corretto i punteggi e riammesso 10 interventi inizialmente esclusi. Un solo intervento precedentemente finanziato ha perso la posizione utile in graduatoria, pur rimanendo ammissibile.
Il nuovo elenco, contenuto nell'Allegato A al decreto, sostituisce integralmente quello precedente, senza modificare le risorse complessivamente stanziate.
Finanziamenti per le scuole: i termini per aggiudicazione, lavori e rendicontazione
L'art. 3 del decreto stabilisce tre termini per gli enti beneficiari, decorrenti dalla pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale del 6 ottobre 2026.
| Adempimento | Termine | Scadenza nominale |
| Aggiudicazione efficace dei lavori | 4 mesi | 6 febbraio 2027 |
| Ultimazione dei lavori, con emissione del relativo certificato | 9 mesi | 6 luglio 2027 |
| Conclusione della rendicontazione | 12 mesi | 6 ottobre 2027 |
Le date derivano dal computo dei termini mensili stabiliti dal decreto, ferma restando l'applicazione delle regole sul computo delle scadenze, anche considerando che il 6 febbraio 2027 cade di sabato.
Per gli affidamenti, il Ministero richiede espressamente l'aggiudicazione efficace entro quattro mesi e non il semplice avvio della procedura. Il mancato rispetto dei termini comporta la revoca del finanziamento.
Erogazione dei finanziamenti: anticipazione del 40%, SAL e saldo finale
Le risorse vengono trasferite agli enti locali attraverso tre quote, secondo le modalità previste dall'art. 4 del decreto:
- 40%, a titolo di anticipazione, da richiedere entro 30 giorni dalla comunicazione ministeriale delle relative modalità, oppure sulla base dello stato di avanzamento dei lavori certificato dal RUP;
- 50%, sulla base dello stato di avanzamento certificato dal RUP, alle condizioni di avanzamento e rendicontazione stabilite dal decreto;
- 10%, a saldo, dopo la presentazione della documentazione conclusiva dei lavori.
Il Ministero definirà le modalità operative di rendicontazione. Le economie di gara resteranno nella sua disponibilità per un eventuale scorrimento della graduatoria.
Revoca dei finanziamenti: obblighi e controlli per gli enti locali
Oltre alle scadenze, gli enti beneficiari devono rispettare le condizioni previste per l'esecuzione degli interventi, assicurando la corrispondenza tra i lavori realizzati e quelli ammessi a finanziamento.
L'art. 5 del decreto prevede la revoca delle risorse, tra l'altro, in caso di mancata verifica e validazione del progetto, realizzazione di opere diverse da quelle finanziate senza autorizzazione, perdita della destinazione scolastica dell'edificio o presenza di altri finanziamenti pubblici per i medesimi lavori.
Gli enti devono inoltre aggiornare le rispettive Anagrafi regionali dell'edilizia scolastica e assicurare il monitoraggio degli interventi attraverso la BDAP.
In caso di revoca o rinuncia, le somme eventualmente già ricevute devono essere restituite secondo le modalità e i termini stabiliti dal decreto.