Blocco dei compensi ai professionisti: il CNI chiede il ritiro della norma in Legge di Bilancio

Dalla Legge di Bilancio 2026 una stretta sui pagamenti della PA ai liberi professionisti: eliminata la soglia dei 5.000 euro prevista dall’art. 48-bis del d.P.R. 602/1973

di Redazione tecnica - 20/12/2025

L’anno potrebbe non aprirsi nel migliore dei modi per i liberi professionisti che lavorano con la pubblica amministrazione.

Dal 1° gennaio 2026, se la disposizione contenuta nel DDL di Bilancio attualmente all’esame del Parlamento dovesse essere confermata, la PA potrà infatti bloccare o decurtare automaticamente i compensi dovuti ai professionisti in presenza di debiti iscritti a ruolo, anche di importo minimo.

Blocco dei compensi ai professionisti: il CNI chiede il ritiro della norma in Legge di Bilancio

La norma, già avallata in Commissione Bilancio del Senato, interviene sull’art. 48-bis del d.P.R. n. 602/1973, eliminando la soglia dei 5.000 euro finora prevista. In concreto, anche una irregolarità di modesta entità potrà incidere direttamente sulla liquidazione di una prestazione professionale regolarmente svolta.

È su questo scenario che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha assunto una posizione netta, chiedendo il ritiro della proposta e denunciandone l’impatto sul lavoro autonomo tecnico.

La modifica all’art. 48-bis del d.P.R. 602/1973

Scendendo nel dettaglio, la disposizione contenuta nella Legge di Bilancio 2026, estende e irrigidisce il meccanismo già previsto dall’art. 48-bis del d.P.R. n. 602/1973, norma che consente alle pubbliche amministrazioni di verificare l’esistenza di debiti iscritti a ruolo prima di procedere al pagamento delle somme dovute ai professionisti.

L’eliminazione della soglia minima segna, tuttavia, un cambio di paradigma nel sistema dei pagamenti della PA. Non viene più operata alcuna distinzione in base all’entità del debito, né è previsto un criterio di proporzionalità tra la prestazione professionale resa e la posizione debitoria del soggetto che l’ha eseguita.

Il risultato è un meccanismo automatico di blocco dei compensi che rischia di incidere in modo diretto e immediato sulla liquidazione delle parcelle, anche in presenza di situazioni marginali o temporanee.

La presa di posizione del Consiglio Nazionale degli Ingegneri

Il CNI ha espresso una critica esplicita e articolata alla norma. Secondo il Presidente Angelo Domenico Perrini, la disposizione prevista dalla Legge di Bilancio 2026 si configura come un ulteriore atto di vessazione nei confronti dei professionisti:

“L’abolizione della seppur minima soglia, infatti, comporterebbe il blocco dei compensi anche in presenza di piccole irregolarità. Basterà una multa non pagata per mettere a rischio gli emolumenti relativi a un’attività professionale regolarmente eseguita”.

La critica non riguarda soltanto il profilo economico, ma anche il principio sottostante: il compenso professionale rappresenta la controprestazione di un’attività resa nell’interesse pubblico e non può essere trasformato in una leva automatica di pressione fiscale.

Un aggravio burocratico a carico dei professionisti

Un ulteriore aspetto evidenziato dal CNI riguarda le ricadute operative e burocratiche della norma. Come sottolineato dallo stesso Presidente Perrini, “proprio nel momento in cui si fa un gran parlare di semplificazione, si vogliono caricare i professionisti di ulteriori aggravi burocratici”.

Per evitare il rischio di blocco dei compensi da parte della pubblica amministrazione, i professionisti sarebbero di fatto costretti a svolgere verifiche preventive sulla propria posizione contributiva e fiscale.

In concreto, prima ancora dell’emissione della fattura, diventerebbe necessario:

  • richiedere una certificazione di regolarità previdenziale alla Cassa di appartenenza;
  • ottenere un attestato di conformità fiscale dall’Agenzia delle Entrate.

Un percorso in evidente contrasto con gli obiettivi di semplificazione amministrativa più volte dichiarati dal legislatore, motivo per cui, conclude Perrini, “auspichiamo l’abolizione immediata della disposizione”.

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