Bonus edilizi 2026: tre esempi pratici per combinare detrazioni, Conto Termico 3.0, CER e Agrisolare

Dall’abitazione principale all’impresa: come scegliere tra 36% e 50%, contributi diretti e iper-ammortamento per massimizzare l’incentivo e ridurre i tempi di rientro

di Luciano Ficarelli - 12/01/2026

Nonostante il recente tentativo di semplificazione dei bonus edilizi, attuato sostanzialmente attraverso l’allineamento su due aliquote – 50% e 36%, differenziate in base al titolo di possesso dell’immobile e al suo utilizzo – pianificare correttamente gli interventi e districarsi nelle agevolazioni tuttora vigenti resta un compito tutt’altro che semplice.

Con questo contributo si intendono proporre alcune esemplificazioni pratiche, progressivamente più complesse, che utilizzano tutti i principali bonus edilizi attualmente disponibili e alcune agevolazioni in vigore nel 2026, come il Conto Termico 3.0, le Comunità Energetiche Rinnovabili, l’Agrisolare e l’iper-ammortamento, intersecandoli tra loro in un mix che, nella maggior parte dei casi, può rivelarsi particolarmente vantaggioso.

Primo esempio

Un imprenditore agricolo intende installare un impianto fotovoltaico sui tetti della propria azienda agricola, prevedendo anche l’installazione di batterie di accumulo.
Nella grande abitazione di famiglia, dove vive con la moglie e tre figli, a causa degli elevati consumi energetici, la famiglia decide inoltre di efficientare l’immobile, con la sostituzione dell’impianto di riscaldamento.

Il preventivo complessivo è pari a 150.000 euro, di cui 10.000 euro per la pompa di calore.

L’imprenditore agricolo dichiara fiscalmente esclusivamente i redditi dei terreni su cui esercita l’attività e non dispone quindi di una capienza fiscale sufficiente per fruire delle detrazioni d’imposta. Per tale motivo, l’utilizzo del bonus per l’efficientamento energetico e del bonus casa per l’impianto fotovoltaico non risulta conveniente.

Il consulente energetico suggerisce, invece, la partecipazione al bando previsto dal Decreto n. 681806/2025, relativo alla misura M2C1-I4 “Parco Agrisolare”, che consente di installare impianto fotovoltaico e batterie di accumulo con un contributo a fondo perduto dell’80%.

Per la pompa di calore è possibile ricorrere al Conto Termico 3.0 (Decreto MASE 7 agosto 2025), che prevede un’aliquota massima del 65% della spesa sostenuta, superiore a quella del bonus per l’efficientamento energetico di cui all’art. 14 del D.L. 63/2013.

In termini economici, l’agricoltore dovrà sostenere:

  • 3.500 euro per la pompa di calore;
  • 28.000 euro per l’impianto fotovoltaico con accumulo,

per un totale di 31.500 euro, a fronte di una spesa iniziale di 150.000 euro.

Non va trascurata, infine, l’opportunità legata alla partecipazione a una Comunità Energetica Rinnovabile (CER). In questo caso, l’agricoltore potrà accedere alle agevolazioni previste per i Consumer dal Decreto Ministeriale 414/2023 (CACER), in particolare alla riduzione degli oneri di sistema sulle utenze elettriche.

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