Il dibattito sul DFP 2026 e sulla capacità competitiva del sistema Italia sono state l’occasione per riaprire un argomento che sembrava ormai archiviato: quello dei bonus edilizi e, più in generale, degli incentivi fiscali a sostegno dell’economia reale.
La Rete delle Professioni Tecniche, intervenuta con il vicepresidente del CNI Elio Masciovecchio in due diverse audizioni presso le commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato e presso la X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo, ha provato a tracciare una linea di lavoro che guarda ai prossimi anni, mettendo insieme sostenibilità dei conti pubblici e necessità di rilancio degli investimenti.
Superbonus e costruzioni: impatto su PIL, investimenti e valore aggiunto
Punto di partenza della riflessione, il rilevante ruolo che negli ultimi anni hanno avuto i bonus edilizi, e in particolare del Superbonus, sui conti dello Stato, soprattutto a causa della durata dell’intervento e dell’intensità delle agevolazioni.
“Tuttavia se è vero che i bonus edilizi hanno notevolmente appesantito il bilancio dello Stato, non va dimenticato che i Superbonus hanno comunque rimesso in moto il comparto delle costruzioni che è tornato a dare un importante contributo alla crescita del Paese”, ha spiegato Masciovecchio, evidenziando il contributo decisivo del comparto delle costruzioni alla crescita economica degli ultimi anni.
Tra il 2020 e il 2025 gli investimenti in costruzioni sono cresciuti del 66%, superando altri comparti strategici, mentre il valore aggiunto del settore ha registrato un incremento del 73%, contro il 40% del manifatturiero. Anche il peso delle costruzioni sul totale del valore aggiunto è aumentato in modo significativo, passando dal 4,4% al 5,6%.
Bonus edilizi: perché serve una nuova politica di medio periodo
Un andamento che, secondo la RPT, non può essere ignorato nel momento in cui si valuta l’eredità dei bonus edilizi.
Da qui l’invito a non chiudere la stagione dei bonus edilizi sulla base delle criticità del Superbonus, ma a utilizzarne l’esperienza per costruire un nuovo modello. “Soprattutto - ha continuato Masciovecchio - riteniamo utile costruire ex novo una politica di medio periodo che faccia leva su forme di agevolazione fiscali, sostenibili per lo Stato, che consentano l’efficientamento energetico ed il miglioramento della sicurezza strutturale degli edifici”.
A sostegno della propria posizione, il richiamo allo stato del patrimonio residenziale italiano caratterizzato da livelli elevati di vetustà e condizioni diffuse di degrado, che richiedono interventi programmati e non misure emergenziali o discontinue, quando ormai, per altro, il pieno recepimento della Direttiva Green è ormai alle porte.
Quel che va considerato non è se utilizzare gli incentivi quanto “come” strutturarli in modo da renderli stabili, selettivi e compatibili con gli equilibri di finanza pubblica.
Incentivi alle imprese: la complessità delle procedure come limite
Il secondo filone affrontato dalla RPT riguarda gli incentivi al sistema produttivo, con un focus particolare su manifatturiero e servizi. Qui la linea è di continuità con le politiche degli ultimi anni, dal Piano Industria 4.0 fino all’attuale Transizione 5.0: sostenere digitalizzazione, innovazione e sostenibilità dei processi produttivi. Ma accanto alla conferma dell’impianto generale, non manca una critica sul funzionamento operativo degli strumenti.
“Va detto, però, che la bontà di questi strumenti spesso è messa in discussione dalla eccessiva complessità: meccanismi di controllo troppo rigidi e norme troppo dettagliate non implicano necessariamente il corretto uso delle risorse da parte dell’utente finale. Inoltre, è necessario che l’accesso alle misure di sostegno sia garantito per un periodo di almeno tre anni, in modo da consentire alle imprese di programmare in modo adeguato i propri investimenti”, ha concluso il vice presidente del CNI.
Un’impostazione che, al di là delle scelte politiche che verranno, mette al centro un tema ricorrente nell’attività (e nella programmazione) di tecnici e imprese: avere regole utilizzabili, durature e coerenti con i tempi reali degli interventi e degli investimenti.