Caro materiali: in arrivo altri 320 milioni dal MIT

Il MIT stanzia 320 milioni per il caro materiali 2024 e avvia con il MEF la proroga al 2026 del Fondo prosecuzione opere pubbliche ex art. 26 del Decreto Aiuti

di Redazione tecnica - 24/10/2025

Il caro materiali continua a rappresentare una delle principali criticità nella gestione dei contratti pubblici, soprattutto nei cantieri PNRR che devono chiudersi entro giugno 2026.

Prezzi in crescita tra il 30% e il 40% rispetto ai valori di aggiudicazione, margini sempre più ridotti e difficoltà di liquidazione dei crediti maturati rischiano di rallentare il completamento delle opere PNRR, la cui scadenza resta fissata a giugno 2026.

Caro materiali: nuove risorse dal MIT e proroga al 2026 del Fondo opere pubbliche

È in questo contesto che arriva una boccata d’ossigeno per stazioni appaltanti e imprese: 320 milioni di euro saranno erogati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per compensare gli extracosti del 2024, con ulteriori interlocuzioni in corso con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per prorogare al 2026 il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche di cui all’art. 26 del d.l. n. 50/2022.

La conferma arriva dal MIT stesso, in risposta all’interrogazione parlamentare presentata dall’on. Erica Mazzetti (atto 5-04555), con cui è stata riportata l’attenzione su un problema strutturale: le risorse attualmente disponibili non coprono l’intero fabbisogno, stimato dall’ANCE in oltre 2,5 miliardi di euro per le richieste già presentate e ritenute ammissibili.

Secondo i dati del MIT, nel 2024 sono stati già liquidati 700 milioni per il secondo trimestre e 440 milioni per il terzo, ma le somme si sono esaurite ad agosto 2025, lasciando scoperte numerose istanze di compensazione relative al secondo semestre.

Proprio per coprire queste richieste residue, il Ministero ha ottenuto dal Ragioniere Generale dello Stato - con decreto del 16 ottobre 2025, n. 20686 - la disponibilità dei 320 milioni che verranno distribuiti “nel più breve tempo possibile” alle stazioni appaltanti ammesse.

Revisione prezzi: le disposizioni del Decreto Aiuti e del Codice Appalti

La gestione del caro materiali nei contratti pubblici trova il suo principale riferimento nell’art. 26 del d.l. 50/2022, che ha anche istituito due strumenti fondamentali:

  • il Fondo Opere Indifferibili, destinato agli interventi PNRR e già rifinanziato per oltre 5,4 miliardi di euro;
  • il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, volto a garantire l’equilibrio dei contratti in corso non ricompresi nel PNRR.

A completare il quadro interviene l’art. 60 del d.lgs. 36/2023, come modificato dal correttivo n. 209/2024, che ha reso obbligatorie le clausole di revisione prezzi nei documenti di gara, con attivazione automatica oltre determinate soglie e riconoscimento fino all’80-90 % della variazione eccedente.

Il sistema, tuttavia, necessita di una copertura finanziaria stabile: da qui l’urgenza, evidenziata dal MIT, di prorogare al 2026 l’operatività del Fondo per la prosecuzione delle opere, così da assicurare continuità ai cantieri in fase di completamento.

Le prospettive future, tra equilibri contrattuali e vincoli di bilancio

Sebbene la misura confermi l’intento del MIT di preservare l’equilibrio economico dei contratti in corso, permangono comunque due problemi:

  • uno di natura temporale: le liquidazioni avvengono con mesi di ritardo rispetto ai periodi di riferimento dei rincari, con effetti negativi sulla liquidità delle imprese;
  • l’altro di natura finanziaria: il meccanismo delle compensazioni richiede risorse aggiuntive non ancora garantite nel quadro della legge di bilancio 2026.

La richiesta di proroga avanzata dal MIT al MEF punta proprio a colmare questo gap, consentendo di utilizzare parte delle risorse derivanti dalla rimodulazione del PNRR per assicurare copertura ai fabbisogni futuri.

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