Caro materiali: la Legge di Bilancio 2026 tenta di riscrivere il sistema

Superare lo stop sulle coperture 2025 e riscrivere il sistema delle compensazioni. Prezzari nazionali, revisione prezzi 2026-fine lavori e un Osservatorio permanente: cosa cambierebbe davvero per i cantieri

di Redazione tecnica - 04/12/2025

Il tema del caro-materiali torna al centro della manovra. La prima versione dell’emendamento della Lega sull'art. 99, che prevedeva uno stanziamento di 2,25 miliardi per coprire il fabbisogno 2025, era stata bloccata per “onerosità eccessiva”, lasciando sospesa una partita che riguarda circa 13.000 cantieri avviati prima del 1° luglio 2023, data di entrata in vigore del d.lgs. n. 36/2023.

Caro materiali: la riforma del sistema nel DDL Bilancio 2026

La nuova formulazione, a firma Minasi, Testor e Dreosto, prende una direzione diversa: con l'introduzione dell'art. 99-bis, si prevede non più un intervento immediato sul fabbisogno 2025, ma un impianto strutturale legato agli stati di avanzamento contabilizzati dal 1° gennaio 2026 fino alla fine dei lavori.

L’intento è chiudere la lunga stagione delle compensazioni emergenziali e introdurre un meccanismo stabile, fondato sui prezzari aggiornati ex art. 41 del Codice dei Contratti Pubblici.

Il cuore della norma è l’introduzione del prezziario nazionale, da definire con decreto MIT-MEF entro 180 giorni. Non sostituirà i prezzari regionali, ma offrirà un riferimento omogeneo: soglie di variazione di prezzo territoriali, criteri coerenti con l’Allegato I.14 del Codice e obbligo per Regioni e stazioni appaltanti di motivare ogni eventuale scostamento.

L’obiettivo è superare la frammentazione attuale e ridurre le differenze ingiustificate tra i 20 prezzari oggi vigenti, rafforzando la base tecnica delle future revisioni prezzi.

Per sostenere questo processo, è prevista l’istituzione presso il MIT di un Osservatorio sperimentale sui prezziari con funzioni di raccolta e analisi dei dati, monitoraggio degli aggiornamenti regionali e speciali, verifica dell’applicazione delle clausole revisionali nei contratti sopra i 100 milioni e raccordo tecnico con Ragioneria, Regioni, Consiglio superiore dei lavori pubblici e tavolo tecnico.

Il costo stimato dell'Osservatorio è pari a 1,8 milioni di euro complessivi per il triennio 2026-2028.

© Riproduzione riservata

Documenti Allegati