Codice Appalti 2023: nuovo richiamo della Commissione UE

Nuova lettera di costituzione in mora su due nodi irrisolti per l’Italia: le norme sull'accesso agli atti e sul project financing

di Redazione tecnica - 15/10/2025

Non c’è pace per il Codice dei Contratti Pubblici, “rimandato” dalla Commissione europea per la violazione di alcune disposizioni delle direttive del 2014 in materia di appalti e concessioni.

Lo conferma la lettera dell’8 ottobre 2025 (procedura INFR(2018)2273), con cui Bruxelles ha notificato al Governo italiano la prosecuzione della procedura d’infrazione per la mancata piena conformità del d.lgs. 36/2023, anche dopo le modifiche introdotte dal correttivo d.lgs. 209/2024.

Codice Appalti 2023: nuova ammonizione dalla UE

Le criticità individuate riguardano due punti centrali del Codice:

  • l’articolo 35, relativo all’accesso agli atti e ai segreti commerciali;
  • l’articolo 193, dedicato alla finanza di progetto.

Le due contestazioni evidenziano un problema di fondo: il legislatore italiano ha privilegiato l’efficienza procedimentale rispetto al principio di concorrenza effettiva.

Mentre il correttivo del 2024 ha recepito numerose indicazioni comunitarie - subappalto, digitalizzazione, cause di esclusione -, su questi due fronti permane un’asimmetria sostanziale rispetto alle direttive del 2014, che fondano il sistema sugli equilibri tra trasparenza, riservatezza e proporzionalità.

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