Codice della crisi d’impresa: il Fisco apre la consultazione sulla circolare sui profili fiscali

L’Agenzia delle Entrate avvia il confronto sulle implicazioni tributarie delle nuove procedure, con i primi chiarimenti su composizione negoziata, concordato semplificato e piani di ristrutturazione

di Redazione tecnica - 17/04/2026

È partita la fase di consultazione pubblica sulla bozza di circolare con cui l’Agenzia delle Entrate affronta, per la prima volta in modo sistematico, i profili fiscali legati al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, introdotto con il D.Lgs. n. 14/2019.

Inizia così un percorso interpretativo su norme direttamente collegate all’operatività di imprese, professionisti e advisor coinvolti nelle procedure di gestione della crisi.

Crisi d’impresa: in consultazione la prima circolare dell’Agenzia delle Entrate sulle nuove procedure

La consultazione resterà aperta fino al 20 maggio 2026 e riguarda, in questa prima fase, la cosiddetta “Parte I” della circolare, dedicata ai nuovi istituti introdotti dal Codice.

Il documento interviene infatti su alcune parti centrali della riforma, soffermandosi in particolare su:

  • composizione negoziata della crisi (Titolo II – Capo I);
  • concordato semplificato (articolo 25-sexies);
  • piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione (articolo 64-bis);
  • disciplina dei gruppi di imprese (Titolo VI).

L’obiettivo è fornire una prima lettura coordinata delle norme, evidenziando gli aspetti che presentano ricadute fiscali e che, proprio per questo, richiedono un inquadramento interpretativo uniforme.

Considerata la complessità della materia, l’Agenzia ha scelto consapevolmente la strada della consultazione pubblica per raccogliere osservazioni operative e contributi tecnici prima della stesura finale.

Un percorso in più fasi: le prossime circolari

La bozza in consultazione rappresenta solo il primo tassello di un lavoro più ampio. 

Nei prossimi mesi sono attese ulteriori parti della circolare, che completeranno il quadro affrontando:

  • il sovraindebitamento;
  • gli accordi di ristrutturazione e il concordato preventivo;
  • la liquidazione giudiziale e gli istituti residuali.

Obiettivo è quindi la realizzazione di un progetto organico, che punta a costruire nel tempo un riferimento interpretativo unitario per tutta la disciplina della crisi d’impresa, almeno sotto il profilo tributario.

Un sistema costruito per adattarsi

L’Agenzia ricostruisce il percorso che ha portato all’attuale assetto del Codice della crisi. La riforma non si limita a sostituire la vecchia legge fallimentare, ma introduce un modello diverso, costruito intorno all’emersione anticipata della crisi e alla ricerca di soluzioni che consentano, quando possibile, la continuità dell’attività d’impresa.

Strumenti come la composizione negoziata e i nuovi percorsi di ristrutturazione sono esempi di questo cambio di impostazione.

Allo stesso tempo, viene messo in evidenza come il D.Lgs. n. 14/2019 sia stato più volte rivisto e corretto prima di arrivare all’assetto attuale. Le modifiche successive non hanno solo affinato il testo, ma hanno adattato gli strumenti operativi a un contesto che nel frattempo è cambiato, rendendoli più utilizzabili nella pratica.

Il nodo dei profili fiscali

Come sottolinea l’Agenzia delle Entrate, le procedure di gestione della crisi producono effetti fiscali rilevanti, soprattutto su aspetti delicati come la determinazione del reddito, il trattamento delle sopravvenienze attive e passive, la gestione delle perdite e i rapporti con l’Erario nelle diverse fasi della procedura.

Senza indicazioni chiare, il rischio è quello di soluzioni applicative disomogenee, con effetti diretti sulla sostenibilità dei percorsi di risanamento.

La circolare, pur ancora in bozza, prova quindi a colmare questo vuoto, offrendo un primo inquadramento che, proprio attraverso la consultazione, potrà essere affinato sui profili più critici.

Come partecipare alla consultazione

L’Agenzia delle Entrate ha previsto una procedura strutturata per l’invio dei contributi.

Professionisti, imprese e associazioni di categoria possono trasmettere osservazioni e proposte entro il 20 maggio 2026 all’indirizzo dedicato.

Per facilitare l’analisi dei contributi, è richiesto di seguire uno schema preciso:

  • tematica;
  • paragrafi interessati;
  • osservazioni;
  • contributi proposti.

Al termine della consultazione, i contributi saranno pubblicati, salvo espressa richiesta di riservatezza.

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