Conto Termico: il GSE aggiorna spesa e dati
Il Gestore Servizi Energetici aggiorna il contatore del Conto Termico a dicembre 2025 sugli impegni di spesa tra settore pubblico e privato, con ampi margini rispetto ai tetti annui previsti dalla normativa
Il GSE ha reso disponibile un nuovo aggiornamento del contatore del Conto Termico, lo strumento attraverso cui vengono monitorati gli impegni di spesa legati agli incentivi riconosciuti per interventi di efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
L’aggiornamento consente di avere una lettura dell’andamento del meccanismo incentivante disciplinato dai D.M. 28 dicembre 2012 e D.M. 16 febbraio 2016, con riferimento sia agli interventi realizzati da soggetti privati sia a quelli promossi dalla Pubblica Amministrazione.
Conto Termico: i dati GSE aggiornati
Alla data del 1° dicembre 2025, il contatore registra un impegno di spesa complessivo pari a 457 milioni di euro.
In particolare, la ripartizione evidenzia:
- 274 milioni di euro riferiti a interventi realizzati da soggetti privati;
- 183 milioni di euro riconducibili alla Pubblica Amministrazione, comprensivi di 68 milioni di euro relativi a prenotazioni di incentivo.
Come precisato dal GSE, si tratta di valori preliminari, destinati a subire aggiornamenti nei mesi successivi in funzione delle nuove richieste che verranno acquisite, delle modalità di calcolo del contatore e delle tempistiche di erogazione delle rate di incentivo previste per ciascun intervento.
I dati confermano che gli impegni di spesa risultano ampiamente inferiori ai limiti annui previsti dalla normativa, pari a 500 milioni di euro per il settore privato e 400 milioni di euro per la Pubblica Amministrazione.
Un elemento che continua a segnalare la presenza di margini significativi di utilizzo dello strumento, soprattutto in una fase in cui gli interventi di riqualificazione energetica stanno tornando al centro delle politiche pubbliche.
Il ruolo crescente degli enti pubblici
Dal punto di vista dell’andamento delle domande, l’aggiornamento di dicembre restituisce un quadro di sostanziale stabilità, accompagnato però da un rafforzamento progressivo del contributo degli enti pubblici.
Le richieste più frequenti riguardano, in particolare:
- la sostituzione di impianti di climatizzazione obsoleti;
- interventi di isolamento e coibentazione dell’involucro edilizio;
- l’installazione di pompe di calore e sistemi ad alta efficienza.
Si tratta di interventi tipici del patrimonio edilizio pubblico ad alta intensità energetica – scuole, uffici e impianti sportivi – per i quali il Conto Termico continua a rappresentare uno strumento operativo rapido e mirato.
Uno strumento che resta centrale
Nel complesso, i dati confermano il ruolo del Conto Termico come leva strutturale per la transizione energetica, in particolare nel settore pubblico, grazie a procedure snelle, tempi di ritorno certi e una copertura economica significativa degli interventi.
Un meccanismo che, anche alla luce dei numeri mensili, continua a dimostrarsi solido e ancora ampiamente utilizzabile rispetto ai limiti di spesa disponibili.
IL NOTIZIOMETRO