Ecobonus e Bonus casa al 50% anche nel 2026: un’altra proroga, nessuna visione
Il Governo conferma le detrazioni fiscali per le prime case modificando gli artt. 14 e 16 del D.L. 63/2013, ma senza un progetto di rilancio del settore edilizio. Ancora una volta si sceglie la continuità, non la strategia.
Come da copione, il 17 ottobre 2025, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. Un testo ancora in fase embrionale che dovrà passare sotto la lente (e la penna) del Parlamento per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entro la fine dell’anno (verosimilmente il 31 dicembre 2025).
Pur essendo ancora una bozza, il ddl di Bilancio mostra, però, chiaramente l’idea di futuro per il settore delle costruzioni di questo Governo: nessuna. A discapito di una credenza ormai sempre più lontana, che vede l’edilizia come settore trainante per l’intera economia, l’unica misura degna di nota presente nella bozza predisposta da Palazzo Chigi è l’ennesima proroga delle detrazioni fiscali per il recupero edilizio e l’efficienza energetica.
Nulla di più, nulla di meno. Un segnale di disimpegno che pesa, perché arriva in un momento in cui il comparto edilizio avrebbe bisogno di certezze, non di proroghe minime e transitorie
Le percentuali restano le stesse, i meccanismi pure, e ancora una volta la politica economica del Paese sceglie la via più facile: spostare in avanti le scadenze, rinviando ogni riflessione di sistema.
La proroga “tecnica” del 50%
Entrando nel dettaglio, l’art. 9 del DDL modifica gli artt. 14 e 16 del D.L. n. 63/2013, aggiornando semplicemente le annualità dei commi 3-quinquies (ecobonus) e 1, 1-septies.1 e 2 (bonus casa).
Le nuove versioni prevedono che:
- la detrazione per l’efficienza energetica (art. 14, comma 3-quinquies) resti al 36% per gli anni 2025 e 2026, scendendo al 30% nel 2027, con aliquota elevata al 50% nel caso le spese siano sostenute dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per interventi sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale;
- la stessa logica venga applicata alle detrazioni per il recupero edilizio (art. 16, comma 1) e per gli interventi antisismici (comma 1-septies.1), con identico schema di percentuali;
- la detrazione per mobili ed elettrodomestici (comma 2) venga estesa anche per le spese sostenute nel 2026, con lo stesso tetto di 5.000 euro.
In sintesi, il Governo prolunga il regime attuale di un altro anno, mantenendo l’impianto ridotto e semplificato introdotto dopo il superbonus: una detrazione del 50% solo per le abitazioni principali, senza più alcuna opzione per cessione o sconto, e con limiti di spesa invariati.
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