Il settore delle costruzioni continua a muoversi su livelli di attività elevati, ma i primi sei mesi del 2026 mostrano alcuni segnali che meritano attenzione, soprattutto se letti nella prospettiva della progressiva conclusione degli investimenti straordinari collegati al PNRR.
È quanto restituiscono i dati dell’Osservatorio statistico CNCE, relativi alla prima metà dell'anno e, più nel dettaglio, al trimestre aprile-giugno. Numeri che non descrivono una brusca contrazione dell’attività, ma sembrano indicare un progressivo affievolimento della dinamica che ha sostenuto il comparto negli ultimi anni.
Una tendenza che, secondo CNA, rende necessario preparare sin da ora la fase successiva al PNRR, attraverso una politica capace di garantire continuità agli investimenti pubblici e maggiore stabilità agli incentivi destinati al mercato privato.
Edilizia 2026: cosa mostrano i dati CNCE sul rallentamento del settore
Dal sistema delle Casse Edili risulta che, nel primo semestre del 2026, le ore lavorate superano complessivamente i 463 milioni, con una variazione negativa dello 0,30% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il numero dei lavoratori mantiene invece un segno positivo, seppure contenuto, con una crescita dello 0,57%, mentre la massa salari aumenta del 3,53%.
Diverso l'andamento delle imprese, il cui numero diminuisce del 3,35%.
Presi nel loro insieme, i dati descrivono quindi un comparto nel quale i livelli produttivi restano sostanzialmente stabili, ma accompagnati da una progressiva riduzione della base imprenditoriale e da una crescita dell'occupazione ormai molto contenuta.
La dinamica diventa ancora più interessante osservando separatamente il secondo trimestre dell'anno.
Costruzioni: nel trimestre aprile-giugno rallentano occupazione e imprese
Tra aprile e giugno 2026 le ore lavorate risultano praticamente stabili rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con una variazione del -0,11%.
Cambiano invece segno i dati sull'occupazione. Il numero dei lavoratori diminuisce dello 0,67%, mentre quello delle imprese registra una contrazione decisamente più marcata, pari al 4,64%.
Continua invece ad aumentare la massa salari, che cresce del 3,27%.
Il confronto tra il dato semestrale e quello relativo al trimestre sembra quindi mostrare un progressivo indebolimento di alcune componenti del mercato: se nei primi sei mesi l'occupazione mantiene ancora un saldo lievemente positivo, nel periodo aprile-giugno il numero dei lavoratori entra in territorio negativo.
Ore lavorate nell’edilizia: dopo aprile, flessione a maggio e giugno
È soprattutto l'osservazione dei dati mensili a mostrare un andamento meno uniforme.
Ad aprile 2026 le ore lavorate hanno registrato una crescita del 6,26% rispetto allo stesso mese del 2025. Il dato cambia però rapidamente nei due mesi successivi: a maggio la variazione scende al -4,92%, mentre a giugno si attesta al -1,27%.
Una dinamica analoga interessa l'occupazione, che a giugno registra una diminuzione del 3,35% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Non si tratta, sulla base dei dati disponibili, di una caduta generalizzata dell'attività edilizia, quanto piuttosto di una sequenza di indicatori che mostra come la fase di espansione stia perdendo progressivamente intensità.
CNA Costruzioni: meno nuovi cantieri e segnali di perdita di dinamismo
Secondo CNA, i numeri non consentono di parlare di un crollo dei volumi, ma la sostanziale stagnazione delle ore lavorate, il rallentamento dell'occupazione e soprattutto la riduzione del numero delle imprese costituiscono segnali che non possono essere trascurati.
Questa evoluzione sarebbe accompagnata anche da un rallentamento nell'apertura di nuovi cantieri, mentre una parte dell'attività attualmente registrata continuerebbe ancora a beneficiare delle code degli investimenti avviati attraverso il PNRR.
Particolare importanza assume quindi il rapporto tra l'attuale fase produttiva e ciò che accadrà una volta esaurita la spinta del Piano.
Dopo il PNRR: investimenti pubblici e bonus edilizi per evitare il vuoto di domanda
Il PNRR ha rappresentato negli ultimi anni uno dei principali motori degli investimenti pubblici e ha alimentato una parte rilevante della domanda rivolta al settore delle costruzioni.
Per CNA Costruzioni, il rischio da evitare è che alla conclusione di questo ciclo straordinario segua una brusca discontinuità, con una riduzione della domanda proprio nel momento in cui inizieranno a esaurirsi gli effetti degli interventi finanziati dal Piano.
La fase post-PNRR dovrebbe quindi essere preparata attraverso una politica capace di agire contemporaneamente sul mercato pubblico e su quello privato.
Sul primo versante, la richiesta riguarda la continuità e la certezza degli investimenti pubblici, in modo da evitare che la conclusione delle misure straordinarie determini un'improvvisa contrazione della domanda di lavori. Sul mercato privato, invece, la proposta è quella di superare la logica degli incentivi temporanei attraverso bonus edilizi ordinari, strutturali e programmabili nel tempo, destinati ad accompagnare la riqualificazione del patrimonio immobiliare e, allo stesso tempo, a consentire agli operatori del settore di programmare attività e investimenti con un orizzonte più ampio.
La questione centrale, nel breve e medio periodo, sarà quindi quella di evitare un possibile vuoto di domanda, assicurando continuità agli investimenti pubblici e costruendo un sistema stabile di incentivi per il mercato privato, capace di sostenere nuovi cantieri, occupazione e tessuto imprenditoriale.