Edilizia e lavori pubblici dopo il PNRR: investimenti in calo e peso dei bonus edilizi

La Corte dei Conti analizza le prospettive del settore delle costruzioni nel DPFP 2026: dalla riduzione degli investimenti degli enti locali prevista dal 2027 agli effetti finanziari del Superbonus, fino alle 21.600 lettere di compliance catastale e alle risorse programmate per l’efficienza energetica degli edifici pubblici

di Redazione tecnica - 13/10/2026

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La progressiva conclusione del PNRR, il ridimensionamento dei bonus edilizi e gli effetti dei crediti d'imposta del Superbonus sui conti pubblici sono alcuni dei temi affrontati dalla Corte dei Conti nell'audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) 2026, presentata alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Nell'esaminare le prospettive della finanza pubblica per il periodo 2026-2029, la magistratura contabile dedica particolare attenzione all'andamento degli investimenti, evidenziando il rischio di una sensibile contrazione della spesa degli enti locali già dal prossimo anno, ma si sofferma anche sul progressivo venir meno delle agevolazioni edilizie, sulle conseguenze dei crediti d'imposta per il debito pubblico, sull'intensificazione delle verifiche catastali e sulle risorse che potrebbero essere destinate alla sicurezza energetica.

Investimenti pubblici 2026-2029: le previsioni della Corte dei Conti

Gli investimenti fissi lordi delle amministrazioni pubbliche dovrebbero raggiungere nel 2026 93,7 miliardi di euro, rispetto agli 88,6 miliardi registrati nel 2025, grazie a una crescita sostenuta soprattutto dalla fase conclusiva degli interventi finanziati dal PNRR, per poi diminuire a 92,2 miliardi nel 2027 e a 88,5 miliardi nel 2028, fino a stabilizzarsi intorno agli 88,8 miliardi nel 2029.

La riduzione complessiva nasconde andamenti differenti tra amministrazioni centrali e locali. Le prime dovrebbero continuare a incrementare gli investimenti, mentre per le seconde si prospetta una contrazione decisamente più marcata, destinata a incidere sulla realizzazione di nuove opere nei territori.

Gli investimenti pubblici continuano inoltre a rappresentare una componente importante dell'economia nazionale: nel 2019 costituivano meno del 13% degli investimenti complessivi del Paese, mentre nel 2025 la quota è salita al 17,8%, con una crescita particolarmente intensa nell'ultimo triennio.

Una parte rilevante di questa spesa interessa direttamente le costruzioni, che assorbono mediamente il 47,8% degli investimenti delle amministrazioni centrali e il 63,3% di quelli delle amministrazioni locali.

Opere pubbliche dopo il PNRR: gli investimenti degli enti locali rischiano una forte contrazione

Gli investimenti delle amministrazioni locali dovrebbero raggiungere nel 2026 il valore massimo di 53,4 miliardi di euro, per poi diminuire del 13,4% nel 2027, del 9,7% nel 2028 e di un ulteriore 4,2% nel 2029.

In tre anni la spesa tornerebbe quindi su livelli vicini a quelli del 2024, riducendone progressivamente l'incidenza sul PIL.

Alla conclusione della fase straordinaria del PNRR si aggiungono le riduzioni dei finanziamenti nazionali disposte con la legge di bilancio 2025, superiori a 8 miliardi di euro nel periodo 2027-2034, e il rallentamento della programmazione ordinaria degli enti territoriali.

Negli ultimi anni, infatti, le amministrazioni hanno dovuto concentrare gran parte delle proprie risorse organizzative sull'attuazione degli interventi PNRR, spesso sottraendo personale e capacità progettuale alle attività ordinarie. Una difficoltà avvertita soprattutto dagli enti di minori dimensioni, che dispongono di strutture tecniche più contenute e hanno dovuto affrontare contemporaneamente gli adempimenti amministrativi, progettuali e finanziari richiesti dal Piano.

Il rischio è che alla riduzione delle risorse disponibili si aggiunga una minore capacità di avviare nuovi interventi, proprio perché la programmazione ordinaria non ha mantenuto lo stesso ritmo degli anni precedenti, situazione che potrebbe ripercuotersi sulle attività di progettazione, sulle procedure di affidamento e, più in generale, sul mercato degli appalti pubblici.

I dati dei primi otto mesi del 2026 mostrano, del resto, quanto il PNRR abbia avuto un ruolo importante nell'attività degli enti territoriali. I pagamenti per investimenti dei Comuni hanno raggiunto 15,3 miliardi di euro, con un incremento del 18,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando l'intensità della spesa nella fase conclusiva del Piano.

Bonus edilizi: la riduzione degli incentivi pesa sulla spesa pubblica

Nel 2026 i contributi agli investimenti delle amministrazioni pubbliche sono previsti in diminuzione di 6,2 miliardi di euro rispetto al 2025, con una contrazione del 16% che, secondo la Corte dei Conti, risente del progressivo venir meno delle agevolazioni edilizie, che nell'esercizio precedente presentavano ancora un livello di spesa elevato.

Il dato riguarda il complesso dei contributi agli investimenti e non coincide, quindi, con una diminuzione di pari importo dei soli bonus edilizi. La riduzione delle agevolazioni rappresenta tuttavia uno dei fattori che contribuiscono alla contrazione di questa componente della spesa pubblica.

La Corte prende quindi atto di un cambiamento nella composizione della spesa in conto capitale, caratterizzata da una crescita degli investimenti fissi lordi sostenuta dal PNRR e da una contemporanea riduzione dei contributi agli investimenti, in una fase nella quale anche il sostegno pubblico agli interventi sul patrimonio immobiliare privato viene progressivamente ridimensionato.

Superbonus e debito pubblico: gli effetti dei crediti d'imposta sui conti dello Stato

Il Superbonus continua a produrre effetti sui conti pubblici anche dopo il progressivo ridimensionamento dell'agevolazione.

La Corte dei Conti richiama il disallineamento temporale tra la contabilizzazione per competenza dei crediti d'imposta edilizi e il loro successivo utilizzo in compensazione, meccanismo che contribuisce a spiegare perché gli effetti finanziari delle agevolazioni si protraggano negli anni successivi alla realizzazione degli interventi.

Nel periodo 2024-2027, gli aggiustamenti stock-flussi del debito raggiungono complessivamente circa 160 miliardi di euro, con un peso preponderante attribuito all'eredità delle politiche di incentivazione edilizia. L'importo non rappresenta il costo complessivo del Superbonus, ma l'insieme degli aggiustamenti considerati nell'analisi della dinamica del debito pubblico.

Secondo le previsioni del DPFP, il rapporto debito/PIL dovrebbe raggiungere il 138,5% nel 2027, per poi iniziare a diminuire dal 2028, quando è atteso al 137,9%, fino al 136,6% nel 2029, beneficiando anche del progressivo riassorbimento della differenza tra la contabilizzazione per competenza e gli effetti di cassa dei crediti d'imposta edilizi.

L'eredità finanziaria del Superbonus rimane dunque uno degli elementi da considerare nella valutazione degli spazi di bilancio disponibili per nuove politiche di investimento e incentivazione.

Controlli catastali sui bonus edilizi: 21.600 lettere di compliance nel 2026

Nel 2026 sono state inviate 21.600 lettere di compliance catastale ai proprietari di immobili interessati da interventi di efficientamento energetico o miglioramento strutturale finanziati con risorse pubbliche.

Il dato, riportato dalla magistratura contabile nella sezione dedicata alle entrate, riguarda le attività finalizzate a verificare l'eventuale necessità di aggiornare le rendite catastali degli immobili sui quali sono stati realizzati gli interventi.

L'attività rientra nel programma di aggiornamento degli archivi catastali e di individuazione degli immobili non dichiarati, che prevede anche il ricorso alla mappatura del territorio mediante ortofoto. La copertura raggiunge circa il 96% del territorio nazionale, mentre sono programmate ulteriori 20.000 comunicazioni relative a particelle sulle quali risultano fabbricati non dichiarati.

La Corte valuta favorevolmente il rafforzamento di queste attività, sia per i possibili effetti sull'emersione delle basi imponibili immobiliari, sia per il miglioramento delle informazioni a disposizione delle amministrazioni pubbliche.

Per quanto riguarda gli immobili interessati dai bonus edilizi, occorre comunque distinguere l'attività di verifica catastale dall'effettiva sussistenza di un obbligo di aggiornamento della rendita.

Non tutti i lavori agevolati comportano infatti una variazione catastale, né l'esecuzione di un intervento di efficientamento energetico determina automaticamente un aumento della rendita. L'eventuale aggiornamento dipende dalla natura delle opere realizzate e dalla loro rilevanza ai fini del classamento, secondo la disciplina catastale applicabile.

Le lettere di compliance costituiscono pertanto uno strumento per sollecitare la verifica della posizione catastale, senza rappresentare necessariamente l'accertamento di un'irregolarità.

Efficienza energetica 2027-2028: gli investimenti previsti per gli edifici pubblici

Per il biennio 2027-2028, il DPFP prevede il ricorso agli spazi di flessibilità consentiti dalle regole europee di bilancio, attraverso l'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia per le maggiori spese destinate alla difesa e alla sicurezza energetica.

Per ciascuna delle due finalità, le risorse potenzialmente attivabili ammontano complessivamente a circa 14,4 miliardi di euro nel biennio, anche se non tutte le misure finanziabili hanno necessariamente natura di investimento.

Per la sicurezza energetica, tra gli interventi richiamati figurano l'efficientamento energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili negli edifici e nelle strutture pubbliche, con particolare attenzione agli immobili del Servizio sanitario nazionale, agli edifici scolastici e universitari e agli impianti sportivi, ai quali si aggiungono gli interventi per il potenziamento della mobilità sostenibile attraverso le infrastrutture ferroviarie.

La destinazione delle risorse dovrà essere definita nell'ambito della prossima legge di bilancio, che permetterà di verificare quali interventi saranno effettivamente finanziati e con quali stanziamenti. Per il momento, le indicazioni contenute nel DPFP riguardano prevalentemente gli investimenti pubblici e non consentono di anticipare l'introduzione di nuovi bonus fiscali per l'efficientamento energetico degli edifici privati, né di definirne aliquote, beneficiari e modalità di accesso.

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