Fisco 2025: 36,2 miliardi recuperati tra controlli, riscossione e compliance

Dalla lotta all’evasione alle partite Iva “apri e chiudi”, fino ai servizi e ai rimborsi: l’Agenzia delle Entrate presenta il bilancio annuale sul recupero fiscale e sulle attività a supporto dei contribuenti

di Redazione tecnica - 26/03/2026

Nel 2025 l’attività dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle entrate-Riscossione ha consentito di riportare nelle casse dello Stato 36,2 miliardi di euro, con un incremento dell’8,4% rispetto al 2024.

Si tratta del valore più elevato registrato finora, determinato in larga parte dalle attività di contrasto all’evasione fiscale, che da sole valgono 29 miliardi.

Accanto a questi importi, si aggiungono 7,2 miliardi recuperati da Agenzia delle entrate-Riscossione per conto di altri enti, mentre il gettito spontaneo - cioè i versamenti effettuati senza attività di controllo - supera i 595 miliardi di euro, in crescita del 2,8%.

Entrate fiscali: i dati del 2025

I dati sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati, anche in occasione dei 25 anni dell’Agenzia delle Entrate. Al di là del risultato complessivo, il bilancio mette in evidenza l’ampiezza delle attività gestite ogni anno dall’Amministrazione finanziaria

In particolare, il bilancio 2025 evidenzia un incremento delle somme recuperate e un rafforzamento degli strumenti di controllo, affiancati da un utilizzo crescente delle leve preventive e dei servizi digitali. 

Nel 2025 sono stati trattati oltre 189 milioni di modelli F24 e 2,4 miliardi di fatture elettroniche, mentre i servizi erogati ai contribuenti hanno superato i 21 milioni. Sul fronte dei rimborsi, sono stati restituiti a famiglie e imprese 26,3 miliardi di euro.

Recupero dell’evasione: composizione e dinamiche

Entrando nel dettaglio, i 29 miliardi recuperati dall’attività di contrasto all’evasione derivano da più canali.

La quota principale, pari a 15,9 miliardi, riguarda i versamenti effettuati dai contribuenti dopo aver ricevuto atti dell’Agenzia delle Entrate. A questa si aggiungono 6,9 miliardi collegati alle cartelle di pagamento e 3,3 miliardi riconducibili alle attività di promozione della compliance.

Le misure straordinarie, come la rottamazione delle cartelle e la definizione delle liti pendenti, hanno generato 2,9 miliardi, in calo rispetto all’anno precedente. Un dato che segnala una riduzione del peso di questi strumenti rispetto al passato.

L’attività della riscossione e la distribuzione degli incassi

L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha incassato complessivamente 16,8 miliardi di euro, con un incremento del 5%. Di questi, 12,3 miliardi derivano da attività ordinarie, mentre 4,5 miliardi sono collegati a misure straordinarie.

Per quanto riguarda gli enti beneficiari, 9,6 miliardi sono stati riscossi per conto dell’Agenzia delle Entrate, 3,8 miliardi per l’Inps e circa 1 miliardo per i Comuni. Un elemento che emerge con chiarezza è la concentrazione degli incassi su posizioni debitorie più rilevanti: oltre il 57% delle somme recuperate proviene infatti da contribuenti con debiti superiori a 100mila euro.

Controlli preventivi e contrasto alle partite Iva fittizie

Tra le attività segnalate nel bilancio, assume rilievo il contrasto al fenomeno delle partite Iva cosiddette “apri e chiudi”. Nel 2025 sono state cessate d’ufficio circa 12mila posizioni, più del doppio rispetto al 2024.

Parallelamente, le attività di analisi del rischio e i controlli preventivi hanno consentito di intercettare crediti inesistenti, indebite compensazioni e rimborsi non spettanti, con effetti stimati in oltre 5,6 miliardi di euro di minori oneri per il bilancio pubblico.

Sul fronte delle frodi più strutturate, in particolare quelle legate agli appalti illeciti di manodopera, le indagini svolte in collaborazione con l’Autorità giudiziaria e la Guardia di Finanza hanno portato a incassi per oltre 400 milioni e alla regolarizzazione di circa 11.500 lavoratori.

Servizi, digitalizzazione e rapporto con i contribuenti

Accanto all’attività di controllo, continua a svilupparsi l’offerta di servizi digitali. Per esempio, nel 2025 sono state concesse circa 2 milioni di rateizzazioni, in larga parte gestite attraverso i canali online.

Cresce anche l’utilizzo delle dichiarazioni precompilate, con 5,8 milioni di invii diretti da parte dei contribuenti.

Sul versante immobiliare, si registrano quasi 86 milioni di visure catastali e oltre 73 milioni di ispezioni ipotecarie, con un utilizzo dell’online ormai prevalente.

In aumento anche il ricorso agli strumenti di cooperazione preventiva: le imprese ammesse al regime di adempimento collaborativo sono salite a 221, con 79 nuovi ingressi nel solo 2025.

Sul piano interpretativo, l’Agenzia ha fornito oltre 9.500 chiarimenti tra interpelli, circolari e risoluzioni. Le risposte relative ai nuovi investimenti, secondo le stime fornite, sono destinate a produrre effetti anche sul piano occupazionale.

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