Milleproroghe 2026: ancora semplificazioni per impianti FER nelle strutture turistiche

Prorogate al 31 dicembre 2026 le procedure autorizzative semplificate per gli impianti da fonti rinnovabili nelle strutture turistiche e termali introdotte con il Decreto Aiuti

di Redazione tecnica - 07/01/2026

Nuova proroga per regime autorizzativo degli impianti da fonti rinnovabili al servizio delle strutture turistiche e termali. La conferma arriva con il Milleproroghe 2026, (D.L. 31 dicembre 2025, n. 200) che dispone  un’ulteriore estensione, al 31 dicembre 2026, dell’efficacia delle procedure autorizzative semplificate introdotte nel 2022.

Una nuova scadenza che non risponde a una difficoltà applicativa o a un ritardo strutturale, ma che riguarda una misura che ha dimostrato di funzionare. Proprio per questo, la scelta di limitarne ancora una volta la durata solleva una questione più ampia, che va oltre il singolo rinvio annuale.

Impianti FER in strutture turistiche: proroga del regime semplificato

Scendendo nel dettaglio, l’articolo 16, comma 1 del Decreto, modifica il testo dell’articolo 6, comma 2-septies, del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50 (c.d. “Decreto Aiuti”), sostituendo le parole “fino al 31 dicembre 2025” con “fino al 31 dicembre 2026”.

La proroga riguarda le procedure autorizzative per gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili realizzati presso strutture turistiche o termali, confermando il regime semplificato già noto agli operatori. La competenza è in capo al Ministero del turismo, in coerenza con l’inquadramento settoriale della norma.

Continuità amministrativa o scelta strutturale?

La reiterazione della proroga pone un problema di metodo, trattando la semplificazione come un’eccezione, nonostante l’esperienza applicativa ne abbia confermato l’equilibrio. Per altro, lavorare con norme a scadenza annuale rende difficile una programmazione ordinata e razionale degli interventi, specie in presenza di investimenti pianificati su orizzonti pluriennali, spesso all’interno di programmi di riqualificazione edilizia e impiantistica più ampi.

Se quindi il Milleproroghe garantisce continuità operativa anche per il 2026, la "stabilità" ottenuta per proroghe successive non equivale a una scelta strutturale, oltretutto in un panorama in cui l’integrazione delle fonti rinnovabili nel patrimonio edilizio esistente - in particolare in settori strategici come il turismo - è candidata a diventare un obiettivo costante della politica energetica, come emerge anche dal quadro europeo, con la Direttiva Green.

In questo contesto, il quadro autorizzativo dovrebbe essere altrettanto stabile, senza la persistenza di un regime che potremmo definire “ordinariamente transitorio”.

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