Qual è la corretta qualificazione giuridica degli incarichi di studio e consulenza? Gli enti locali possono affidare esternamente questa tipologia di attività? E quando un incarico di questo tipo può essere qualificato come servizio di ingegneria e architettura soggetto al d.Lgs. n. 36/2023?
Consulenza professionale per studio urbanistico: si applica il Codice Appalti?
La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per l’Emilia-Romagna, con la deliberazione n. 89/2025/VSG, interviene su una questione rilevante per la gestione della spesa pubblica e l’applicazione del Codice dei contratti: l’affidamento da parte di un’Amministrazione di un incarico esterno per la redazione di uno studio urbanistico, finalizzato alla promozione di un distretto territoriale e finanziato con fondi UE.
Una decisione importante che richiama le amministrazioni alla massima attenzione nell’uso delle risorse pubbliche e nel corretto inquadramento giuridico degli incarichi esterni.
Nel caso in esame, l’incarico oggetto di verifica è stato conferito a una società di ingegneria, al fine di redigere uno studio unitario sul territorio. Il Comune ha qualificato l’affidamento come servizio di ingegneria e architettura e ha proceduto con affidamento diretto ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. b), del Codice dei contratti pubblici.
A fronte della richiesta della Sezione, l’amministrazione ha documentato la verifica preliminare circa l’impossibilità di utilizzare risorse interne e ha prodotto il contratto stipulato, ma ha anche ammesso che il servizio non è stato ancora avviato per motivi legati alle scadenze PNRR.
La qualificazione della consulenza come appalto di servizi non ha però convinto i magistrati contabili emiliani, che hanno ricordato le differenze tra appalto di servizi di tipo intellettuale e incarico professionale di consulenza, studio o ricerca sia da un punto di vista normativo che sostanziale.