Ingegneri e architetti: nel 2024 drastico calo delle abilitazioni

I dati del Report del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri: evidente il distacco nei confronti dell’Esame di Stato e dell'iscrizione all'Albo

di Redazione tecnica - 19/11/2025

I giovani laureati in ingegneria e architettura hanno perso interesse per la libera professione. La conferma arriva dal rapporto 2024 del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che delinea uno scenario fortemente critico per quanto riguarda l’accesso alla professione e certifica l’evidente distacco nei confronti dell’Esame di Stato.

Laureati in ingegneria e architettura: forte calo degli abilitati 

I numeri registrano il minimo storico storico dall’introduzione dei settori e delle sezioni dell’Albo nel 2002, con la metà dei valori registrati nel periodo pre-Covid: nel dettaglio, nel 2024 hanno conseguito l’abilitazione 4.229 candidati per la professione di Ingegnere e 1.383 candidati per quella di Architetto.

Benché il calo del tasso di successo sia evidente, scendendo per gli ingegneri dal 88,1% del 2023 all’84,2%, per gli architetti dal 63,9% al 53,9%, il tonfo può essere attribuito solo in minima parte all’accresciuta selettività dell’Esame di abilitazione.

In realtà, è proprio la libera professione in sè a non risultare più attrattiva per i giovani laureati, a causa di una serie di motivi quali il livello reddituale e gli oneri connessi alla gestione amministrativo-fiscale ed ordinistica.

Lo scenario si rivela ancor più preoccupante se si confronta il numero di abilitati con quello dei laureati che hanno conseguito un titolo valido per accedere alle prove dell’Esame di abilitazione: i 4.229 abilitati del 2024 rappresentano, infatti, appena il 13,6% dei laureati con titolo di laurea magistrale, valore minimo mai rilevato finora.

I dati confermano quanto emerso già negli anni immediatamente successivi alla riforma dell’Albo conseguente al d.P.R. n. 328/2013: la divisione in settori ha determinato un progressivo calo di interesse verso l’Albo professionale, soprattutto tra i laureati in ingegneria del settore industriale e di quello dell’informazione.

Tenendo conto che il numero di laureati nelle classi di laurea attinenti al settore civile ed ambientale continua a calare sensibilmente, la conseguenza diretta sarà un crollo delle abilitazioni professionali e del numero degli Iscritti all’Albo, evento mai verificatosi nella storia più che centenaria dell’Ordine degli Ingegneri.

A dimostrazione di questa tesi è il vasto numero di laureati che, pur avendo conseguito l’abilitazione professionale, non si iscrivono all’Albo: basti pensare che dei quasi 135mila laureati abilitati negli ultimi 14 anni, oggi ne risultano iscritti all’Albo appena 62mila, circa la metà.

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