Intelligenza artificiale negli appalti: interviene il Consiglio di Stato

Palazzo Spada conferma che l’uso dell’IA nelle offerte tecniche è legittimo se la valutazione della commissione è motivata e coerente con la lex specialis

di Redazione tecnica - 23/10/2025

Può una stazione appaltante attribuire punteggi tecnici a un’offerta che utilizza sistemi di intelligenza artificiale senza incorrere in eccesso di potere? E fino a che punto il giudice può sindacare il giudizio tecnico della commissione, specie quando la valutazione investe tecnologie nuove e non regolamentate?

A rispondere è il Consiglio di Stato, con la sentenza del 20 ottobre 2025, n. 8092, che conferma la decisione del TAR Lazio n. 4546/2025, affrontando un tema destinato a incidere sempre più nelle procedure di gara: l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA) nelle offerte tecniche e i limiti del sindacato giurisdizionale sul punteggio attribuito.

Intelligenza artificiale e discrezionalità tecnica: quando la tecnologia entra nelle gare pubbliche

La controversia nasce nell’ambito di una gara Consip per la stipula di un accordo quadro ai sensi dell’art. 59, comma 4, lett. a), del d.lgs. 36/2023, per l'affidamento di servizi di pulizia in enti del SSN.

L’impresa terza classificata aveva impugnato l’aggiudicazione lamentando, tra l’altro, la valutazione positiva attribuita all’offerta della concorrente che aveva dichiarato di utilizzare sistemi di IA per la gestione di alcune fasi operative e organizzative del servizio.

Secondo la ricorrente, la tecnologia indicata non sarebbe stata idonea a svolgere le funzioni dichiarate; la commissione, tuttavia, aveva premiato tale elemento nell’attribuzione dei punteggi tecnici.

La vicenda offre l’occasione per richiamare i principi che regolano la valutazione delle offerte tecniche e i limiti entro i quali il giudice può intervenire nel merito delle scelte discrezionali della commissione.

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