Legge per l’Architettura come interesse pubblico: il CNAPPC in audizione al Senato

Nel confronto sui Disegni di Legge AS 1112 e AS 1711, il Consiglio Nazionale degli Architetti ribadisce il valore pubblico dell’architettura, il ruolo dei concorsi di progettazione e la necessità di una cornice normativa dedicata

di Redazione tecnica - 04/02/2026

L’architettura di qualità non è un privilegio per addetti ai lavori, ma un diritto che incide direttamente sulla vita quotidiana delle persone, sulle comunità e sul funzionamento delle città.

È da questa premessa che il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) ha ribadito, in sede istituzionale, la necessità di dotare finalmente l’Italia di una Legge per l’Architettura.

Una Legge per l’Architettura come interesse pubblico: l'audizione del CNAPPC al Senato

Nel corso dell’audizione presso la 7ª Commissione del Senato sui Disegni di Legge AS 1112 e AS 1711, dedicati alla promozione e valorizzazione dell’architettura, il Presidente del CNAPPC Massimo Crusi ha chiarito il senso dell’iniziativa, sgombrando il campo da letture corporative.

«L’Architettura di qualità è un diritto dei cittadini. Per questo motivo è di fondamentale importanza che il nostro Paese si doti finalmente di una Legge per l’Architettura che non è favore degli Architetti, ma è una necessità per l’intera società», ha sottolineato Crusi, evidenziando come il punto non sia definire regole esclusive o paradigmi professionali, ma tutelare «il valore culturale stesso dell’Architettura che produce effetti positivi nella quotidianità di ciascun individuo, in quella delle comunità e nel welfare urbano».

Il richiamo è diretto al ruolo pubblico dell’architettura, intesa non solo come espressione tecnica o formale, ma come infrastruttura culturale capace di orientare lo sviluppo del territorio e la qualità dell’abitare.

In questo quadro, il presidente del CNAPPC ha evidenziato come il ritardo normativo italiano rappresenti un’anomalia nel contesto europeo. «Per ottenere il massimo della qualità delle Opere la Legge sull’Architettura è indispensabile e l’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa ad esserne ancora sprovvisto», ha ricordato, collegando il tema della qualità delle opere pubbliche agli strumenti di selezione progettuale.

Il concorso di progettazione come strumento di qualità

Nel ragionamento del CNAPPC, il concorso di progettazione resta il perno attorno a cui costruire una reale politica della qualità architettonica. Secondo Crusi, si tratta dell’unico strumento in grado di selezionare progetti coerenti con le esigenze sociali, economiche e formali di ogni intervento, nel rispetto del territorio, dell’ambiente e del paesaggio.

«Il concorso di progettazione non garantisce solo il diritto di ogni cittadino a poter fruire di Opere belle, sicure e funzionali, ma offre anche ai giovani professionisti la possibilità di partecipare ad una selezione meritocratica basata sul progetto e non sul curriculum del professionista, valorizzando la multidisciplinarietà professionale», ha aggiunto, richiamando un tema centrale anche nel dibattito sull’accesso alle opportunità e sul ricambio generazionale.

I nodi normativi nei DDL in discussione

Nel corso dell’audizione è intervenuta anche Alessandra Ferrari, Vicepresidente del CNAPPC e responsabile del Dipartimento Promozione della Cultura architettonica e del progetto strategico Legge dell’Architettura, che è scesa nel dettaglio dei due Disegni di Legge in discussione, mettendone in evidenza le differenze.

Ferrari ha posto l’accento, in particolare, sul diverso approccio dei testi rispetto al Codice dei contratti pubblici in materia di procedure concorsuali. «Il Ddl 1112 auspica, infatti, una deroga al Codice, mentre il 1711 non prevede alcuna modifica, con il rischio che questa incongruità generi una ulteriore contrazione del numero dei concorsi», ha osservato, segnalando una criticità che potrebbe avere effetti concreti sull’attuazione delle politiche di qualità architettonica.

La Vicepresidente del CNAPPC ha comunque ribadito la positività di un coordinamento nazionale delle politiche e delle linee guida sulla qualità architettonica e urbana, confermando la disponibilità del Consiglio Nazionale a supportare i lavori della Commissione parlamentare: «le scelte politico-strategiche che riguardano l’architettura – così come il paesaggio – intervengono nello sviluppo del Paese e producono ricadute positive sul benessere della società e sulle generazioni future», ha dichiarato, richiamando la dimensione di lungo periodo delle decisioni legislative.

In questa prospettiva, diventa necessario un riconoscimento esplicito, attraverso una legge quadro, del valore di pubblico interesse dell’architettura e del paesaggio, elementi basilari nella definizione della qualità della vita urbana e per lo sviluppo sostenibile del Paese.

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