Rinforzi FRP, le nuove Linee Guida 2026 e gli adempimenti del Direttore dei Lavori

Aggiornate le Linee Guida per i compositi fibrorinforzati utilizzati nel consolidamento delle costruzioni esistenti. Dalla verifica del CVT al campionamento in cantiere, fino alle prove di accettazione, alle prove sulle resine e alla gestione delle non conformità, ecco gli adempimenti che ricadono direttamente sulla Direzione Lavori.

di Cristian Angeli - 01/09/2026

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Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha aggiornato la Linea Guida per la identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP). Il testo, datato luglio 2026, è stato approvato con decreto del Presidente n. 248 dell'11 agosto 2026 ed entra in vigore dalla data di pubblicazione sul sito istituzionale del Consesso. Aggiorna e sostituisce le precedenti Linee Guida approvate con DP n. 293 del 29 maggio 2019.

L'impianto della disciplina resta sostanzialmente confermato, ma il nuovo testo contiene alcune indicazioni che incidono direttamente sulla fase esecutiva. Per il Direttore dei Lavori diventa quindi importante verificare non soltanto la qualificazione del sistema, ma anche la corretta gestione della fornitura, del campionamento e delle prove di accettazione.

FRP, i controlli di accettazione sono obbligatori

Le Linee Guida ribadiscono un principio fondamentale. I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori e devono essere effettuati a cura e sotto la responsabilità del Direttore dei Lavori.

I campioni devono essere realizzati contestualmente alla posa del rinforzo sull'elemento strutturale, nelle medesime condizioni ambientali e seguendo la procedura di installazione prescritta dal Fabbricante. Devono inoltre essere utilizzati gli stessi materiali e gli stessi addetti impiegati nell'esecuzione dell'intervento.

La finalità è quella di sottoporre a controllo un campione effettivamente rappresentativo del rinforzo realizzato in opera.

La presenza di un Certificato di Valutazione Tecnica (CVT), quindi, non sostituisce i controlli di accettazione della specifica fornitura arrivata in cantiere.

Il primo controllo del DL riguarda CVT e documentazione

Prima della posa, il Direttore dei Lavori deve verificare che i prodotti costituenti ciascun lotto di spedizione, se non marcati CE, siano coperti da un CVT in corso di validità. Una copia del certificato deve essere allegata ai documenti di trasporto.

Nel caso di prodotti con marcatura CE, deve invece verificarne il possesso e richiedere al Fabbricante la relativa Dichiarazione di Prestazione (DoP).

In entrambi i casi spetta al Direttore dei Lavori accertare che i prodotti consegnati corrispondano alle tipologie indicate nella documentazione di accompagnamento.

Il controllo deve avvenire prima dell'utilizzo, perché le eventuali forniture non conformi devono essere rifiutate prima della messa in opera.

Campionamento degli FRP realizzati in situ

Particolare attenzione è richiesta per i sistemi realizzati in situ.

Ai fini dell'accettazione, il Direttore dei Lavori deve provvedere al confezionamento di 6 campioni per ciascun tipo di sistema di rinforzo da installare.

I campioni devono essere preparati in cantiere secondo le procedure indicate dal Fabbricante, utilizzando gli stessi materiali e gli stessi addetti impiegati nell'intervento. Devono inoltre essere confezionati con il massimo numero di strati previsto per il rinforzo da realizzare.

Una volta preparati, devono essere inviati dal Direttore dei Lavori a un Laboratorio di cui all'art. 59 del d.P.R. n. 380/2001 con apposita Estensione per i compositi FRP.

Non è quindi sufficiente verificare che il laboratorio sia autorizzato ai sensi dell'art. 59, perché occorre accertarsi della specifica estensione richiesta per le prove sui compositi.

Prove di laboratorio, attenzione alla firma del Direttore dei Lavori

Le Linee Guida attribuiscono al DL anche la responsabilità dell'identificazione dei campioni.

Mediante sigle, etichette indelebili o altri sistemi idonei, deve essere garantito che i campioni trasmessi al laboratorio siano effettivamente quelli prelevati o confezionati in cantiere sotto la sua responsabilità.

Particolarmente importante è la richiesta di prova, che deve essere sottoscritta dal Direttore dei Lavori e contenere le indicazioni relative ai campioni.

In assenza della firma, le certificazioni rilasciate dal laboratorio non possono assumere valenza ai fini dell'accettazione prevista dalle Linee Guida e tale circostanza deve essere espressamente riportata sul certificato.

Un adempimento apparentemente formale che produce, quindi, conseguenze sostanziali.

Quando la prova di accettazione è superata?

Sui campioni dei sistemi realizzati in situ devono essere eseguite le prove di trazione previste dalle Linee Guida.

La prova è considerata superata quando i valori medi della tensione di rottura e del modulo elastico risultano non inferiori all'85% dei valori nominali relativi alla classe di appartenenza.

Se la prova ha esito negativo, il Direttore dei Lavori, dopo averne informato il Fabbricante, deve procedere al confezionamento di ulteriori 6 provini, con le medesime modalità, inviandoli allo stesso laboratorio. In questo caso la verifica si intende superata se i valori medi calcolati sui 12 campioni complessivamente sottoposti a prova restano non inferiori all'85% dei valori nominali.

Qualora anche la successiva verifica non consenta di soddisfare i criteri previsti, il Direttore dei Lavori deve assumere le determinazioni conseguenti e darne comunicazione al Servizio Tecnico Centrale.

L'intero lotto di spedizione è considerato non conforme e non deve essere utilizzato per il rinforzo strutturale.

Le prove sulle resine e la temperatura di transizione vetrosa

Accanto alle prove di trazione, le Linee Guida prescrivono in fase di accettazione anche la determinazione della temperatura di transizione vetrosa su tutte le resine utilizzate, in ragione di 3 provini per ogni tipologia di resina.

Le modalità di prova sono le stesse adottate in fase di qualificazione e il valore medio dei risultati sperimentali non deve risultare inferiore a quello determinato in quella sede.

In caso di esito negativo le prove devono essere ripetute su ulteriori 3 campioni prelevati dal medesimo lotto di spedizione. Se anche il secondo tentativo non va a buon fine, la prova di accettazione sulla resina si considera non superata e il Direttore dei Lavori assume le determinazioni più opportune, dandone comunicazione al Servizio Tecnico Centrale.

Si tratta di un controllo da non sottovalutare, perché proprio sulla procedura di determinazione della temperatura di transizione vetrosa il nuovo testo introduce le modifiche più significative rispetto al 2019.

Tracciabilità dei lotti, il controllo continua dopo la prova

Un altro adempimento importante riguarda la rintracciabilità del materiale effettivamente installato.

Il Direttore dei Lavori deve annotare con cura l'ubicazione, all'interno della struttura consolidata, dei sistemi di rinforzo corrispondenti ai diversi lotti di spedizione, trasmettendo le annotazioni sottoscritte all'Appaltatore o all'esecutore.

La disposizione consente, qualora emergano successivamente problemi relativi a un determinato lotto, di individuare le parti dell'opera nelle quali è stato utilizzato.

L'Appaltatore deve conservare la documentazione di accompagnamento, le marcature e le etichette di riconoscimento, insieme alle annotazioni della DL, fino al completamento del collaudo statico e, ove previsto, del collaudo tecnico-amministrativo.

Posa in opera e Manuale di installazione

Ogni lotto deve essere accompagnato anche dal Manuale di installazione predisposto dal Fabbricante, contenente le istruzioni per la posa del sistema.

Il documento deve specificare, in particolare, i trattamenti da effettuare sul supporto prima dell'installazione, le condizioni ambientali richieste durante l'applicazione, comprese temperatura e umidità, e gli eventuali accorgimenti necessari per proteggere il composito dagli effetti termici.

Il Manuale costituisce quindi un riferimento operativo anche per la Direzione Lavori, chiamata a verificare la coerenza tra le modalità previste dal Fabbricante e quelle effettivamente adottate in cantiere.

FRP, il CVT da solo non basta

Per il Direttore dei Lavori il punto centrale delle Linee Guida resta dunque la necessità di costruire una catena di controllo continua.

Non basta accertare che il sistema FRP disponga di un CVT, perché occorre verificarne la validità e la corrispondenza con la fornitura, identificare i lotti, organizzare correttamente il campionamento, rivolgersi a un laboratorio con la specifica estensione, sottoscrivere le richieste di prova e registrare dove i diversi lotti vengono utilizzati.

La qualificazione del prodotto costituisce il presupposto per l'impiego strutturale, mentre l'accettazione della specifica fornitura rimane responsabilità della Direzione Lavori.

Il collegamento tra prodotto qualificato, lotto consegnato, campione sottoposto a prova e rinforzo effettivamente installato rappresenta uno degli aspetti più rilevanti per la corretta gestione degli FRP in cantiere.

A cura di Cristian Angeli
ingegnere strutturista esperto in agevolazioni edilizie e perizie tecniche
www.cristianangeli.it

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