PNRR, il monitoraggio diventa interattivo: dati su spesa, progetti e territori

La Camera dei deputati pubblica una mappa navigabile sullo stato di attuazione del Piano: 672.549 progetti censiti, 124,9 miliardi di spesa dichiarata e forti differenze regionali nell’avanzamento finanziario

di Redazione tecnica - 18/08/2026

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Il monitoraggio dell’attuazione del PNRR entra nella sua fase conclusiva e si arricchisce di un nuovo strumento di consultazione. Sul sito della Camera dei deputati è disponibile un prospetto interattivo che consente di esplorare, attraverso mappe e schede territoriali, i dati relativi alla programmazione finanziaria, alla spesa, al numero dei progetti, al loro stato di avanzamento e ai soggetti responsabili dell’attuazione.

Lo strumento accompagna il dossier predisposto dal Servizio Studi della Camera e del Senato sullo stato di attuazione del Piano a luglio 2026, aggiornato sulla base delle informazioni contenute nella banca dati ReGiS. Il documento ricostruisce l’avanzamento nazionale, la posizione dell’Italia rispetto agli altri Stati membri, le scadenze collegate alla decima e ultima rata e la distribuzione territoriale degli interventi.

La fotografia restituita dai dati richiede tuttavia una lettura articolata. Quasi tre progetti su quattro risultano conclusi, ma gli interventi terminati rappresentano meno di un quarto delle risorse finanziarie associate ai progetti censiti.

Monitoraggio PNRR: cosa contiene la nuova mappa interattiva

Il dossier prende in esame un Piano composto da 7 Missioni, 224 misure, 156 investimenti e 68 riforme, articolati in 575 traguardi e obiettivi. La dotazione complessiva è pari a 194,4 miliardi di euro, dei quali 71,8 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti.

La sezione interattiva consente di spostare l’analisi dal livello nazionale a quello territoriale. Per ciascuna Regione sono riportati l’ammontare dei finanziamenti associati ai progetti registrati nella banca dati ReGiS, il numero degli interventi, la quota economica riferita ai progetti conclusi e quella collegata ai progetti ancora in corso. Le schede indicano inoltre la distribuzione delle risorse tra le Missioni, i principali soggetti attuatori e il quadro provinciale.

Va però precisato che il termine “progetto” comprende iniziative molto diverse: opere pubbliche, interventi digitali, programmi di incentivazione, acquisti, misure rivolte a imprese e cittadini e strumenti finanziari. Il numero degli interventi non può quindi essere utilizzato, da solo, per valutare l’avanzamento del Piano.

Decima rata PNRR: 28,4 miliardi legati alla fase finale

Il 30 giugno 2026 è scaduto il termine europeo per il conseguimento dei traguardi e degli obiettivi collegati alla decima e ultima rata, mentre la rendicontazione deve essere completata entro il 31 agosto. La richiesta di pagamento dovrà essere trasmessa alla Commissione europea entro il 30 settembre e i pagamenti dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2026.

Secondo la programmazione precedente alla conclusione dell’ottava revisione del Piano, ancora all’esame delle istituzioni europee alla data del dossier, la rata finale vale 28,4 miliardi di euro ed è associata a 159 traguardi e obiettivi. All’8 luglio ne risultavano già rendicontati 70.

La proposta di revisione presentata dal Governo mantiene invariata la dotazione complessiva del PNRR, ma prevede una rimodulazione di circa 2,1 miliardi. Le risorse sottratte a interventi che presentavano maggiori difficoltà rispetto alle scadenze europee sarebbero destinate soprattutto a efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica, Industria 5.0, housing sociale, comunità energetiche, autoproduzione da fonti rinnovabili nelle PMI e acquisto di treni elettrici.

Progetti conclusi e risorse impiegate: i due dati da leggere insieme

La banca dati ReGiS monitora 672.549 progetti, ai quali sono associate risorse per oltre 173,3 miliardi di euro. Alla data del 1° luglio 2026 risultano conclusi 503.641 interventi, pari al 74,9% del totale, mentre 168.879 progetti, corrispondenti al 25,1%, sono ancora in corso. Soltanto 16 risultano da attivare, ai quali si aggiungono 13 progetti privi dell’indicazione sullo stato amministrativo.

Il quadro cambia in modo rilevante quando l’avanzamento viene misurato in termini economici. I progetti conclusi valgono 41,03 miliardi, pari al 23,7% delle risorse associate agli interventi censiti; quelli in corso concentrano invece 132,2 miliardi, cioè il 76,3%.

Il dato non segnala una contraddizione, ma descrive la struttura del Piano. Molti interventi numericamente rilevanti hanno dimensioni finanziarie contenute e possono essere completati in tempi più brevi, mentre una parte consistente delle risorse è concentrata in programmi e infrastrutture di maggiore importo, ancora classificati come in corso. Per valutare l’attuazione occorre quindi affiancare sempre il numero dei progetti alla loro dimensione economica.

Spesa PNRR, rate europee e finanziamenti dei progetti non sono la stessa cosa

Il dossier riporta tre grandezze che rispondono a domande differenti. La Commissione europea ha erogato all’Italia circa 166 miliardi di euro, considerando i prefinanziamenti e le prime nove rate. Le amministrazioni titolari hanno dichiarato nella banca dati ReGiS una spesa pari a 124,9 miliardi al 1° luglio 2026. I progetti monitorati, infine, presentano finanziamenti complessivi per 173,3 miliardi.

Questi importi non devono coincidere. Le rate europee dipendono dal raggiungimento di traguardi e obiettivi, perché il dispositivo è costruito su un modello orientato alla performance e non sul semplice rimborso delle spese sostenute. La spesa ReGiS misura invece gli importi dichiarati dalle amministrazioni, mentre il finanziamento dei progetti rappresenta il valore attribuito agli interventi censiti.

Anche per questo la percentuale di risorse erogate dall’Unione europea non può essere assunta come percentuale di opere terminate, così come la quota dei progetti conclusi non equivale automaticamente alla quota di spesa completata.

PNRR italiano sopra la media europea, ma resta il passaggio decisivo

Con l’erogazione della nona rata, avvenuta il 3 giugno 2026, l’Italia ha raggiunto 416 traguardi e obiettivi su 575, pari al 72,3%, e ha incassato l’85,4% delle risorse disponibili. Il dossier confronta questi risultati con quelli degli altri 26 Stati membri, che nel complesso hanno raggiunto il 57,9% dei propri obiettivi e ricevuto il 68,7% delle risorse previste.

Il vantaggio relativo non riduce però il peso dell’ultima fase. Nella decima rata è concentrato oltre un quarto dei traguardi e degli obiettivi dell’intero Piano, insieme a 28,4 miliardi ancora da erogare. La chiusura non riguarda soltanto il completamento delle attività, ma anche la qualità della rendicontazione, delle verifiche, degli audit e delle prove documentali.

L’Ufficio parlamentare di bilancio stima inoltre che nel 2026 il PNRR produca un impatto pari a 1,8 punti percentuali sul livello del PIL. In assenza dei progetti addizionali finanziati dal Piano, la crescita dell’anno sarebbe inferiore di mezzo punto percentuale. L’effetto stimato è destinato a ridursi negli anni successivi, ma conferma il ruolo assunto dal PNRR nella dinamica economica del 2026.

PNRR nelle Regioni: finanziamenti e avanzamento economico

La distribuzione territoriale mostra differenze molto ampie. La Lombardia concentra il maggiore volume di finanziamenti associati ai progetti, con 21,9 miliardi, seguita da Campania con circa 15 miliardi, Veneto con 14,72 miliardi, Lazio con 13,28 miliardi e Sicilia con 12,36 miliardi.

Escludendo gli interventi di ambito nazionale, la quota media delle risorse collegata a progetti conclusi è pari al 26,2%. I valori più elevati si registrano in Trentino-Alto Adige/Südtirol, con il 46,4%, Lombardia, con il 40,4%, Friuli-Venezia Giulia, con il 37,2%, Emilia-Romagna, con il 36%, e Veneto, con il 33%.

Nella parte opposta della distribuzione si collocano Liguria, con il 10,2%, Calabria, con il 15,6%, Molise, con il 15,9%, Sicilia, con il 16,7%, e Campania, con il 16,8%.

Queste percentuali non costituiscono però una graduatoria amministrativa. Indicano la quota delle risorse riferita a progetti che ReGiS classifica come conclusi e risentono della composizione degli investimenti, del peso delle grandi infrastrutture, della dimensione media degli interventi e delle modalità con cui i dati vengono aggiornati. La mappa provinciale e la suddivisione per Missione consentono una lettura più attendibile rispetto al solo dato regionale aggregato.

Le sette Missioni: transizione ecologica al primo posto

Tra i progetti censiti, la Missione 2 dedicata alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica presenta il maggiore volume finanziario, con 41,68 miliardi di euro. Seguono la Missione 1 su digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, con 30,37 miliardi, e la Missione 4 su istruzione e ricerca, con 28,42 miliardi.

La Missione 3 sulle infrastrutture per la mobilità sostenibile vale 22,89 miliardi; la Missione 5 su inclusione e coesione 14,52 miliardi; la Missione 6 dedicata alla salute 13,71 miliardi. Per la Missione 7 REPowerEU la banca dati espone 4,39 miliardi riferiti ai progetti e agli interventi attualmente registrati, valore che il dossier invita a non sovrapporre automaticamente al totale delle risorse disponibili per la Missione.

Anche in questo caso il prospetto interattivo permette di verificare come la struttura finanziaria cambi da Regione a Regione. Il dato assume particolare utilità per amministrazioni, professionisti e imprese interessati a individuare i settori nei quali si concentra la parte ancora in esecuzione.

Mezzogiorno, economie e risorse da riassegnare

Il dossier richiama anche il vincolo che destina alle Regioni del Mezzogiorno almeno il 40% delle risorse territorializzabili. L’ultima rilevazione disponibile quantifica in 59,3 miliardi le risorse destinate al Sud, pari al 40,6% del totale territorializzabile. La soglia risulta quindi rispettata, ma la quota è scesa rispetto al 41,1% registrato alla fine del 2024.

Un altro fronte riguarda le economie maturate sui progetti conclusi. Il Decreto Legge n. 19/2026 ne ha quantificate 1,587 miliardi entro febbraio 2026, disciplinando anche l’accertamento e il successivo reimpiego delle ulteriori risorse non più necessarie per gli obiettivi europei o prive di obbligazioni giuridicamente vincolanti. La fase successiva sarà quindi caratterizzata non soltanto dalla chiusura della rendicontazione, ma anche dalla ricognizione delle somme residue e dalla loro eventuale riassegnazione.

Dal monitoraggio alla fase successiva al PNRR

La nuova piattaforma offre uno strumento utile perché consente di superare la lettura fondata su un solo indicatore, considerato che il PNRR può apparire molto avanzato se si osserva il numero dei progetti conclusi, molto meno se si considera il loro valore economico e in posizione migliore rispetto alla media europea se si guardano rate e obiettivi raggiunti.

La valutazione richiede invece di tenere insieme almeno quattro piani: conseguimento dei target europei, spesa dichiarata, stato amministrativo dei progetti e avanzamento territoriale. Dalla loro sovrapposizione si evidenziano le questioni ancora aperte: i grandi investimenti da completare, la rendicontazione finale, l’aggiornamento dei dati ReGiS, la gestione delle economie e continuità finanziaria degli interventi che proseguiranno oltre la scadenza europea.

La mappa interattiva non chiude quindi il dibattito sull’attuazione del PNRR, ma mette a disposizione una base informativa più articolata per affrontare l’ultima fase del Piano e preparare quella successiva, nella quale il tema centrale sarà verificare non soltanto quante risorse siano state impegnate e spese, ma quali risultati abbiano prodotto sui territori e quali interventi richiedano ancora coperture, tempi e capacità amministrativa.

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