La consultazione gratuita delle norme tecniche UNI in materia di salute e sicurezza sul lavoro diventa realtà. Ministero del Lavoro, Inail e UNI hanno infatti sottoscritto una convenzione triennale prevista dal Decreto-legge n. 159/2025, convertito con modificazioni dalla Legge n. 198/2025.
Sicurezza lavoro: convenzione per la consultazione gratuita delle norme UNI
L’accordo si inserisce nel quadro delle misure introdotte dal cosiddetto Decreto Sicurezza sul lavoro e punta a rendere liberamente accessibili gli standard tecnici di riferimento per il sistema prevenzionale. Non si tratta solo di un intervento sul piano della disponibilità dei documenti, ma di una scelta che attiene il modo in cui la prevenzione viene costruita e gestita nei contesti lavorativi.
In questa prospettiva, la possibilità di consultare le norme UNI richiamate dal D.Lgs. n. 81/2008 – insieme ad altri standard di particolare rilevanza per la sicurezza sul lavoro – consente di rafforzare il collegamento tra obblighi normativi e strumenti tecnici, riducendo quella distanza che, nella pratica, ha spesso limitato l’effettiva applicazione delle migliori soluzioni disponibili.
Il punto di partenza è l’articolo 30, comma 5-ter del D.Lgs. n. 81/2008, introdotto proprio dal decreto-legge del 2025, che affida al Ministero del Lavoro il compito di promuovere convenzioni con INAIL e UNI per garantire la consultazione gratuita delle norme tecniche.
Pur non essendo obbligatorie, le norme tecniche restano una componente essenziale del sistema di prevenzione, anche per il loro impatto sulla valutazione della diligenza datoriale, in coerenza con l’art. 2087 c.c. La loro funzione è quella di tradurre in indicazioni operative aggiornate il livello di tecnica e di esperienza richiesto per la tutela dei lavoratori.
Norme UNI sicurezza lavoro: quali sono e cosa includono
Entrando nel merito, le norme rese disponibili sono quelle elencate nell’Allegato A della convenzione e comprendono non solo gli standard espressamente richiamati nel Testo unico del 2008, ma anche ulteriori riferimenti tecnici di particolare interesse per la salute e sicurezza sul lavoro, compresi quelle derivanti dal recepimento di standard europei (CEN) e internazionali (ISO).
La platea dei destinatari è volutamente ampia e riflette l’intero sistema della sicurezza: lavoratori, datori di lavoro, RSPP e ASPP, RLS e RLST, medici competenti, formatori, coordinatori per la sicurezza nei cantieri, organismi paritetici e soggetti pubblici di vigilanza. In altre parole, tutti coloro che, a diverso titolo, intervengono nella gestione del rischio e nell’attuazione delle misure di tutela.
Accanto alla consultazione, la convenzione introduce un ulteriore strumento operativo: il bollettino ufficiale delle norme tecniche (BUNT), che UNI dovrà pubblicare periodicamente. Questo strumento assume un rilievo particolare nella pratica professionale, perché consente di monitorare in modo sistematico l’evoluzione della normazione tecnica, riducendo il rischio di operare sulla base di standard non aggiornati.
È inoltre prevista una verifica entro il primo anno, basata sui dati di accesso e utilizzo del servizio, con la possibilità di apportare modifiche anche in relazione a eventuali evoluzioni normative.
Come consultare gratuitamente le norme UNI sicurezza lavoro
Dal punto di vista operativo, la consultazione sarà resa disponibile attraverso una piattaforma web collegata al sito UNI e accessibile, previa autenticazione, anche dai portali istituzionali del Ministero del Lavoro e dell’Inail.
L’attivazione è prevista per il 28 aprile 2026, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Il sistema consentirà la sola lettura dei documenti, senza possibilità di download o stampa, e prevede la raccolta di dati di utilizzo trattati nel rispetto del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.
Sul piano economico, la convenzione prevede che l’INAIL riconosca a UNI un corrispettivo annuo pari a 230.000 euro per la messa a disposizione del servizio.
Il modello adottato rende quindi gratuito l’accesso per gli utenti finali, trasferendo l’onere sul sistema pubblico, in coerenza con le finalità di diffusione della cultura della prevenzione e di riduzione degli infortuni e delle malattie professionali.
La prevenzione passa dalla conoscenza: cosa cambia davvero
Come hanno sottolineato Vincenzo Caridi, Capo del Dipartimento per le Politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del Ministero, Marcello Fiori, Direttore Generale dell’Inail e Ruggero Lensi, Direttore Generale di UNI, la sicurezza passa anche dalla disponibilità delle conoscenze tecniche.
La convenzione viene quindi letta come uno strumento per rafforzare la filiera della prevenzione, favorire una maggiore responsabilità diffusa e supportare, in particolare, le micro e piccole imprese, che più frequentemente incontrano difficoltà nell’accesso a strumenti tecnici aggiornati.
Al di là dell’impostazione istituzionale, il punto più interessante riguarda l’impatto operativo. Per la prima volta si realizza una condizione che, in ambito sicurezza, è sempre stata richiamata ma solo parzialmente attuata: la reale accessibilità diffusa delle norme tecniche. Questo può avere un peso rilevante sulla valutazione dei rischi, rendendo più agevole l’integrazione di standard aggiornati, e sulla definizione delle misure di prevenzione, grazie a un riferimento più diretto alle buone pratiche.
Ma il riflesso più interessante riguarda probabilmente la responsabilità datoriale. Riducendosi la distanza tra “regola tecnica disponibile” e “regola tecnica conosciuta”, diventa più difficile sostenere, in sede ispettiva o giudiziaria, di non aver considerato determinati standard tecnici.
In definitiva, non cambiano gli obblighi formali, ma cambia il contesto in cui questi obblighi vengono valutati. Ed è su questa dimensione, quella dell’effettiva esigibilità della prevenzione, che la convenzione potrebbe produrre gli effetti più significativi.