Parapetti anticaduta, il nuovo Quaderno Inail parla attraverso le immagini

La pubblicazione della collana “Quaderni per immagini” illustra caratteristiche, configurazioni e modalità di utilizzo dei parapetti provvisori e permanenti, con riferimenti alla UNI EN 13374:2025 e alla UNI 11996:2025 e particolare attenzione alla prevenzione delle cadute dall’alto

di Redazione tecnica - 30/07/2026

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La prevenzione delle cadute dall’alto passa anche dalla capacità di trasferire le informazioni essenziali a chi opera quotidianamente in cantiere, evitando che prescrizioni, procedure e indicazioni tecniche restino confinate nei documenti della sicurezza senza tradursi nelle modalità con cui il lavoro viene organizzato ed eseguito.

Nasce da questa esigenza il nuovo Quaderno Inail “Parapetti”, nell’ambito della collana “Quaderni per immagini”, realizzato dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, insieme alla Direzione centrale pianificazione e comunicazione, con l’obiettivo di affidare alle immagini una funzione didascalica autonoma, fino a renderle vere e proprie “istruzioni per l’uso”.

La pubblicazione utilizza disegni tecnici e rappresentazioni di situazioni operative per illustrare la configurazione, l’impiego e il comportamento dei parapetti anticaduta provvisori e permanenti, offrendo un supporto destinato soprattutto ai cantieri temporanei o mobili e alle attività svolte in prossimità di bordi, coperture e superfici sopraelevate.

Cadute dall’alto e protezioni collettive: il Quaderno Inail su parapetti

Il tema affrontato dal Quaderno riguarda uno dei rischi più rilevanti del settore delle costruzioni. Secondo i dati del Rapporto Inail-Regioni del settembre 2025, elaborato nell’ambito del sistema nazionale di sorveglianza Infor.MO e riferito agli infortuni mortali e gravi registrati nel decennio 2013-2022, le cadute dall’alto rappresentano il 58,3% degli infortuni mortali analizzati nei cantieri.

Una parte significativa degli eventi avviene durante l’utilizzo di attrezzature per i lavori in quota, come ponteggi, scale portatili e trabattelli, oppure da tetti e coperture, in particolare nel corso di interventi di manutenzione e rifacimento delle strutture edili.

In questo quadro, il parapetto rappresenta una misura di protezione collettiva che deve essere scelta, configurata, installata e mantenuta tenendo conto delle effettive condizioni di impiego, delle caratteristiche del luogo di lavoro e delle sollecitazioni ragionevolmente prevedibili.

La centralità delle protezioni collettive trova il proprio riferimento nell’art. 111 del D.Lgs. n. 81/2008, secondo il quale il datore di lavoro, nella scelta delle attrezzature da utilizzare per i lavori temporanei in quota, deve assegnare priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali. Lo stesso articolo richiede che le attrezzature siano adeguate alla natura dei lavori, alle sollecitazioni prevedibili e alla necessità di garantire una circolazione priva di rischi.

Non si tratta di escludere l’impiego dei sistemi individuali anticaduta, che possono avere funzione di trattenuta, posizionamento o arresto della caduta, ma di applicare una gerarchia delle misure di prevenzione che privilegi, ogni volta che le condizioni operative lo consentono, soluzioni capaci di proteggere contemporaneamente tutti i lavoratori esposti.

Il parapetto agisce direttamente lungo il bordo e, in relazione alla propria classe e configurazione, può impedire il superamento del limite oppure contrastare l’inciampo, lo scivolamento e la caduta verso il vuoto. I sistemi individuali proteggono invece il singolo lavoratore e richiedono una valutazione che consideri, tra gli altri elementi, gli ancoraggi disponibili, la compatibilità dei componenti, il tirante d’aria e le eventuali procedure di recupero.

Un Quaderno costruito intorno alle immagini

La caratteristica principale della pubblicazione è il ricorso a un linguaggio prevalentemente visivo. I disegni non svolgono una funzione meramente illustrativa, ma sono costruiti per mostrare gli elementi dei parapetti, le diverse configurazioni di montaggio e alcune possibili dinamiche di perdita dell’equilibrio.

L’impostazione deriva dai “Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili”, la collana Inail dedicata ai dispositivi di protezione, alle opere provvisionali e alle attrezzature utilizzate dai lavoratori. Nei “Quaderni per immagini”, tuttavia, la componente testuale viene ridotta e le rappresentazioni grafiche sono sviluppate con un maggiore livello di dettaglio, così da consentire al lavoratore di ricavare dall’osservazione della scena le indicazioni essenziali per il corretto utilizzo delle attrezzature e delle opere rappresentate.

Il volume mantiene brevi didascalie in italiano, inglese, francese, albanese e rumeno, ma affida ai disegni il compito principale di trasferire il messaggio prevenzionistico. Questa scelta assume particolare rilievo nei cantieri caratterizzati dalla presenza di lavoratori provenienti da Paesi diversi, nei quali le difficoltà linguistiche possono incidere sulla comprensione delle procedure, delle istruzioni operative e dei comportamenti richiesti.

La comunicazione per immagini non sostituisce l’informazione, la formazione e, quando previsto, l’addestramento, ma può rafforzarne l’efficacia, soprattutto se utilizzata durante l’ingresso del lavoratore in cantiere, le riunioni di coordinamento, i momenti informativi che precedono l’avvio delle lavorazioni e le attività di vigilanza svolte sul posto di lavoro.

Composizione parapetti e possibili dinamiche: le illustrazioni

La pubblicazione si sviluppa attraverso una sequenza di dieci figure che accompagna il lettore dalla composizione del parapetto alle possibili sollecitazioni determinate dall’inciampo o dallo scivolamento di un lavoratore.

La prima rappresentazione individua gli elementi costitutivi di un parapetto provvisorio: il montante, il corrente principale, il corrente intermedio e la tavola fermapiede. L’immagine permette di riconoscere la funzione dei singoli componenti e richiama la necessità di considerare il parapetto come un sistema unitario, senza limitare la verifica alla sola presenza del corrente superiore.

Una seconda immagine illustra i requisiti geometrici riportati per un parapetto provvisorio di classe B secondo la UNI EN 13374. Nel disegno sono rappresentati un’altezza non inferiore a 1.000 mm, distanze tra gli elementi non superiori a 250 mm e una tavola fermapiede alta almeno 150 mm. Le quote si riferiscono alla configurazione raffigurata e devono essere lette nel quadro dei requisiti e delle condizioni di utilizzo stabiliti dalla norma tecnica applicabile.

Le figure successive mostrano parapetti permanenti di classe B, anche in metallo, sistemi installati mediante contrappesi, configurazioni d’angolo e parapetti provvisori applicati su strutture in legno.

Il Quaderno dedica inoltre attenzione alle operazioni di montaggio e smontaggio, durante le quali la protezione può non essere ancora pienamente disponibile e il lavoratore rischia di trovarsi esposto proprio mentre sta predisponendo o rimuovendo il sistema destinato a proteggerlo. La pianificazione deve quindi riguardare non soltanto la configurazione finale, ma anche le condizioni transitorie che precedono il completamento dell’installazione.

La parte conclusiva rappresenta tre possibili dinamiche: l’inciampo verso il parapetto, la combinazione tra scivolamento e inciampo e lo scivolamento lungo una copertura inclinata. Le immagini aiutano a comprendere come le azioni trasmesse al sistema possano variare in funzione della pendenza della superficie, della posizione del lavoratore, della distanza dal bordo e della velocità acquisita durante lo scivolamento.

Parapetti provvisori e UNI EN 13374:2025

Il Quaderno recepisce la revisione della UNI EN 13374:2025, dedicata ai sistemi temporanei di protezione dei bordi utilizzati durante la costruzione o la manutenzione di edifici e altre strutture.

La norma, entrata in vigore in Italia il 30 ottobre 2025, specifica i requisiti e i metodi di prova applicabili ai sistemi temporanei di protezione dei bordi per superfici piane e inclinate, distinguendo tre classi di protezione.

La classificazione non deve essere intesa come una graduatoria generale di qualità, poiché ogni classe risponde a differenti condizioni di impiego e modalità di sollecitazione. La scelta del sistema richiede pertanto una valutazione preventiva della pendenza della superficie, delle attività da eseguire, delle possibili traiettorie del lavoratore, dell’altezza di caduta e delle caratteristiche del supporto sul quale il parapetto viene installato.

Un sistema adatto a una superficie piana non può essere automaticamente considerato idoneo per una copertura inclinata, dove il lavoratore può scivolare e raggiungere il parapetto con un’energia maggiore rispetto a quella generata da un semplice appoggio o da una perdita di equilibrio in condizioni statiche.

Altrettanto importante è la compatibilità tra i componenti. Montanti, correnti, tavole fermapiede, dispositivi di fissaggio e accessori devono essere utilizzati secondo configurazioni previste e documentate, nel rispetto delle istruzioni del fabbricante e delle condizioni per le quali il sistema è stato verificato. La combinazione estemporanea di elementi differenti, anche quando ciascun componente appare singolarmente adeguato, può modificare il comportamento complessivo del parapetto.

Parapetti permanenti e UNI 11996:2025

Per i parapetti anticaduta permanenti il riferimento è rappresentato dalla UNI 11996:2025, entrata in vigore il 27 novembre 2025.

La norma si applica ai parapetti anticaduta permanenti utilizzati come dispositivi di protezione collettiva in edifici, infrastrutture, opere, manufatti e impianti nei quali sia presente un pericolo di caduta dall’alto, definendone i requisiti di sicurezza, i metodi di prova e le condizioni di utilizzo.

La UNI 11996:2025 distingue i parapetti permanenti nelle classi A e B. I sistemi di classe A sono destinati a resistere alle azioni statiche, mentre quelli di classe B devono rispondere anche ad azioni dinamiche moderate.

La norma individua inoltre due principali tipologie costruttive: i parapetti “a correre”, composti da una sequenza di montanti e correnti collegati lungo lo sviluppo del bordo, e i parapetti “a moduli”, formati da elementi modulari disposti in sequenza e, in generale, non collegati tra loro. Tra gli aspetti considerati rientrano anche la documentazione, il manuale di istruzioni, la marcatura, il cartello informativo, la determinazione del fissaggio e le indicazioni relative al salvataggio.

Un supporto per la sicurezza in cantiere

La permanenza dell’installazione non riduce l’esigenza di controllo. Un parapetto installato stabilmente resta esposto agli agenti atmosferici, alla corrosione, agli urti, alle modifiche delle strutture e alle attività manutentive eseguite nel corso del tempo.

La gestione deve quindi comprendere la disponibilità della documentazione, la definizione delle modalità e delle periodicità di ispezione, la verifica dei fissaggi, il controllo dello stato di conservazione dei componenti e la programmazione degli eventuali interventi di manutenzione o ripristino.

In questo senso, il Quaderno rappresenta un utile supporto per trasferire i principi della prevenzione nelle attività quotidiane, ma non può essere utilizzato in sostituzione della valutazione dei rischi, delle istruzioni del fabbricante, delle verifiche sul supporto, della progettazione eventualmente necessaria o delle procedure definite per lo specifico luogo di lavoro. Il suo valore emerge soprattutto quando le immagini vengono inserite nelle attività di informazione, formazione, coordinamento e vigilanza, contribuendo a rendere le misure di protezione collettiva una parte effettiva dell’organizzazione del cantiere e non un adempimento affidato esclusivamente alla documentazione.

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