Portale ENEA 2026: cosa fare nell’attesa dell’aggiornamento alla Legge di Bilancio

Indicazioni operative per Ecobonus e Bonus casa tra lavori conclusi nel 2025 e interventi completati nel 2026

di Redazione tecnica - 05/01/2026

Nel sistema delle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica, la comunicazione all’ENEA rappresenta uno di quei passaggi che, pur non incidendo sulla misura dell’agevolazione, condizionano in modo diretto la corretta gestione delle pratiche. È un adempimento che si colloca sempre in una fase delicata: quella di raccordo tra la conclusione dei lavori, il sostenimento delle spese e l’operatività degli strumenti informatici messi a disposizione per la trasmissione dei dati.

Anche all’inizio del 2026 lo scenario si è riproposto secondo una dinamica ormai ben conosciuta dai tecnici. ENEA ha pubblicato un avviso operativo quando la Legge di Bilancio era ancora in fase di approvazione, chiarendo come comportarsi nelle diverse situazioni possibili. Successivamente, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, il quadro normativo dei bonus edilizi per il 2026 si è stabilizzato.

Resta però un dato centrale sul piano pratico: il portale ENEA 2026 non è ancora disponibile. Di conseguenza, nell’attesa dell’aggiornamento, le indicazioni contenute nell’avviso ENEA continuano a rappresentare il riferimento operativo da seguire.

Un quadro già visto: il portale ENEA non apre mai il 1° gennaio

Per comprendere correttamente la fase attuale è utile richiamare quanto avvenuto negli anni precedenti. L’analisi delle date di apertura dei portali ENEA dal 2020 al 2025 mostra con chiarezza che l’attivazione non coincide mai con l’inizio dell’anno solare. Al contrario, la pubblicazione avviene sempre in un momento successivo, talvolta anche a distanza di diversi mesi.

Questo dato non è secondario, perché incide direttamente sul calcolo dei 90 giorni per l’invio delle schede descrittive: per i lavori conclusi prima dell’apertura del portale, il termine decorre dalla data di effettiva messa online del sito, non dalla fine lavori. È su questa logica, ormai consolidata, che si innesta anche la gestione delle comunicazioni per il 2026 che comprende 3 diverse casistiche:

  1. lavori conclusi nel 2025 e con spese sostenute entro la fine del 2025;
  2. lavori conclusi nel 2025 ma con spese sostenute in tutto o in parte nel 2026;
  3. lavori conclusi nel 2026.
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