
È tornata pienamente operativa la banchina di Riva del porto di Ortona, oggetto di un articolato intervento di consolidamento e riqualificazione promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.
La conclusione dei lavori sul primo tratto dell’infrastruttura rappresenta un passaggio importante nel percorso di potenziamento dello scalo, oggi sempre più strategico per i traffici del medio Adriatico grazie alla posizione rispetto alle aree industriali e produttive del Centro Italia e al ruolo di porto polifunzionale inserito nella rete delle Autostrade del Mare.
L’incremento delle attività legate alla movimentazione di rinfuse solide e liquide, dei carichi eccezionali e del traffico crocieristico ha reso necessario un adeguamento delle infrastrutture portuali ai più attuali standard operativi. L’intervento ha così interessato sia il consolidamento della banchina sia la riqualificazione delle superfici operative del piazzale, con l’obiettivo di migliorare capacità portante, continuità funzionale e durabilità delle pavimentazioni portuali sottoposte a traffico intenso e carichi elevati.
In questo quadro, Heidelberg Materials Italia – già Italcementi e Calcestruzzi Spa – ha contribuito all’intervento garantendo la fornitura del calcestruzzo necessario alle diverse fasi delle lavorazioni e introducendo sistemi tecnologici avanzati per la realizzazione di pavimentazioni portuali ad alte prestazioni. Tra questi, i.tech CARGO, miscela cementizia auto-percolante progettata per l’intasamento completo di conglomerati bituminosi open graded. Il sistema è stato sviluppato per coniugare rapidità esecutiva, flessibilità applicativa ed elevate prestazioni meccaniche, risultando particolarmente adatto a contesti ad alta intensità d’uso come aree logistiche, portuali, aeroportuali e parcheggi ad elevato traffico.
L’integrazione tra caratteristiche prestazionali e attenzione agli aspetti ambientali ha consentito di rispondere alle esigenze della committenza assicurando al tempo stesso durabilità, affidabilità e continuità operativa nel tempo.
Consolidamento della banchina di Riva e adeguamento ai nuovi carichi operativi

Il progetto ha riguardato il primo tratto della banchina di Riva e il relativo piazzale, per uno sviluppo di circa 230 metri su un totale di 560 metri e una larghezza di circa 30 metri, con un investimento complessivo di 13 milioni di euro finanziato dal PNRR nell’ambito degli investimenti per la coesione territoriale e per le Zone Economiche Speciali (ZES).
Le lavorazioni, affidate al raggruppamento temporaneo di imprese composto da Mentucci Aldo Srl e Fincantieri Infrastructure Opere Marittime Spa in qualità di mandataria, si sono concluse nella prima fase con un anticipo di 99 giorni rispetto al cronoprogramma previsto.
L’intervento ha consentito il consolidamento e la riqualificazione delle strutture esistenti, adeguandole ai carichi operativi più elevati e predisponendole all’elettrificazione delle gru semoventi. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale ha evidenziato come l’opera si inserisca nel più ampio percorso di sviluppo delle infrastrutture portuali e confermi la capacità dell’Ente di rispettare le tempistiche e gli obiettivi previsti dal PNRR.
Estensione delle lavorazioni e continuità funzionale delle superfici operative
Alla prima fase si è successivamente aggiunta un’estensione dei lavori resa possibile grazie alle economie generate dal ribasso d’asta applicato dal raggruppamento temporaneo di imprese incaricato dell’intervento.
Le ulteriori lavorazioni hanno interessato una seconda porzione del piazzale con l’obiettivo di garantire la piena continuità funzionale dell’area, evitando dislivelli e disconnessioni tra le diverse superfici operative e assicurando la completa carrabilità della banchina.
L’estensione ha riguardato una superficie di circa 4.000 m² che si è aggiunta alla prima fascia già realizzata, portando la superficie complessivamente riqualificata a circa 8.000 m² distribuiti in due porzioni contrapposte rispetto al canale di raccolta delle acque e pienamente integrate dal punto di vista funzionale.
Le lavorazioni aggiuntive sono state pianificate in modo da non interferire con l’accesso allo scalo e con l’operatività portuale, consentendo di ampliare l’intervento originario senza interrompere le attività logistiche.
Calcestruzzi ad alte prestazioni per opere marittime ad elevata aggressività ambientale
Il consolidamento della banchina è stato realizzato mediante rifodero in avanzamento della struttura esistente a massi sovrapposti, attraverso la costruzione di un nuovo sistema portante costituito da una paratia di pali lato mare, vincolata a pali di ancoraggio lato terra attraverso un impalcato in calcestruzzo armato.
Le lavorazioni hanno incluso la rimozione degli elementi esistenti, l’infissione della combi-wall metallica, la realizzazione dei pali trivellati e la formazione del solettone e della trave di coronamento, configurando un sistema strutturale continuo progettato per sostenere carichi operativi elevati e concentrati.
Per la realizzazione dei pali, del solettone e della trave di banchina è stato utilizzato il calcestruzzo della linea ECO CAM di Heidelberg Materials Italia, confezionato con cemento TERMOCEM GREEN 42,5 N proveniente dalla cementeria del gruppo di Cagnano Amiterno.
La miscela adottata, con RCK 45, classe di esposizione XS3 e consistenza S4, è stata progettata specificamente per applicazioni in ambiente marino caratterizzate da elevata aggressività.
La pavimentazione della banchina è stata completata con uno strato superficiale in calcestruzzo fibrorinforzato realizzato lungo tutta la lunghezza dell’infrastruttura, con uno spessore medio di circa 25 cm.
L’intervento è stato suddiviso in nove conci successivi per una lunghezza complessiva di circa 230 metri e una larghezza di 11 metri, soluzione che ha consentito di garantire continuità esecutiva e un efficace controllo delle fasi di getto.
La posa del calcestruzzo fibrorinforzato è stata eseguita da Ibuild Italia, società di Heidelberg Materials Italia specializzata nella realizzazione chiavi in mano di pavimentazioni industriali in calcestruzzo.
L’intero pacchetto strutturale del solettone, comprensivo dello strato finale, raggiunge uno spessore complessivo di circa 1,5 metri, confermando il livello di robustezza richiesto per una piattaforma portuale destinata alla movimentazione di carichi eccezionali.
Le caratteristiche dei calcestruzzi ECO CAM e l’impiego di cementi ad altoforno
I calcestruzzi della linea ECO CAM sono soluzioni sostenibili conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e progettate con un contenuto di materiale riciclato pre-consumo superiore al 30%.
Le miscele utilizzano cementi CEM III/A 42,5 N ad altoforno, caratterizzati da una significativa riduzione delle emissioni di CO₂ rispetto ai tradizionali cementi CEM I, grazie alla sostituzione parziale del clinker con loppa granulata d’altoforno.
In conformità alla norma EN 197-1, il cemento CEM III/A 42,5 N integra circa il 40% di loppa e il 60% di clinker, soddisfacendo anche i requisiti CAM relativi all’impiego di materiale riciclato o recuperato.
Secondo Heidelberg Materials, l’impiego della loppa consente non soltanto di migliorare il profilo ambientale del materiale, ma anche di incrementarne le prestazioni meccaniche e la durabilità. La reazione di idratazione dei cementi alla loppa si sviluppa infatti progressivamente nel tempo, favorendo una progressiva chiusura della porosità del calcestruzzo.
Questo comportamento produce un duplice vantaggio: da un lato limita la penetrazione di acqua e agenti aggressivi, dall’altro rallenta il naturale processo di carbonatazione. A ciò si aggiungono elevate resistenze meccaniche, buona resistenza agli attacchi chimici e basso calore di idratazione, caratteristiche che rendono questi calcestruzzi particolarmente adatti per opere in ambiente marittimo.
Pavimentazione semiflessibile multistrato per le aree operative portuali
Concluso il consolidamento della banchina, le lavorazioni si sono concentrate sulla realizzazione delle pavimentazioni del piazzale.
La configurazione adottata si basa su una pavimentazione semiflessibile multistrato progettata per rispondere alle condizioni effettive del sottofondo e ai carichi operativi previsti in ambito portuale.
La soluzione originariamente prevista nel progetto esecutivo contemplava uno strato in Rolled-Compacted Concrete (RCC) con rigidezza pari a 30.000 MPa poggiante su uno strato di misto granulare stabilizzato.
Nel corso delle verifiche sul sottofondo, effettuate per accertare i valori effettivi di portanza, sono tuttavia emerse prestazioni inferiori rispetto a quelle ipotizzate in fase progettuale. Questa condizione ha reso necessario rivedere la sovrastruttura prevista e adottare una configurazione alternativa basata su tre strati di misto cementato a rigidezza decrescente.
La nuova soluzione ha consentito di migliorare la distribuzione delle sollecitazioni e garantire condizioni di esercizio equivalenti o migliorative anche nelle situazioni più gravose di carico a cui la banchina risulta sottoposta.
La stratigrafia realizzata è costituita da uno strato di misto granulare stabilizzato (MGS) di circa 10 cm, seguito da tre strati di misto cementato da 40 cm ciascuno, da una membrana SAMI con funzione antiriflesso e impermeabilizzante e da uno strato binder bituminoso da 8 cm. La pavimentazione è stata infine completata con uno strato superficiale in grouted macadam da 4 cm successivamente intasato con i.tech CARGO, soluzione che contribuisce a garantire elevate prestazioni meccaniche e maggiore durabilità in esercizio.
Pavimentazioni portuali ad alte prestazioni: resistenza, rapidità esecutiva e continuità operativa

Le aree operative portuali richiedono pavimentazioni in grado di sopportare traffico intenso, carichi concentrati e condizioni ambientali particolarmente aggressive, limitando al tempo stesso gli interventi manutentivi e i tempi di fermo delle infrastrutture.
In questo contesto, la soluzione adottata nel porto di Ortona è stata progettata per assicurare elevata capacità portante, maggiore resistenza all’usura e continuità operativa anche in presenza di sollecitazioni molto elevate.
La configurazione semiflessibile realizzata mediante l’intasamento del conglomerato bituminoso open graded con i.tech CARGO consente infatti di migliorare il comportamento della pavimentazione rispetto ai fenomeni di deformazione superficiale, fessurazione e formazione di ormaie, problematiche particolarmente frequenti nelle aree logistiche e nelle infrastrutture portuali soggette a traffico pesante continuo.
A ciò si aggiungono vantaggi legati alla rapidità esecutiva e alla riduzione dei tempi di riapertura delle superfici operative, aspetti fondamentali in contesti dove la continuità di esercizio rappresenta un requisito essenziale.
Che cos’è i.tech CARGO e quali prestazioni garantisce nelle pavimentazioni portuali

i.tech CARGO è una miscela cementizia auto-percolante in forma di boiacca fluida sviluppata per l’intasamento completo di conglomerati bituminosi open graded caratterizzati da un elevato contenuto di vuoti comunicanti. Una volta infiltrata nella struttura porosa dell’asfalto, la miscela consente di trasformare il conglomerato bituminoso in una pavimentazione semiflessibile monolitica, capace di combinare la capacità portante e la resistenza della matrice cementizia con la flessibilità tipica delle superfici bituminose.
L’obiettivo della tecnologia è quello di rispondere alle esigenze operative tipiche di aree ad altissima intensità di traffico, come porti, piattaforme logistiche, aeroporti e piazzali industriali, dove le pavimentazioni sono sottoposte a sollecitazioni concentrate, passaggi continui di mezzi pesanti e forti escursioni termiche.
Nel caso del porto di Ortona, il sistema è stato utilizzato per completare lo strato superficiale in grouted macadam della pavimentazione del piazzale operativo. L’intasamento del conglomerato open graded con la boiacca cementizia ha consentito di ottenere una superficie particolarmente resistente alla compressione, al punzonamento e all’azione di agenti aggressivi come idrocarburi e solventi, riducendo al tempo stesso il rischio di ormaie, cedimenti e fenomeni di fessurazione.
Dal punto di vista prestazionale, Heidelberg Materials evidenzia come questa tecnologia permetta di raggiungere livelli di resistenza anche quattro volte superiori rispetto alle tradizionali pavimentazioni bituminose, con benefici significativi sia in termini di durabilità sia sotto il profilo manutentivo. La struttura semiflessibile consente infatti di distribuire meglio le sollecitazioni indotte dai carichi pesanti, limitando le deformazioni superficiali che normalmente si manifestano nei contesti logistici e portuali ad elevato traffico.
Un ulteriore aspetto riguarda la rapidità di esecuzione e la continuità operativa. Il sistema è stato progettato per ridurre i tempi di fermo delle infrastrutture, consentendo la riapertura al traffico in tempi molto contenuti. Nel cantiere di Ortona, le due fasce da circa 4.000 m² ciascuna sono state completate in soli 4-5 giorni e rese operative in meno di 24 ore dalla posa.
Anche sotto il profilo ambientale, la soluzione presenta caratteristiche interessanti. La riduzione dell’impiego di leganti bituminosi e la maggiore durabilità del sistema contribuiscono infatti a limitare gli interventi manutentivi nel ciclo di vita dell’opera. Inoltre, la colorazione più chiara della superficie favorisce un incremento dell’albedo, contribuendo a ridurre il surriscaldamento superficiale e gli effetti legati all’isola di calore urbana.
Secondo Heidelberg Materials, proprio l’equilibrio tra prestazioni meccaniche, velocità esecutiva, affidabilità e attenzione agli aspetti ambientali rappresenta uno degli elementi distintivi di i.tech CARGO, pensato per applicazioni infrastrutturali dove continuità di esercizio e resistenza nel tempo costituiscono requisiti essenziali.
Le fasi di posa del materiale e i parametri tecnici dell’intervento
La posa di i.tech CARGO è stata eseguita a completamento dello strato bituminoso open graded, una volta raggiunte le condizioni termiche idonee per l’intasamento.
La boiacca cementizia, sviluppata nell’ambito della collaborazione tra Ibuild Italia/Heidelberg Materials Italia e Mapei e prodotta da quest’ultima per utilizzo esclusivo Heidelberg Materials, è stata confezionata mediante mescolatore su autoarticolato, pompata sulla superficie e distribuita mediante racle manuali con successiva finitura meccanica.
L’intervento è stato progettato per favorire l’espulsione dell’aria e garantire la completa penetrazione della miscela lungo tutto lo spessore del conglomerato bituminoso.

Per assicurare una percolazione completa all’interno della struttura open graded è stato utilizzato un rapporto acqua/polvere compreso tra 0,33 e 0,35, ottenendo un grado di intasamento superiore al 22% in conformità alle norme UNI EN 12697-5 e UNI EN 933-1, con consumi dell’ordine di 18-20 kg/m².

Le due fasce da circa 4.000 m² ciascuna sono state completate in soli 4-5 giorni da una squadra composta da cinque operatori, consentendo la messa in esercizio della pavimentazione in meno di 24 ore dalla posa.
Durabilità, sostenibilità e riduzione dell’effetto isola di calore
Oltre agli aspetti prestazionali, il sistema adottato presenta vantaggi anche sotto il profilo ambientale e gestionale.

La pavimentazione realizzata con i.tech CARGO garantisce infatti una maggiore stabilità alle alte temperature rispetto alle tradizionali superfici bituminose, spesso soggette a deformazioni, fessurazioni e fenomeni di affossamento.
Dal punto di vista ambientale, la soluzione consente di ridurre l’impiego di leganti bituminosi e di componenti potenzialmente inquinanti, migliorando la sostenibilità complessiva del sistema e contribuendo a limitare gli interventi manutentivi nel ciclo di vita dell’opera.
La superficie chiara del rivestimento favorisce inoltre un incremento dell’albedo con effetti positivi sulla riduzione della temperatura superficiale del manto e sulla mitigazione dell’effetto isola di calore.
Nel complesso, l’intervento del porto di Ortona rappresenta un esempio di integrazione tra tecnologie costruttive avanzate, sostenibilità ambientale e prestazioni elevate per infrastrutture portuali destinate a utilizzi intensivi e continuativi.
In questo percorso si inseriscono sia le soluzioni della linea ECO CAM, progettate per ridurre l’impatto ambientale attraverso l’impiego di materie prime riciclate e cementi a minore contenuto di clinker, sia il sistema i.tech CARGO, sviluppato per garantire elevate prestazioni meccaniche, rapidità esecutiva e maggiore durabilità delle superfici operative.
L’integrazione tra resistenza, affidabilità, continuità di esercizio e attenzione agli aspetti ambientali conferma l’orientamento di Heidelberg Materials verso lo sviluppo di soluzioni tecniche evolute, pensate per infrastrutture complesse e ad elevata intensità operativa.
Dati tecnici
- Committente: dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale
- Progetto: Approfondimento dei fondali mediante dragaggio e consolidamento della banchina di Riva - Porto di Ortona. Intervento di consolidamento della banchina di Riva - primo tratto. PNRR - Missione M5C3 "Interventi speciali per la coesione territoriale"- Investimento 4 "Interventi infrastrutturali per le Zone Economiche Speciali (ZES).
- RUP: Ing. Gianluca Pellegrini
- Direttore dei lavori: Ing. Maria Letizia Vecchiotti
- Direttore operativo: Ing. Silvia Pieroni
- Ispettori di cantiere: Arch. Lucia Scarinci (CSE) - Ing. Lino Di Leve
- Impresa Esecutrice:
- Capogruppo Mandataria: Fincantieri Infrastructure Opere Marittime
- Mandante: Mentucci Aldo
- Progettista:
- Capogruppo Mandataria: SEACON s.r.l., Direttore Tecnico Ing. Lucio Abbadessa
- Mandante: ACALE SRL, Progettista Ing. Livio Gambacorta
- Responsabile Coordinatore Delle Prestazioni Specialistiche: Ing. Massimo Vitellozzi
- Collaboratori Alla Progettazione:
- ACALE SRL: Ing. Zakhia Bassil, Ing. Elisabetta Bersanetti, Ing. Cesare Gaggiotti
- SEACON SRL: Ing. Corrado Montefoschi, Ing. Riccardo Intonti, Ing. Fabio Simone Mainero Rocca
- Soluzione: asfalto open-graded intasato con boiacca cementizia preparata con i.tech CARGO di Heidelberg Materials
- Applicatore incaricato della posa del conglomerato bituminoso: ADRIATICA STRADE A-STRA, Termoli (CB)
- Applicatore incaricato della posa i.tech CARGO: Ibuild Italia srl