Prezzi di riferimento della carta in risme: ANAC conferma i valori per il 2026

Il monitoraggio sulle procedure di acquisto non evidenzia condizioni tali da richiedere nuovi aumenti: per il 2026 restano applicabili i valori definiti con la Delibera ANAC n. 74/2025, utilizzati dalle amministrazioni anche come prezzo massimo di aggiudicazione nei casi previsti dalla normativa

di Redazione tecnica - 08/10/2026

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Restano invariati anche per il 2026 i prezzi di riferimento della carta in risme da 500 fogli, con grammatura compresa tra 80 e 84 g/mq e confezionata in scatole da cinque risme.

ANAC ha concluso il monitoraggio svolto su un campione di procedure di acquisto, confrontando i prezzi di aggiudicazione con i corrispondenti prezzi di riferimento e rilevando che, nella generalità dei casi esaminati, i valori effettivamente praticati continuano a collocarsi al di sotto delle soglie attualmente vigenti.

L’esito dell’analisi ha quindi escluso, allo stato, la necessità di un nuovo incremento e ha portato l’Autorità a confermare per il 2026 i valori già stabiliti con la Delibera n. 74 del 25 febbraio 2025.

Prezzi carta in risme 2026: ANAC conferma i valori vigenti

Per le amministrazioni che devono programmare e gestire questi acquisti, la conferma non è secondaria, perché i prezzi di riferimento non hanno una funzione soltanto orientativa.

L’art. 9, comma 7, del D.L. n. 66/2014 prevede infatti che tali valori siano utilizzati per la programmazione dell’attività contrattuale della pubblica amministrazione e, nei casi in cui non sia disponibile una convenzione stipulata ai sensi dell’art. 26, comma 1, della Legge n. 488/1999, costituiscano prezzo massimo di aggiudicazione, anche nelle procedure affidate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

La norma stabilisce inoltre che i contratti conclusi in violazione di tale limite sono nulli.

Il riferimento resta la Delibera ANAC n. 74/2025

I valori oggi confermati derivano dall’aggiornamento effettuato dall’Autorità nel 2025, quando ANAC aveva avviato una nuova rilevazione presso le stazioni appaltanti per verificare l’allineamento dei precedenti prezzi di riferimento alle condizioni effettive di mercato.

L’indagine aveva prodotto un dataset di 1.275 osservazioni, di cui 434 riferite al formato A3 e 841 al formato A4, facendo emergere una differenza media rispetto ai precedenti prezzi di riferimento pari al 28% per l’A3 e al 34% per l’A4. I risultati avevano quindi portato ANAC a ridefinire i criteri utilizzati per determinare i prezzi di riferimento, tenendo conto dei valori effettivamente rilevati sul mercato.

Il monitoraggio successivo ha mostrato che i prezzi di aggiudicazione continuano a mantenersi generalmente al di sotto delle soglie definite nel 2025 e, proprio per questo, l’Autorità non ha ritenuto necessario intervenire nuovamente per il 2026.

Carta in risme: come si determina il prezzo di riferimento

Il prezzo di riferimento non coincide con un valore fisso valido per ogni acquisto, ma varia in relazione alle caratteristiche della fornitura e viene determinato attraverso la formula approvata dall’Autorità.

Nel calcolo incidono, tra gli altri elementi, il formato A3 o A4, la tipologia di carta naturale o riciclata, la collocazione geografica della stazione appaltante, la certificazione ISO della cartiera, le modalità di consegna, l’eventuale ordine minimo, la presenza di una clausola di revisione dei prezzi, i tempi di consegna e la quantità complessivamente acquistata.

ANAC mette inoltre a disposizione una specifica maschera di calcolo, attraverso la quale le amministrazioni possono inserire le caratteristiche della fornitura e ottenere il corrispondente prezzo di riferimento.

Per gli acquisti effettuati nel 2026 restano quindi validi i parametri e i valori già definiti nel 2025, senza ulteriori adeguamenti.

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