La professione di ingegnere e architetto, una storia di altri tempi

Dignità, tutela e valore di una professione in crisi, senza tariffe né riferimenti.

di Pietro Francesco Nicolai - 01/12/2025

L’architetto Renzo Piano, in un’intervista del gennaio 2008 pubblicata nella storica rivista Il Carabiniere, ricordava: «Quello dell’architetto è un mestiere antico come cacciare, pescare, coltivare ed esplorare. Dopo la ricerca del cibo viene la ricerca della dimora. Ad un certo punto, l’uomo, insoddisfatto dei rifugi offerti dalla natura, è diventato architetto».

All’epoca dell’intervista, intorno ai settant’anni, Piano parlava da maestro riconosciuto a livello mondiale, forte di decenni di esperienza e di un profondo senso di responsabilità sociale. Le sue parole riportavano la professione alla sua radice collettiva e vitale, denunciando il rischio che la storica dignità venga soffocata dalle logiche di mercato e dalla perdita di tutele, riducendo un mestiere nobile a ruolo marginale.

Se la voce di un maestro ci ricorda l’antica nobiltà del mestiere, la storia normativa e l’evoluzione dei costumi sociali mostrano come quella dignità sia stata progressivamente erosa.

Le tariffe professionali, introdotte nel dopoguerra, garantirono per decenni equilibrio tra responsabilità e compenso, tutelando dignità e ruolo sociale di ingegneri e architetti. Questo sistema fu per lungo tempo un riferimento stabile, ma negli Anni Duemila le liberalizzazioni europee ne avviarono il progressivo smantellamento: in Italia l’abolizione delle tariffe lasciò spazio, dopo circa un quinquennio di assenza di riferimenti tariffari, all’introduzione di parametri non vincolanti, utilizzati soltanto come base di gara negli appalti pubblici; in Germania e Austria sistemi analoghi resistettero più a lungo, ridimensionati poi dalle decisioni della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. La liberalizzazione dei compensi ha ridotto gli onorari mentre il costo della vita cresceva, esponendo l’Italia, più di altri paesi, agli effetti di un mercato deregolamentato: svalutazione della prestazione, perdita di dignità e insostenibilità economica. Oggi la professione tecnica, schiacciata dalle logiche di mercato e dal ribasso competitivo, rischia di ridursi a funzione marginale, segnata da compensi inadeguati, precarietà e perdita di riconoscimento culturale e civile.

Analizziamo ora l’evoluzione della normativa tariffaria per ingegneri e architetti in Germania, Francia, Spagna e Italia, al fine di delineare uno scenario comparativo solido che consenta di valutare con attendibilità la specificità del contesto italiano.

In allegato la versione estesa di questo approfondimento.

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