Qualificazione stazioni appaltanti: i dati ANAC sul nuovo biennio

Al 30 giugno 2026 sono 3.967 le amministrazioni qualificate per progettazione e affidamento e 6.510 quelle qualificate per l’esecuzione. Il Report ANAC sul nuovo biennio evidenzia livelli raggiunti, passaggi tra vecchio e nuovo sistema e il peso dell’esperienza nelle gare rispetto a competenze e formazione

di Redazione tecnica - 24/09/2026

Aggiungi LavoriPubblici.it alle tue fonti preferite.

Decidi tu come informarti.
Quando cercherai una notizia ci troverai più facilmente.

Aggiungi LavoriPubblici.it su Google Aggiungici su Google

Al 30 giugno 2026 sono 3.967 le amministrazioni qualificate per progettazione e affidamento e 6.510 quelle qualificate per l’esecuzione. Il nuovo Report ANAC fotografa il primo anno del nuovo biennio e consente di leggere gli effetti delle modifiche introdotte dal Correttivo, a partire dal peso assunto dall’esperienza nelle gare rispetto a competenze e formazione del personale.

Sono 3.967 le amministrazioni qualificate al 30 giugno 2026 per la fase di progettazione e affidamento, mentre salgono a 6.510 quelle qualificate per l’esecuzione.

Due numeri che restituiscono le dimensioni raggiunte dal sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, ma che acquistano maggiore significato se letti insieme agli altri dati contenuti nell’ultimo Report ANAC, riferito al primo anno del nuovo biennio avviato il 1° luglio 2025.

A distanza di tre anni dall’entrata in funzione del sistema, l’analisi dell’Autorità permette infatti di osservare non soltanto quante amministrazioni siano oggi qualificate, ma anche quali livelli abbiano raggiunto, come siano cambiati gli esiti rispetto al primo biennio e, soprattutto, quali siano le componenti sulle quali si costruisce maggiormente il punteggio di qualificazione.

Da questa fotografia emergono alcune questioni che aiutano a leggere meglio l’evoluzione del sistema. In particolare, quanto pesa l’esperienza maturata nelle gare rispetto alla formazione e alle competenze del personale? Quali effetti ha prodotto la modifica dei criteri introdotta dal Correttivo? E cosa emerge dal confronto tra chi ha partecipato sia al primo sia al nuovo biennio?

Qualificazione stazioni appaltanti: il quadro ANAC al 30 giugno 2026

Il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza è disciplinato dagli artt. 62 e 63 del D.Lgs. n. 36/2023 e dall’Allegato II.4 ed è operativo, per la progettazione e l’affidamento, dal 1° luglio 2023, mentre la qualificazione relativa all’esecuzione è entrata in vigore dal 1° gennaio 2025 a seguito delle modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 209/2024.

Il Report aggiornato al 30 giugno 2026 riguarda quindi il primo anno del nuovo periodo di qualificazione per progettazione e affidamento, nel quale trovano applicazione i criteri modificati dal Correttivo. Le elaborazioni non comprendono i soggetti qualificati di diritto e prendono in considerazione le istanze trasmesse entro il 30 giugno 2026 e ancora valide a quella data.

Rispetto alla prima applicazione del Codice cambia, peraltro, anche il meccanismo temporale. Il periodo compreso tra il 1° luglio 2023 e il 30 giugno 2025 funzionava secondo un “biennio fisso”, con una scadenza comune indipendentemente dalla data di presentazione dell’istanza; dal nuovo ciclo, invece, la qualificazione ha durata biennale a partire dalla singola domanda, secondo un sistema di “biennio mobile”.

Viene meno, quindi, una scadenza nazionale unica e il mantenimento dei requisiti entra stabilmente nella gestione ordinaria delle singole amministrazioni, ciascuna con la propria decorrenza e il proprio termine di validità.

Stazioni appaltanti qualificate: 3.967 per progettazione e affidamento

Al 30 giugno 2026 sono 3.967 le amministrazioni qualificate in almeno uno dei due settori. Di queste, 813 operano esclusivamente nei lavori, 863 esclusivamente nei servizi e nelle forniture, mentre 2.291 sono qualificate in entrambi gli ambiti.

La componente più consistente, pari al 57,7%, è dunque costituita dalle amministrazioni qualificate sia per lavori sia per servizi e forniture, mentre quelle presenti in un solo settore rappresentano rispettivamente il 20,5% per i lavori e il 21,8% per servizi e forniture. Complessivamente, risultano 3.104 amministrazioni qualificate nel settore lavori e 3.154 nei servizi e nelle forniture.

Le istanze esaminate sono 4.471 per i lavori e 4.725 per servizi e forniture, con una quota di domande concluse con l’esito di “non qualificata” pari rispettivamente al 9,7% e al 13,7%. Percentuali che ANAC considera sostanzialmente in linea con quelle rilevate al 30 giugno 2024, quando era trascorso un anno dall’avvio del primo biennio.

Il passaggio ai nuovi criteri non sembra quindi avere determinato, nel suo complesso, un aumento generalizzato delle mancate qualificazioni, anche se rimane una differenza apprezzabile tra i due settori, con servizi e forniture che registrano una percentuale più elevata di esiti negativi.

Livelli di qualificazione: oltre la metà delle stazioni appaltanti è nella fascia massima

Anche la distribuzione per livelli restituisce un dato significativo, con una prevalenza delle amministrazioni collocate nella fascia più elevata di qualificazione.

Nel settore lavori, 1.810 amministrazioni su 3.104, pari al 58,3%, raggiungono il livello L1, mentre 854 si collocano in L2 e 440 in L3. Un andamento analogo si registra nei servizi e nelle forniture, dove 1.728 amministrazioni su 3.154, pari al 54,8%, raggiungono SF1, a fronte di 799 amministrazioni SF2 e 627 SF3.

Il livello massimo, che richiede almeno 50 punti, consente alla stazione appaltante o alla centrale di committenza di operare senza limiti di importo nel settore per il quale ha ottenuto la qualificazione.

La presenza delle fasce più alte diventa ancora più marcata tra le centrali di committenza, per le quali il livello L1 riguarda 343 soggetti su 428, pari all’80,1%, mentre nel settore servizi e forniture sono SF1 276 centrali su 388, pari al 71,1%.

Qualificazione per l’esecuzione: 6.510 stazioni appaltanti e il ruolo dell’automatismo

Per la fase di esecuzione, introdotta nel sistema di qualificazione dal 1° gennaio 2025, il numero complessivo sale a 6.510 stazioni appaltanti qualificate in almeno un settore: 928 esclusivamente per i lavori, 1.119 soltanto per servizi e forniture e 4.463, pari al 68,5%, per entrambi.

Le 6.510 qualificazioni per l’esecuzione non possono però essere messe direttamente a confronto con le 3.967 relative a progettazione e affidamento, perché l’art. 8, comma 1, dell’Allegato II.4 prevede che chi è qualificato per progettazione e affidamento acquisisca automaticamente lo stesso livello anche per l’esecuzione.

Nel settore lavori, il 53,9% delle amministrazioni qualificate per l’esecuzione deriva da questo meccanismo e il restante 46,1% da una specifica domanda; nei servizi e nelle forniture le percentuali sono rispettivamente del 51,56% e del 48,44%.

Sono comunque poche le amministrazioni già qualificate per progettazione e affidamento che chiedono di salire di livello nella fase esecutiva: ANAC registra 196 domande nei lavori e 275 nei servizi e nelle forniture.

Nuovo biennio di qualificazione: cosa cambia rispetto al 2023-2025

Il confronto tra amministrazioni presenti sia nel primo sia nel nuovo periodo permette di osservare più da vicino gli effetti prodotti dal cambiamento dei criteri di qualificazione.

Nel settore lavori, su 3.271 stazioni appaltanti e centrali di committenza considerate, 2.619 risultano qualificate in entrambi i bienni. Sono 92, invece, quelle che avevano ottenuto la qualificazione nel primo periodo e che nel nuovo risultano non qualificate, mentre 204 compiono il percorso inverso, riuscendo oggi a qualificarsi dopo un precedente esito negativo.

Nei servizi e nelle forniture la situazione cambia sensibilmente: su 3.668 amministrazioni, 3.049 risultano qualificate in entrambi i periodi, mentre salgono a 275 quelle che, pur essendo qualificate nel primo biennio, non raggiungono più il risultato nel nuovo.

ANAC collega questa differenza anche al diverso perimetro delle procedure considerate per attribuire il punteggio relativo all’esperienza: nel settore lavori, infatti, il nuovo biennio consente di valorizzare i CIG superiori a 150 mila euro, mentre nel precedente venivano considerate soltanto le procedure sopra i 500 mila euro; un ampliamento che non ha interessato il settore dei servizi e delle forniture.

Gli effetti si leggono direttamente nei punteggi: per i lavori, la mediana relativa all’esperienza nelle gare passa da 26 a 32 punti su un massimo di 40, mentre nei servizi e nelle forniture rimane sostanzialmente stabile, passando da 28 a 29 punti.

Nel passaggio tra i due bienni entra in gioco anche la clausola di salvaguardia prevista dall’art. 11, comma 4, dell’Allegato II.4, che consente, al ricorrere delle condizioni previste, di mantenere per un anno il livello di qualificazione ottenuto nel periodo precedente. Tra le amministrazioni qualificate nel nuovo biennio considerate nell’analisi comparativa, ne hanno beneficiato 456 nel settore lavori, pari al 16%, e 764 nei servizi e nelle forniture, pari al 24,6%.

Una quota tutt’altro che marginale, soprattutto nei servizi e nelle forniture, che rende particolarmente significativo osservare i prossimi aggiornamenti del sistema, quando per queste amministrazioni il mantenimento del livello dovrà misurarsi pienamente con i criteri del nuovo biennio.

Punteggi di qualificazione: l’esperienza nelle gare pesa più di formazione e competenze

È nel confronto tra esperienza, competenze e formazione che il Report offre probabilmente lo spunto più interessante per leggere il funzionamento effettivo del sistema.

L’Autorità ha preso in esame le due aree rimaste comparabili tra il primo e il nuovo biennio, cioè formazione e competenze del personale da una parte ed esperienza nelle gare dall’altra, entrambe con un massimo teorico di 40 punti.

Per competenze e formazione, la media si colloca intorno a 14 punti, con una mediana di circa 13, valori che restano pressoché invariati nei due periodi e che corrispondono a poco più di un terzo del punteggio disponibile.

Molto diversa è la dinamica dell’esperienza, che presenta valori più elevati e che, soprattutto nei lavori, beneficia nel nuovo biennio dell’allargamento del numero di procedure prese in considerazione. È la stessa ANAC a osservare come siano proprio le gare, più della formazione e delle competenze del personale, la leva sulla quale le amministrazioni fanno maggiore affidamento nell’attribuzione dei punteggi.

Il quadro che si delinea è quello di una qualificazione nella quale l’attività pregressa continua ad avere un peso particolarmente rilevante. Per le amministrazioni che gestiscono un volume significativo di procedure, l’esperienza accumulata diventa un patrimonio direttamente spendibile ai fini del punteggio; per quelle meno attive, invece, il margine di crescita passa necessariamente anche dal rafforzamento della struttura organizzativa, delle competenze e della formazione del personale.

Biennio mobile: come cambia il mantenimento della qualificazione

Superata la prima fase di applicazione, il sistema delineato nel report ANAC comincia a mostrare con maggiore evidenza le dinamiche sulle quali si gioca la capacità delle amministrazioni di operare autonomamente.

Più della metà dei soggetti qualificati per progettazione e affidamento raggiunge il livello massimo, ma il confronto tra i due bienni mostra anche spostamenti significativi, soprattutto nei servizi e nelle forniture, mentre sul fronte dei punteggi resta molto marcata la distanza tra il contributo dell’esperienza nelle gare e quello derivante da competenze e formazione.

Il passaggio al biennio mobile rende questa evoluzione ancora più significativa, perché ogni amministrazione segue ormai una propria scadenza biennale e deve quindi guardare alla qualificazione come a una condizione da sostenere nel tempo, attraverso l’esperienza maturata nelle procedure ma anche attraverso il rafforzamento della propria capacità organizzativa.

© Riproduzione riservata

Documenti Allegati

I contenuti pubblicati su LavoriPubblici.it sono protetti dalla normativa vigente in materia di diritto d’autore e tutela delle banche dati. È vietata la riproduzione integrale o sostanziale, anche parziale ove effettuata in modo sistematico, nonché mediante strumenti automatizzati, degli articoli, delle banche dati e dei contenuti editoriali della testata su qualsiasi supporto, sito web, piattaforma digitale o mezzo di comunicazione, in assenza di preventiva autorizzazione scritta dell'editore.
Sono consentiti esclusivamente brevi estratti, citazioni e richiami ai contenuti pubblicati, purché accompagnati dall’espressa indicazione della fonte e dal relativo link all'articolo originale.