Arrivano dal GSE indicazioni chiare su uno degli aspetti fondamentali nella gestione del Reddito Energetico Nazionale: il rispetto dei tempi per la connessione alla rete e l’entrata in esercizio degli impianti fotovoltaici.
Il Decreto Direttoriale del MASE del 20 novembre 2025, n. 474 ha infatti esteso il termine massimo da 12 a 18 mesi. Una proroga introdotta alla luce delle criticità emerse nelle fasi di realizzazione e connessione, con l’obiettivo di garantire l’effettivo utilizzo delle risorse e il raggiungimento delle finalità sociali della misura.
Reddito Energetico Nazionale: il GSE sul termine dei 18 mesi e sulla decadenza dal beneficio
Il nuovo termine di 18 mesi si conferma ancora il riferimento unico per tutti gli interventi finanziati. Il conteggio decorre sempre dalla prima data di accoglimento della richiesta di accesso al contributo, anche nel caso in cui intervengano modifiche successive, come la sostituzione del soggetto realizzatore.
Eventuali variazioni in corso d’opera non incidono quindi sulla scadenza, che resta ancorata all’ammissione originaria.
Come precisato dal GSE, se allo scadere dei 18 mesi l’impianto non risulterà connesso e in esercizio, il Gestore procederà con la decadenza dal beneficio.
La perdita dell’agevolazione sarà formalizzata tramite una comunicazione indirizzata ai soggetti interessati, sul presupposto oggettivo del mancato rispetto del termine.
Cos’è il Reddito Energetico Nazionale e come funziona
Il Reddito Energetico Nazionale è un contributo in conto capitale destinato alla realizzazione di impianti fotovoltaici domestici, con potenza compresa tra 2 kW e 6 kW, rivolto a nuclei familiari in condizioni di disagio economico.
La misura è stata istituita con il D.M. 8 agosto 2023 ed è gestita dal GSE attraverso il Fondo Nazionale Reddito Energetico.
Obiettivi dell’iniziativa sono il sostegno all’autoconsumo energetico delle famiglie e la promozione della diffusione delle fonti rinnovabili nel settore residenziale.
L’energia eventualmente non autoconsumata viene messa a disposizione del GSE per 20 anni, contribuendo così all’alimentazione del Fondo.
Dotazione finanziaria e bandi
La misura è articolata su più annualità:
- per il 2024 le risorse sono state pari a 100 milioni di euro, ripartite con una quota prevalente destinata alle Regioni del Mezzogiorno;
- per il 2025 la dotazione è salita a oltre 103 milioni di euro, mantenendo una distribuzione analoga, con una parte significativa sempre riservata alle regioni del Sud.
Il meccanismo è a sportello e le domande vengono valutate in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse disponibili.
L’eventuale decadenza determina la reimmissione delle risorse al Fondo, con riapertura dello sportello se la disponibilità è pari ad almeno 5 milioni di euro.
Chi può accedere al contributo
Possono accedere al beneficio le persone fisiche appartenenti a nuclei familiari con:
- ISEE inferiore a 15.000 euro;
- oppure inferiore a 30.000 euro in presenza di almeno quattro figli a carico.
È inoltre necessario:
- disporre di un diritto reale sull’immobile su cui installare l’impianto;
- essere intestatari (o appartenere a un nucleo in cui vi sia un intestatario) di un contratto di fornitura elettrica relativo all’abitazione di residenza.
Il contributo può essere richiesto una sola volta per nucleo familiare, è riconosciuto dal GSE al soggetto realizzatore e copre i costi di investimento.
L’importo è determinato da:
- una quota fissa pari a 2.000 euro;
- una quota variabile di 1.500 euro per ogni kW installato.
Le agevolazioni non sono cumulabili con altri incentivi pubblici.
Interventi ammessi e caratteristiche degli impianti
Le agevolazioni riguardano esclusivamente impianti fotovoltaici domestici in autoconsumo.
Gli interventi devono rispettare alcuni requisiti tecnici e gestionali, tra cui:
- potenza compresa tra 2 kW e 6 kW;
- presenza di polizza assicurativa, manutenzione e monitoraggio per almeno 10 anni;
- impianto non già in esercizio al momento della domanda;
- assenza di altri impianti di produzione sul medesimo punto di prelievo.
Non sono ammessi impianti realizzati per adempiere agli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili previsti dal D.Lgs. n. 199/2021.
Domanda e tempistiche operative
La richiesta di accesso deve essere presentata tramite il portale GSE dal soggetto beneficiario, con il supporto del soggetto realizzatore, prima dell’entrata in esercizio dell’impianto.
Il procedimento si articola in due fasi:
- richiesta di accesso al beneficio;
- richiesta di erogazione del contributo dopo la realizzazione.
Una volta ottenuta l’ammissione, decorre il termine dei 18 mesi entro cui completare l’intervento e attivare l’impianto.
Cosa fare in caso di decadenza
I soggetti che non rispettano il termine perdono il diritto al contributo, ma possono presentare una nuova domanda in caso di riapertura del portale. Condizione essenziale è che, al momento della nuova richiesta, non risulti alcun impianto già in esercizio associato all’utenza indicata.
In caso di nuova ammissione, il termine dei 18 mesi riparte dalla nuova data di accoglimento.