Riforma del condominio: regole più chiare per un settore più responsabile

Il commento del CEO di Estia, Giuliano Garesio, alla pdl Gardini: la proposta di riforma rilancia il tema della professionalità degli amministratori, della trasparenza contabile e della tutela dei condòmini

di Redazione tecnica - 22/12/2025

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La riforma del condominio contenuta nella proposta di legge Gardini, presentata nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati, ha aperto un confronto tra istituzioni, professionisti e operatori del settore, confermando come si tratti di un intervento strutturale destinato a incidere su un ambito centrale per la vita quotidiana di milioni di cittadini.

Riforma del condominio: i punti chiave

Sono numerosi, infatti, i temi affrontati dalla A.C. 2692, e tutti di particolare rilievo: dal ruolo e dalle responsabilità dell’amministratore alla gestione dei flussi finanziari, dalla trasparenza contabile ai rapporti con i fornitori, fino alla tutela dei condòmini virtuosi. Aspetti che, a partire dall’ultima riforma organica del 2012, non sono stati oggetto di un ripensamento complessivo o sono stati affrontati in modo frammentario, dando luogo a un quadro normativo che non sempre ha tenuto il passo con l’evoluzione della pratica condominiale.

Tra gli elementi qualificanti della riforma si segnalano, in particolare:

  • il rafforzamento dei requisiti di accesso e permanenza nella professione di amministratore, con una maggiore enfasi sulla formazione e sull’aggiornamento continuo;
  • una revisione dell’assetto contabile del condominio, con regole più stringenti sulla gestione dei flussi finanziari, sulla separazione dei conti e sulla trasparenza nei confronti dei condòmini;
  • l’introduzione di meccanismi più chiari in materia di responsabilità dell’amministratore, anche in relazione ai rapporti con i fornitori e alla gestione delle morosità;
  • un rafforzamento delle tutele per i condòmini virtuosi, riducendo gli spazi di opacità che negli anni hanno favorito pratiche distorsive.

L’impianto complessivo mira a dare maggiore spessore al condominio come struttura affidabile e prevedibile, coerente con il peso economico che oggi riveste, soprattutto alla luce degli interventi edilizi complessi che hanno interessato il patrimonio immobiliare negli ultimi anni.

Il punto di vista del settore: la posizione di Estia

È in questo contesto che si colloca la posizione di Estia S.p.A., espressa dal CEO Giuliano Garesio in occasione della presentazione della proposta di legge.

Un intervento che non si limita a un sostegno di principio alla riforma, ma restituisce la lettura di un operatore che amministra oltre 2.000 realtà condominiali in Italia, soffermandosi sulle criticità del sistema attuale e sulle opportunità che una revisione delle regole può offrire agli amministratori, ai condòmini e ai fornitori.

Secondo Garesio, «la riforma rappresenta una proposta necessaria e coraggiosa, perché incide su un sistema che per troppo tempo ha sofferto l’assenza di regole chiare e uniformi. Un vuoto normativo che, nella pratica quotidiana, ha finito per penalizzare gli operatori corretti e favorire comportamenti opportunistici, con un inevitabile aumento del contenzioso e della sfiducia tra i diversi attori del condominio».

Il CEO di Estia sottolinea inoltre che «il condominio non può più essere considerato un ambito residuale o meramente privatistico, ma deve essere riconosciuto per ciò che è oggi, cioè una realtà economica e sociale che richiede trasparenza, responsabilità e professionalità».

In questa prospettiva, Estia ha manifestato la disponibilità a partecipare a un tavolo tecnico di confronto con le istituzioni, chiarendo che l’obiettivo non è la difesa di interessi di parte, ma il contributo alla costruzione di «una riforma equilibrata, sostenibile e realmente applicabile nella quotidianità dei condomini italiani».

L’esperienza sul campo come chiave di lettura della riforma

La posizione espressa si fonda su un’esperienza operativa ampia e distribuita sull’intero territorio nazionale, che consente di cogliere quotidianamente le differenze territoriali, le esigenze dei condòmini, le difficoltà operative degli amministratori e le aspettative dei fornitori.

È proprio questa conoscenza diretta che porta a ritenere il percorso avviato un’opportunità soprattutto per gli amministratori seri e competenti. Rafforzare le regole e chiarire le responsabilità, infatti, significa tutelare chi lavora correttamente e restituire fiducia all’intero sistema, riducendo quelle aree grigie che negli anni hanno compromesso l’equilibrio del settore.

Infine, Garesio richiama un profilo che la proposta di legge contribuisce a riportare al centro del dibattito: il futuro della professione di amministratore di condominio. «L’amministrazione condominiale ha oggi un’età media troppo elevata e fatica ad attrarre giovani. Senza un processo di vera professionalizzazione, senza riconoscimento delle competenze e senza prospettive chiare, il rischio è quello di un progressivo impoverimento del comparto».

Una riforma ben costruita, conclude, può invece rendere l’amministrazione condominiale una professione più moderna, più attrattiva e più coerente con le aspettative di chi oggi si affaccia al mondo del lavoro con competenze tecniche, gestionali e digitali avanzate.

In questa chiave, la riforma si configura come un intervento a favore di un sistema più trasparente, responsabile e orientato al futuro.

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