La rigenerazione urbana rappresenta oggi una delle principali strategie con cui le amministrazioni locali affrontano le sfide poste dai cambiamenti climatici, dall'impermeabilizzazione dei suoli e dalla necessità di migliorare la qualità dello spazio pubblico.
In questo scenario si inserisce il progetto "Vivere infrastrutture verdi di qualità alla Croce", realizzato dal Comune di Casalecchio di Reno nell'ambito del Programma Regionale FESR Emilia-Romagna 2021-2027, che ha interessato il quartiere Croce attraverso interventi dedicati al verde urbano, alla gestione sostenibile delle acque meteoriche, alla mobilità dolce e all'incremento della biodiversità.

Ph. Massimo
Gennari
Tra le opere più significative figurano circa 1.700 m² di percorsi ciclopedonali realizzati con il calcestruzzo drenante i.idro DRAIN ECO LOW CARBON di Heidelberg Materials, integrati con rain garden, nuove alberature e sistemi di drenaggio urbano sostenibile per aumentare la permeabilità dei suoli e migliorare la capacità dell'area di rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici.
Rigenerazione urbana e infrastrutture verdi: il progetto di Casalecchio di Reno
Inaugurato lo scorso 7 luglio 2026 dal Comune di Casalecchio di Reno, il progetto nasce con l'obiettivo di ripensare il rapporto tra città, acqua e verde urbano attraverso un insieme coordinato di interventi dedicati all'adattamento climatico. L'intervento ha interessato il parco dell'ex Galoppatoio, il vialetto Baldo Sauro, piazza Zampieri e parte della viabilità del quartiere Croce.

Arch. Filippo Piva
L'investimento, del valore complessivo di oltre 1,9 milioni di euro, è stato cofinanziato con 1,5 milioni di euro dal Programma regionale FESR Emilia-Romagna 2021-2027, nell'ambito delle 20 Operazioni di Importanza Strategica – Progetti Europa 27 dedicate alla realizzazione di infrastrutture verdi e blu nelle aree urbane.
Gli interventi hanno previsto nuove aree verdi, percorsi dedicati alla mobilità sostenibile, sistemi per una gestione più efficiente delle acque meteoriche e opere finalizzate ad aumentare la permeabilità dei suoli e la biodiversità urbana, contribuendo a rendere il quartiere più capace di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.
«Questo è uno dei tanti interventi che, insieme ai Comuni, stiamo realizzando in tutta l'Emilia-Romagna per rendere le nostre città più verdi, più accessibili e più capaci di affrontare le sfide del cambiamento climatico», ha dichiarato il presidente della Regione Michele de Pascale durante l'inaugurazione.
Il progetto del quartiere Croce: progettazione, finanziamenti e obiettivi
Il Masterplan di riqualificazione degli spazi pubblici del quartiere Croce è stato elaborato nel 2022 dal paesaggista arch. Filippo Piva e dall'arch. Davide Raffaelli di PAMPA Studio.

Ph.
Massimo Gennari
« Fin dalle sue prime fasi il progetto, il cui sviluppo e la successiva direzione dei lavori sono stati seguiti dal raggruppamento temporaneo di professionisti composto dall'ing. Gianpiero Sticchi, dall'arch. Giuseppe Anastasi e dal sottoscritto, è stato impostato secondo i principi della certificazione SITES (Sustainable Sites Initiative), uno dei principali protocolli internazionali dedicati alla progettazione, realizzazione e gestione sostenibile degli spazi aperti, con l'obiettivo di massimizzare i benefici ambientali, sociali ed ecosistemici generati dall'intervento e di valorizzare il ruolo delle infrastrutture verdi nella trasformazione dello spazio pubblico», racconta Filippo Piva.
«Grazie al co-finanziamento dei fondi europei della Regione Emilia-Romagna abbiamo trasformato un'area nevralgica della nostra città in uno spazio più verde, sicuro e, soprattutto, più inclusivo. Questo progetto non è soltanto un intervento di riqualificazione urbana, ma una visione strategica che risponde alle sfide dei cambiamenti climatici attraverso soluzioni come i rain garden e la mobilità dolce, garantendo al contempo una maggiore accessibilità per tutti i cittadini», sottolinea Matteo Ruggeri, sindaco di Casalecchio di Reno.
I lavori sono stati affidati dalla committenza a Rete Costruttori Bologna, che ha operato attraverso le imprese consorziate Cattoli Srl, incaricata degli interventi nelle aree stradali, e CGA Costruzioni Generali Appennino Srl, responsabile delle opere realizzate all'interno del parco dell'ex Galoppatoio.
Come integrare acqua, suolo e verde urbano nella rigenerazione urbana
Il progetto è stato sviluppato per integrare acqua, suolo, verde urbano e spazio pubblico all'interno di un'unica strategia di adattamento climatico, adottando soluzioni progettuali capaci di migliorare la qualità ambientale del quartiere, la fruibilità degli spazi e la gestione delle acque meteoriche.
«L'obiettivo era realizzare un intervento capace di rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici, sia sotto il profilo delle ondate di calore sia rispetto alla gestione delle precipitazioni sempre più intense e concentrate. Per questo amministrazione comunale, progettisti e azienda fornitrice della soluzione hanno condiviso la scelta di adottare superfici permeabili e materiali in grado di favorire l'infiltrazione delle acque meteoriche, ridurre il surriscaldamento delle superfici e integrarsi con il sistema del verde urbano. Si tratta di un approccio che affonda le radici in esperienze e competenze maturate nel tempo e che ha trovato in questo intervento un'importante occasione di applicazione su scala urbana», spiega Barbara Negroni, Agronoma e Assessora alla Transizione Ecologica, Infrastrutture Verdi e Qualità Urbana del Comune di Casalecchio di Reno.
I risultati sono stati evidenti fin dai primi episodi di pioggia intensa. Mentre in altre zone della città si sono verificati fenomeni localizzati di ristagno, il comparto della Croce ha dimostrato un comportamento molto efficace sotto il profilo del drenaggio e dell'assorbimento delle acque. «Questo ci conferma la validità delle scelte progettuali adottate e rafforza la volontà dell'amministrazione di continuare a utilizzare soluzioni analoghe nei futuri interventi di rigenerazione urbana», conclude Negroni.
Più permeabilità dei suoli e biodiversità per migliorare la qualità dello spazio pubblico
L'intervento interessa un'area di circa 23.000 m², comprendente il parco dell'ex Galoppatoio, il vialetto Baldo Sauro, via Domenico Zampieri, via del Francia, via De' Carracci e piazza Zampieri. Il progetto è stato sviluppato per migliorare contemporaneamente verde pubblico, mobilità sostenibile, accessibilità, gestione delle acque meteoriche e adattamento climatico, con l'obiettivo di generare benefici ambientali, sociali ed ecosistemici a scala di quartiere.

Arch.
Filippo Piva
Tra i risultati attesi rientrano l'aumento della capacità di assorbimento della CO₂, la maggiore produzione di ossigeno e il rafforzamento dei servizi ecosistemici offerti dal verde urbano.
«Abbiamo eliminato oltre 2.200 m² di superfici impermeabili sostituendole con pavimentazioni drenanti, aree verdi e sistemi di drenaggio sostenibile. Sono stati inoltre messi a dimora 36 nuovi alberi in sostituzione di esemplari non più idonei e introdotti oltre 4.000 arbusti ed erbacee perenni, contribuendo a incrementare la presenza di habitat favorevoli agli insetti impollinatori e ad aumentare i benefici ecosistemici generati dal verde urbano», spiega Filippo Piva.
Particolare attenzione è stata riservata anche alle condizioni di crescita delle alberature. Nelle aree stradali sono stati infatti realizzati nuovi spazi permeabili capaci di garantire una maggiore disponibilità di suolo, acqua e ossigeno agli apparati radicali, favorendo lo sviluppo e la longevità degli alberi.
Rain garden e drenaggio sostenibile per la gestione delle acque meteoriche
Uno degli elementi distintivi dell'intervento è il sistema integrato di rain garden, superfici permeabili e opere di accumulo, progettato per favorire l'infiltrazione delle acque piovane e ridurre il carico sulla rete di smaltimento tradizionale.
Distribuiti lungo i percorsi e nelle aree verdi del parco, i rain garden svolgono una duplice funzione: valorizzano la qualità paesaggistica degli spazi pubblici e, allo stesso tempo, intercettano e rallentano il deflusso delle precipitazioni, favorendone l'assorbimento nel terreno e il ripristino del naturale ciclo dell'acqua.
«Quando le precipitazioni superano la capacità di infiltrazione del suolo, le acque vengono raccolte e convogliate verso una vasca di accumulo da 30 m³ destinata all'alimentazione dell'impianto di irrigazione. Il sistema consente così di ridurre il carico sulle reti di smaltimento delle acque meteoriche tradizionali e di valorizzare la risorsa idrica all'interno del ciclo naturale del parco», afferma Filippo Piva.
Mobilità dolce e calcestruzzo drenante: i nuovi percorsi del quartiere Croce
Tra gli interventi più significativi realizzati all'interno del parco dell'ex Galoppatoio figura la nuova rete di percorsi ciclopedonali, progettata per collegare scuole, asilo, piscina, aree gioco e spazi dedicati alle attività sportive e ricreative, migliorando la connessione tra le diverse funzioni del quartiere e incentivando una mobilità più sicura e sostenibile.

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Massimo Gennari
Il nuovo tracciato sostituisce il precedente percorso promiscuo asfaltato introducendo una chiara distinzione tra percorsi ciclabili e pedonali. Le piste ciclabili, per una superficie complessiva di circa 1.700 m², sono state realizzate con il calcestruzzo drenante i.idro DRAIN ECO LOW CARBON di Heidelberg Materials, nella tonalità sabbia, mentre i percorsi pedonali sono stati eseguiti in calcestre, creando una differenziazione sia funzionale sia materica.
La scelta di una pavimentazione dal colore chiaro favorisce un migliore inserimento nel paesaggio del parco e contribuisce a limitare il surriscaldamento delle superfici durante i mesi estivi.

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Filippo Piva
«La pavimentazione è stata progettata come parte integrante del sistema di Sustainable Drainage Systems (SuDS) adottato nel quartiere e lavora in sinergia con i rain garden e le altre infrastrutture verdi, concorrendo alla gestione delle acque meteoriche e al rafforzamento della resilienza climatica dell'intero comparto», spiega Marco Sandri, Direttore Tecnico di Ibuild Italia.
Grazie a una specifica selezione degli aggregati e a un mix design ottimizzato, il materiale raggiunge una capacità drenante fino a 100 volte superiore rispetto a quella di un terreno naturale, favorendo l'infiltrazione delle precipitazioni e contribuendo a mantenere il naturale ciclo dell'acqua.

Ph.
Filippo Piva
«La struttura porosa della pavimentazione favorisce l'infiltrazione delle precipitazioni nel terreno e contribuisce a mantenere condizioni più favorevoli per le alberature esistenti e per lo sviluppo degli apparati radicali. Inoltre limita ristagni e ruscellamenti superficiali e riduce la presenza di superfici bagnate o scivolose, migliorando la sicurezza e la percorribilità dei percorsi destinati alla mobilità dolce. La superficie continua e priva di giunti garantisce invece elevata accessibilità e, ove necessario, la carrabilità leggera dei mezzi di servizio», afferma Sandri.
Alle prestazioni drenanti si aggiungono ulteriori vantaggi legati al comportamento della pavimentazione durante il periodo estivo. «Grazie all'effetto albedo superiore rispetto alle tradizionali pavimentazioni bituminose, il materiale può contribuire a ridurre le temperature superficiali estive fino a 30 °C, favorendo la mitigazione dell'isola di calore urbana. I valori di Solar Reflectance Index (SRI), pari a 33 nella versione grigia e a 46 nella versione bianca, superano ampiamente il valore minimo previsto dai CAM (29), contribuendo a migliorare il comfort degli spazi aperti», aggiunge Sandri.
Il materiale è stato fornito dalla cementeria Heidelberg Materials di San Cesario sul Panaro, mentre la posa del calcestruzzo drenante è stata affidata a Ibuild Italia, società del Gruppo specializzata nella realizzazione di pavimentazioni in calcestruzzo. L'azienda ha seguito l'intero processo esecutivo, dalla stesa alla compattazione del materiale fino alla protezione delle superfici durante la maturazione, assicurando il raggiungimento delle prestazioni meccaniche e drenanti previste dal progetto.
i.idro DRAIN ECO LOW CARBON: il calcestruzzo drenante per infrastrutture verdi sostenibili
Alle prestazioni idrauliche si affiancano quelle ambientali. i.idro DRAIN ECO LOW CARBON utilizza infatti TERMOCEM GREEN CEM III/A 42,5 N, un cemento d'altoforno contenente oltre il 40% di materiale riciclato pre-consumo, contribuendo a ridurre l'impatto ambientale dell'intervento senza compromettere le prestazioni richieste da un'opera destinata a un utilizzo intensivo.
«In un progetto come quello della Croce, dove gestione delle acque meteoriche, qualità ambientale e fruibilità degli spazi pubblici rappresentano elementi centrali, questa tecnologia ha consentito di coniugare prestazioni funzionali e attenzione agli aspetti ambientali», sottolinea Marco Sandri.
«Grazie alla sostituzione di parte del clinker con loppa d'altoforno e all'ottimizzazione del processo produttivo, la soluzione consente di ridurre l'anidride carbonica incorporata fino al 30% rispetto a pavimentazioni equivalenti realizzate con materiali tradizionali, garantendo al tempo stesso il rispetto dei requisiti CAM relativi al contenuto di materia riciclata», aggiunge Sandri.

Ph.
Filippo Piva
Il legante, prodotto nello stabilimento Heidelberg Materials di Cagnano Amiterno, presenta emissioni di CO₂ inferiori a 550 kg per tonnellata, rispetto a valori generalmente superiori a 750 kg per tonnellata per un tradizionale cemento CEM I.
Nella progettazione delle infrastrutture verdi, la scelta della pavimentazione rappresenta un elemento determinante non solo sotto il profilo funzionale, ma anche per la gestione delle acque meteoriche, il comfort degli spazi pubblici e la resilienza climatica complessiva dell'intervento.
L'impiego di i.idro DRAIN ECO LOW CARBON si inserisce nel più ampio impegno di Heidelberg Materials per la transizione sostenibile del settore delle costruzioni, attraverso lo sviluppo di materiali in grado di contribuire alla decarbonizzazione, all'uso circolare delle risorse e a una gestione sempre più efficiente dell'acqua.
A differenza delle pavimentazioni tradizionali, il calcestruzzo drenante consente infatti all'acqua piovana di infiltrarsi direttamente nel terreno, contribuendo a ridurre il ruscellamento superficiale, limitare i ristagni e alleggerire il carico sulle reti di drenaggio urbano. Quando viene integrato con sistemi come i rain garden e le altre soluzioni di Sustainable Drainage Systems (SuDS), diventa parte di una strategia progettuale che favorisce il ripristino del naturale ciclo dell'acqua e migliora la capacità delle città di adattarsi agli eventi meteorologici estremi.
Rigenerazione urbana e infrastrutture verdi: un modello per le città resilienti
L'intervento realizzato nel quartiere Croce dimostra come la rigenerazione urbana possa tradursi in un progetto capace di migliorare contemporaneamente la qualità dello spazio pubblico, le prestazioni ambientali e la vivibilità dei quartieri.
Il risultato è frutto della collaborazione tra amministrazione comunale, progettisti, imprese e aziende specializzate, che hanno lavorato in sinergia per integrare infrastrutture verdi, sistemi di drenaggio urbano sostenibile, nuove alberature, percorsi dedicati alla mobilità dolce e soluzioni tecnologiche innovative.
L'esperienza di Casalecchio di Reno conferma come l'adattamento ai cambiamenti climatici possa trasformarsi in un'opportunità per ripensare gli spazi pubblici attraverso interventi capaci di generare benefici duraturi sotto il profilo ambientale, sociale e funzionale.
In questo contesto, la scelta di materiali come i.idro DRAIN ECO LOW CARBON di Heidelberg Materials, inseriti all'interno di una progettazione che mette in relazione acqua, suolo, verde urbano e mobilità sostenibile, contribuisce a rendere le infrastrutture verdi uno strumento sempre più efficace per costruire città più resilienti, accessibili e orientate alla qualità della vita.