Dal rilievo digitale alla valorizzazione pubblica del patrimonio storico: il caso di Vogogna

Il progetto punta a sviluppare un piano di conservazione e valorizzazione per alcuni edifici di pregio del borgo medievale. Un esempio significativo di come la conoscenza scientifica del costruito possa diventare il punto di partenza per un piano di valorizzazione del patrimonio storico

di Laura Bolondi, Riccardo De Ponti - 14/11/2025

Dal rilievo digitale alla valorizzazione pubblica del patrimonio storico: il caso di Vogogna

Nel cuore della Val d’Ossola, in Piemonte, il borgo medievale di Vogogna rappresenta un esempio significativo di come la conoscenza scientifica del costruito possa diventare il punto di partenza per un piano di valorizzazione del patrimonio storico.

Il progetto, frutto della collaborazione tra il Politecnico di Milano e lo studio di diagnostica sui beni culturali Arch-Indagini, nasce da una convenzione con il Comune di Vogogna, con l’obiettivo di sviluppare un piano di conservazione e valorizzazione per alcuni edifici di pregio, tra cui Palazzo Pretorio e Villa Biraghi.

Dal rilievo digitale alla valorizzazione pubblica del patrimonio storico: il caso di Vogogna

Come molti centri alpini italiani, Vogogna ha conosciuto un progressivo spopolamento e una riduzione delle attività economiche, pur conservando un tessuto storico di grande interesse. La sfida è stata, dunque, quella di coniugare la diagnosi strutturale e materica con una strategia di riuso e valorizzazione capace di restituire vitalità al centro storico e alla sua memoria architettonica.

Un rilievo digitale per la conoscenza del costruito

La prima fase del progetto ha riguardato la campagna di rilievo geometrico, indispensabile per qualunque successiva analisi di tipo diagnostico e progettuale.

Dal rilievo digitale alla valorizzazione pubblica del patrimonio storico: il caso di Vogogna

Gli edifici storici presentano geometrie complesse, spesso derivanti da aggregazioni successive e modifiche stratificate nel tempo. Per restituirne la forma con accuratezza, sono state combinate diverse tecniche di rilievo avanzato:

  • Laser scanning terrestre con strumenti Faro Focus X130 e Leica BLK, per ottenere nuvole di punti ad alta precisione utilizzate nella generazione di piante, sezioni e prospetti;
  • Rilievo fotogrammetrico da drone, fondamentale per documentare coperture e parti non accessibili da terra, e per integrare la documentazione con ortofoto a 1 cm di GSD;
  • Fotogrammetria terrestre e 360°, utile per catturare le texture superficiali e documentare spazi interni complessi come volte o ambienti ipogei.

L’integrazione di questi dati ha permesso la costruzione di un modello digitale unificato, successivamente implementato in ambiente HBIM (Historic Building Information Modeling), dove le geometrie sono state correlate a informazioni sui materiali, sugli apparati decorativi e sulle tecniche costruttive.

Indagini diagnostiche non invasive

Parallelamente al rilievo geometrico, è stata condotta una campagna di indagini diagnostiche finalizzata a indagare la struttura muraria e lo stato di conservazione dei materiali.

Sono state impiegate, in particolare, termografie infrarosse e prove ultrasoniche, strumenti non invasivi in grado di rivelare caratteristiche nascoste dietro gli intonaci o all’interno delle strutture in pietra.

Dal rilievo digitale alla valorizzazione pubblica del patrimonio storico: il caso di Vogogna

Dal rilievo digitale alla valorizzazione pubblica del patrimonio storico: il caso di Vogogna

La termografia, basata sulla lettura delle variazioni di temperatura superficiale, ha permesso di riconoscere discontinuità murarie, aperture tamponate e dettagli costruttivi scomparsi, tra cui:

  • Nel Palazzo Pretorio, datato al 1348 e caratterizzato dal tipico loggiato lombardo medievale, le immagini termografiche hanno evidenziato archi murati e le impronte di un antico balcone ligneo oggi scomparso. Questi risultati, confrontati con le fonti storiche e con il rilievo geometrico, hanno consentito una ricostruzione virtuale delle configurazioni originarie dell’edificio.
  • In Villa Biraghi, complesso seicentesco poi rimaneggiato dall’architetto Paolo Vietti Violi nel 1890, le indagini hanno rivelato l’alternanza di tecniche costruttive differenti – murature in pietra irregolare, mattoni pieni, volte con lunette – segno delle stratificazioni storiche del manufatto.

Le colonne in arenaria del cortile sono state studiate, invece, con prove ultrasoniche eseguite secondo la norma EN 14579:2005. Tali indagini che hanno permesso di misurare la velocità di propagazione delle onde elastiche nei diversi punti e di individuare aree con perdita di coesione meccanica. La variazione delle velocità (da 2913 m/s a 2387 m/s) ha indicato discontinuità tra i piani di sedimentazione, suggerendo la necessità di interventi localizzati di consolidamento.

Dal rilievo digitale alla valorizzazione pubblica del patrimonio storico: il caso di Vogogna

Dal rilievo digitale alla valorizzazione pubblica del patrimonio storico: il caso di Vogogna

Il modello HBIM e la gestione del patrimonio storico

I dati provenienti dal rilievo e dalle indagini sono stati integrati nel modello HBIM (Historic Building Information Modeling), sviluppato dagli studenti del Preservation Studio del Politecnico di Milano, sotto la supervisione dei docenti e dei tecnici di Arch-Indagini.

Ogni elemento architettonico è stato arricchito di attributi specifici – spessori murari, materiali, stato di conservazione, presenza di decorazioni – rendendo il modello uno strumento non solo di documentazione, ma anche di gestione del patrimonio.

L’adozione di piattaforme digitali interoperabili ha aperto nuove prospettive per la manutenzione programmata, la simulazione di scenari di intervento e la valorizzazione turistica e culturale del borgo, attraverso percorsi di visita aumentati e modelli virtuali accessibili al pubblico.

Dalla diagnosi alla valorizzazione

L’esperienza di Vogogna dimostra come la conoscenza tecnico-scientifica del costruito possa costituire la base per un progetto di valorizzazione condiviso tra enti, università e professionisti.

I risultati delle indagini, dai rilievi 3D alle prove strumentali, sono confluiti in un piano pubblico di valorizzazione promosso dal Comune, che prevede il recupero dei collegamenti storici tra Villa Biraghi, Palazzo Pretorio e il Castello, e la creazione di un percorso culturale in grado di restituire al centro medievale un ruolo identitario e attrattivo.

Le informazioni acquisite sono entrate a far parte dell’archivio documentale del patrimonio edilizio comunale, costituendo una banca dati utile per la pianificazione futura e per la gestione ordinaria degli edifici storici.

Il caso studio di Vogogna rappresenta, quindi, un modello di collaborazione virtuosa tra ricerca accademica, amministrazione pubblica e professione tecnica.

Attraverso l’integrazione tra rilievo digitale, diagnostica non distruttiva e modellazione informativa, è stato possibile passare da una conoscenza frammentaria a una visione sistemica del patrimonio costruito, in cui il dato scientifico diventa strumento di progetto e di valorizzazione territoriale.

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