Con l’avvio della stagione di riscaldamento, ENEA ha pubblicato quattro linee guida per aiutare le famiglie a ridurre i consumi energetici e contenere i costi in bolletta, senza rinunciare al comfort abitativo. Le indicazioni riguardano la regolazione della temperatura, la riduzione delle dispersioni termiche, l’utilizzo di tecnologie efficienti e la manutenzione degli impianti.
Riscaldamento domestico: le indicazioni ENEA per l’inverno 2026
Secondo uno studio dell’Agenzia, riproponendo le misure di contenimento adottate durante la crisi energetica del 2022, il settore residenziale italiano potrebbe risparmiare circa 0,8 miliardi di metri cubi standard (Smc) di gas rispetto al 2025, una quantità sufficiente a riscaldare quasi 700 mila abitazioni. A questi potrebbero aggiungersi ulteriori 0,1 miliardi di Smc attraverso interventi strutturali di efficientamento energetico, portando il risparmio potenziale complessivo a 0,9 miliardi di Smc.
La differenza riguarda soprattutto la durata dei benefici: mentre le misure legate alle abitudini quotidiane permettono di ridurre i consumi nell’immediato, la sostituzione degli impianti obsoleti e il miglioramento dell’isolamento termico degli edifici garantiscono risultati più stabili nel tempo.
Temperatura interna e orari di accensione
La prima raccomandazione riguarda la regolazione del riscaldamento, con una temperatura interna consigliata di 19°C, generalmente sufficiente a garantire condizioni di benessere domestico. Secondo l’Agenzia, per ogni grado in meno è possibile risparmiare fino al 10% sui consumi di combustibile.
ENEA richiama anche le misure applicate nel 2022, che prevedevano una riduzione di 15 giorni del periodo di riscaldamento, un’ora in meno di accensione giornaliera e un abbassamento di un grado della temperatura interna. “Strategie di contenimento” da non confondere con i limiti ordinari previsti dal d.P.R. n. 74/2013, che disciplina temperature e periodi di funzionamento degli impianti termici.
Il benessere domestico, peraltro, non dipende soltanto dalla temperatura dell’aria, ma anche da quella delle superfici interne, dall’umidità relativa, che ENEA suggerisce di mantenere tra il 40% e il 60%, e dalla ventilazione degli ambienti. Pareti e serramenti poco isolati possono infatti provocare una sensazione di freddo anche quando il termostato indica temperature superiori a 20°C.
Dispersioni termiche: come ridurre gli sprechi di calore in casa
La seconda indicazione riguarda alcuni accorgimenti quotidiani che permettono di utilizzare meglio il calore prodotto dagli impianti, evitando dispersioni e sprechi.
ENEA raccomanda di non coprire i radiatori con tende o mobili, che possono ostacolare la diffusione del calore, e di schermare le finestre durante le ore notturne abbassando le tapparelle o utilizzando tende pesanti.
Anche il ricambio d’aria deve essere gestito correttamente: aprire le finestre rimane indispensabile per garantire la qualità dell’aria interna, ma durante l’inverno è preferibile effettuare ricambi brevi, possibilmente nelle ore centrali della giornata, evitando di lasciare gli ambienti aperti più del necessario.
Pur senza sostituire gli interventi di isolamento termico quando l’edificio presenta dispersioni elevate, questi comportamenti possono contribuire a contenere i consumi.
Pompe di calore e sistemi intelligenti per ridurre i consumi
La terza linea guida riguarda l’ammodernamento degli impianti di riscaldamento, con particolare attenzione alle pompe di calore elettriche di ultima generazione, che consentono di riscaldare gli ambienti e produrre acqua calda sanitaria utilizzando anche energia da fonti rinnovabili.
ENEA richiama inoltre l’impiego di caldaie a condensazione, valvole termostatiche e sistemi avanzati di regolazione climatica, la cui integrazione può consentire riduzioni dei consumi fino al 25%, in funzione delle caratteristiche dell’impianto e dell’edificio.
Un ruolo importante viene attribuito anche alla digitalizzazione dei consumi energetici: cronotermostati, sensori di presenza, regolatori elettronici e contatori intelligenti permettono di adattare automaticamente il funzionamento degli impianti alle effettive esigenze degli occupanti, individuando eventuali anomalie e limitando gli sprechi.
Manutenzione e controlli degli impianti termici
L’ultima raccomandazione riguarda la manutenzione periodica, indispensabile per mantenere gli impianti efficienti e garantirne il funzionamento in sicurezza.
La pulizia dei componenti, la verifica delle regolazioni e i controlli effettuati da personale qualificato permettono di prevenire malfunzionamenti e consumi eccessivi. Secondo ENEA, un impianto perfettamente efficiente può consentire risparmi energetici fino al 40%.
La manutenzione rappresenta anche un obbligo normativo, disciplinato dal d.P.R. n. 74/2013 e dalle disposizioni regionali applicabili. Per il mancato rispetto degli obblighi di controllo e manutenzione, l’art. 15, comma 5, del D.Lgs. n. 192/2005 prevede sanzioni amministrative da 500 a 3.000 euro.
Accensione riscaldamenti 2026: date e zone climatiche
Le indicazioni ENEA arrivano mentre è già iniziata la stagione di riscaldamento nelle aree più fredde del Paese. Nella zona climatica F, che comprende le località caratterizzate dalle condizioni climatiche più rigide, non sono previste limitazioni ordinarie al periodo di accensione, mentre nella zona E, alla quale appartengono città come Milano e Torino, gli impianti possono essere attivati dal 15 ottobre.
Il calendario previsto dall'art. 4 del d.P.R. n. 74/2013 prosegue con la zona D dal 1° novembre, che comprende Roma e Firenze, e con la zona C dal 15 novembre. Per le zone climatiche A e B, caratterizzate da temperature mediamente più miti, l'accensione è invece prevista dal 1° dicembre.
Restano ferme le deroghe e le eccezioni stabilite dalla normativa, nonché gli eventuali provvedimenti adottati dalle amministrazioni competenti in relazione alle condizioni climatiche locali.