Sanatoria abusi edilizi: Quarto Condono in vista?

Un emendamento al ddl Bilancio 2026 rilancia l’ipotesi di un quarto condono edilizio, che riaprirebbe la sanatoria modellata su quella del 2003. In Parlamento è già battaglia

di Redazione tecnica - 18/11/2025

L’ombra del “quarto condono edilizio” si affaccia all’orizzonte, con l’inserimento, nel testo del ddl di bilancio 2026, di un emendamento depositato in commissione Bilancio al Senato da alcuni senatori di FdI.

Quarto condono edilizio: una nuova sanatoria in arrivo?

Secondo quanto richiesto dai senatori Matteo Gelmetti e Domenico Matera, si potrebbe riaprire una finestra destinata alla sanatoria di abusi edilizi con le stesse regole previste dal D.L. n. 269/2003, convertito dalla legge n. 326/2003, c.d. "Terzo Condono Edilizio", ai sensi del quale sono suscettibili di sanatoria le opere realizzate in assenza o in difformità dal titolo abilitativo edilizio che siano:

  • conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici approvati o adottati al 31 marzo 2003;
  • situate, al momento della loro realizzazione, in aree prive di vincoli imposti sulla base di norme volte alla tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesaggistici nonché dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali;
  • rientranti tra interventi di restauro, risanamento conservativo o manutenzione straordinaria senza aumento di superficie nel caso si trovino in area vincolata,

La misura, se potenzialmente riguarda tutto il territorio italiano, sarebbe stata in realtà pensata per la Campania, dove nel 2003 il condono fu di fatto bloccato, rendendo particolarmente difficoltosa la regolarizzazione di migliaia di immobili.

Da allora, è stato necessario più volte prorogare i termini per la presentazione delle domande e, nnostante questo, sono ancora tantissimi i procedimenti in corso, soprattutto per immobili situati nelle zone a rischio vulcanico oppure nel caso di immobili per i quali è necessario il permesso di costruire in sanatoria.  Una situazione resa ancora più complicata dai vincoli ambientali e dall’estensione delle c.d. "zone rosse".

Il nuovo emendamento punta proprio a una nuova, ulteriore riapertura, alle stesse condizioni previste dalla normativa del 2003.

Le reazioni

Levata di scudi dall’opposizione, che vede l’iniziativa come un modo, per il partito al Governo, di comprare voti in vista delle elezioni regionali che si terranno a fine novembre proprio in Campania.

Dall’altra, i senatori proponenti ribadiscono la necessità di rimediare alle disparità del passato, quando molti immobili sono rimasti fuori dalla sanatoria per errori della regione stessa nel recepimento delle disposizioni nazionali.

In ogni caso, secondo palazzo Madama, non ci sarà nessun obbligo per le smministrazioni regionali, ma solo la facoltà di aderire.

Di fatto, il verdetto sulla sorte del Quarto Condono si saprà solo a dicembre, quando scatteranno le votazioni sulla legge di Bilancio.

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