SCIA in sanatoria: quando serve l’autorizzazione sismica?

Il TAR Lazio chiarisce i limiti del diniego della sanatoria per difformità edilizie, quando l’Amministrazione non motivi adeguatamente le proprie richieste

di Redazione tecnica - 07/07/2025

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La complessità normativa in materia di regolarizzazione degli abusi edilizi è da sempre fonte di incertezze applicative e di contenzioso. Un esempio paradigmatico riguarda i rapporti tra la SCIA in sanatoria e l’autorizzazione sismica. Ci si può chiedere infatti se un intervento realizzato senza autorizzazione sismica possa essere comunque regolarizzato e se l’assenza di motivazioni circostanziate possa invalidare il diniego della sanatoria.

A queste domande risponde la sentenza del TAR Lazio, 3 giugno 2025, n. 10682, che offre importanti chiarimenti operativi al riguardo.

SCIA in sanatoria e autorizzazione sismica: interviene il TAR

Il caso riguardava alcune opere eseguite in un fabbricato composto da due piani fuori terra e un seminterrato, in difformità rispetto alla licenza edilizia rilasciata. I proprietari avevano quindi presentato una SCIA in sanatoria ai sensi dell’art. 37, comma 4, d.P.R. n. 380/2001.

Il Comune aveva però comunicato la mancata efficacia del titolo, subordinando ogni valutazione alla produzione di un’autorizzazione sismica in sanatoria rilasciata dal Genio Civile, in quanto le opere avrebbero interessato anche “parti strutturali dell’edificio”.

Gli istanti contestavano questa pretesa, ritenendo che:

  • le opere fossero mere varianti non sostanziali, non soggette ad autorizzazione;
  • il fabbricato fosse stato regolarmente abitato sin dal 1970, epoca in cui la disciplina delle varianti era diversa;
  • l’Amministrazione si fosse limitata ad affermazioni generiche, senza una puntuale verifica della categoria d’intervento secondo la disciplina vigente.
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