Sicurezza nei cantieri stradali e autostradali: le indicazioni INAIL per la prevenzione dei rischi

Le linee di indirizzo INAIL-ASPI affrontano l'organizzazione e la sicurezza delle attività stradali e autostradali, dall'accesso alle aree di lavoro alla circolazione dei mezzi, fino alla gestione delle interferenze, alle verifiche sulle attrezzature e ai controlli prima dell'avvio delle lavorazioni.

di Redazione tecnica - 31/10/2026

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Nei cantieri stradali e autostradali, la sicurezza si misura anche nella capacità di gestire condizioni operative che cambiano durante le lavorazioni. La presenza del traffico veicolare, la circolazione dei mezzi d’opera e le interferenze tra attività diverse rendono particolarmente delicata l’organizzazione degli interventi, soprattutto quando questi devono svolgersi mantenendo in esercizio parte dell’infrastruttura.

Sono questi i presupposti alla base delle Linee di indirizzo per la salute e sicurezza nelle attività di potenziamento e gestione della rete stradale/autostradale, elaborate da INAIL e Autostrade per l’Italia (ASPI) nell’ambito del protocollo d’intesa con le organizzazioni sindacali, che raccolgono l’esperienza maturata nella gestione dei cantieri infrastrutturali e la traducono in procedure, misure preventive e strumenti di controllo destinati a chi organizza, coordina ed esegue le lavorazioni.

Cinque fascicoli tematici in tutto, i primi due dei quali affrontano l’accesso, l’allestimento e il disallestimento delle aree di lavoro e lo svolgimento delle attività in cantiere, soffermandosi su aspetti relativi alla gestione dei rischi, dall’organizzazione degli spazi alla circolazione dei mezzi, fino alle verifiche che accompagnano l’esecuzione degli interventi.

Sicurezza nei cantieri stradali e autostradali: rischi e misure di prevenzione nelle linee di indirizzo INAIL-ASPI

Le pubblicazioni nascono dall’esperienza maturata da INAIL e ASPI nella gestione della sicurezza dei lavori stradali e autostradali e valorizzano, insieme alle buone pratiche internazionali, anche le indicazioni ricavate dall’analisi degli incidenti e dei mancati infortuni (near miss) ad alto potenziale, con l’intento di tradurre le conoscenze acquisite in strumenti utilizzabili nell’organizzazione delle attività.

L’opera si sviluppa attraverso cinque sezioni:

  • Sezione A: accesso, allestimento e disallestimento delle aree di lavoro;
  • Sezione B: svolgimento dei lavori in cantiere;
  • Sezione C: svolgimento dei lavori su strada;
  • Sezione D: gestione dei rischi specifici;
  • Sezione E: gestione delle emergenze.

La sezione A, pubblicata nel 2025, e la sezione B, pubblicata nel maggio 2026, costituiscono i primi due fascicoli della collana e condividono un’impostazione orientata al principio del Beyond compliance, secondo il quale il miglioramento delle condizioni di sicurezza può essere perseguito anche attraverso standard organizzativi e misure integrative rispetto ai requisiti minimi previsti dalla legislazione.

Le indicazioni proposte non sostituiscono gli obblighi stabiliti dal D.Lgs. n. 81/2008, né le valutazioni dei rischi e le procedure predisposte per i singoli cantieri, ma offrono riferimenti tecnici e organizzativi che possono essere utilizzati per migliorare la gestione delle attività.

Accesso alle aree di lavoro: requisiti per lavoratori, visitatori e mezzi

La sezione A dedica particolare attenzione all’organizzazione degli accessi, affrontando le condizioni da verificare prima di consentire l’ingresso del personale e dei mezzi nelle aree di cantiere, con riferimento alla formazione dei lavoratori, alla conoscenza dei rischi specifici, alla disponibilità dei dispositivi di protezione individuale e alle autorizzazioni previste dal gestore dell’infrastruttura.

Tra gli strumenti descritti assume rilievo l’orientamento in cantiere, una sessione preliminare attraverso la quale il personale viene informato sulle regole di sicurezza, sulle procedure operative e sui comportamenti da osservare, comprese le modalità di segnalazione degli incidenti e dei quasi incidenti, affinché l’accesso alle aree di lavoro avvenga con un’adeguata conoscenza delle condizioni operative.

La stessa attenzione viene riservata ai visitatori, ai fornitori e al personale ispettivo, per i quali sono previste procedure di informazione, identificazione e registrazione, oltre a modalità di accompagnamento che consentano di gestire la permanenza in cantiere senza introdurre ulteriori interferenze con le attività in corso.

Per quanto riguarda i mezzi, le indicazioni si concentrano sulle condizioni richieste per l’ammissione nelle aree operative, attraverso verifiche preventive dello stato di manutenzione, dell’efficienza dei dispositivi di sicurezza e della compatibilità dei veicoli con le caratteristiche del cantiere.

Allestimento dei cantieri stradali: piano di installazione e gestione delle interferenze

L’organizzazione delle aree di lavoro rappresenta un altro elemento centrale della sezione A, che prevede la predisposizione di un piano di installazione del cantiere nel quale rappresentare le caratteristiche dell’area, gli accessi, la viabilità interna, le zone di deposito, i servizi logistici, le attrezzature e le interferenze presenti, tenendo conto delle condizioni effettivamente riscontrate al momento della consegna dei lavori.

Il piano viene considerato un documento complementare e di dettaglio del Piano operativo di sicurezza (POS), attraverso il quale sviluppare le scelte organizzative necessarie per l’allestimento delle aree e verificare che le soluzioni previste siano compatibili con le caratteristiche dei luoghi e con le lavorazioni da eseguire.

Particolare rilievo assume la presenza di servizi e sottoservizi, linee elettriche e altre infrastrutture potenzialmente interferenti, per i quali viene proposto un censimento preventivo che individui i tracciati, le caratteristiche degli impianti, i relativi gestori e le misure di prevenzione e protezione necessarie.

Il censimento deve essere mantenuto aggiornato durante l’esecuzione delle opere, soprattutto quando emergano elementi non individuati nella fase progettuale, rendendo necessario il coordinamento tra progettisti, direzione lavori, coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione (CSE), imprese e gestori dei servizi interessati, anche per valutare l’eventuale sospensione delle lavorazioni fino alla definizione delle misure necessarie.

Viabilità nei cantieri stradali: circolazione dei mezzi e rischio di investimento

Con la sezione B, l’attenzione si sposta sulle attività svolte all’interno delle aree operative, a partire dall’organizzazione della viabilità e dalla circolazione dei mezzi, due aspetti che richiedono una valutazione preventiva delle caratteristiche del terreno, della portanza delle superfici, delle dimensioni dei veicoli, dei carichi trasportati e degli spazi disponibili per effettuare le manovre.

Le linee di indirizzo raccomandano, ove possibile, l’organizzazione della viabilità interna a senso unico, così da ridurre le manovre in retromarcia dei mezzi pesanti e limitare le interferenze con il personale a terra, mentre particolare rilievo viene attribuito alla separazione dei percorsi pedonali da quelli carrabili e alla delimitazione delle aree nelle quali possono verificarsi situazioni di investimento, urto o schiacciamento.

Per la circolazione dei mezzi operativi vengono indicate misure che riguardano la limitazione della velocità, l’organizzazione delle aree di carico e scarico e l’impiego di personale a terra per assistere le manovre quando le condizioni operative lo richiedano, considerando anche la visibilità disponibile e la presenza di lavoratori nelle zone interessate dagli spostamenti.

Il fascicolo propone, in particolare, una velocità di circolazione interna non superiore a 15 km/h, da ridurre ulteriormente in presenza di condizioni sfavorevoli del percorso o delle lavorazioni, evidenziando l’importanza delle scelte progettuali e organizzative nella prevenzione del rischio di investimento.

Macchine e attrezzature di cantiere: controlli, manutenzione e abilitazioni

Un’ampia parte della sezione B è dedicata alla gestione delle macchine e delle attrezzature di lavoro, con indicazioni che riguardano la scelta dei mezzi, la documentazione, le verifiche periodiche, gli interventi di manutenzione e le procedure da osservare durante l’utilizzo, considerando sia i rischi direttamente collegati alle attrezzature sia quelli derivanti dalle possibili interferenze con altre lavorazioni.

La scelta delle macchine deve essere effettuata in funzione delle caratteristiche delle attività e delle condizioni ambientali, mentre il loro impiego richiede controlli sull’efficienza degli impianti frenanti, dei dispositivi di segnalazione, degli organi di comando e delle dotazioni di emergenza, affinché eventuali anomalie possano essere individuate prima dell’inizio delle operazioni.

Un’attenzione specifica viene riservata all’abilitazione degli operatori e alla gestione delle autorizzazioni all’utilizzo delle macchine, anche attraverso procedure di consegna e restituzione delle chiavi e registri del personale autorizzato, che permettono di mantenere sotto controllo l’impiego dei mezzi presenti in cantiere.

Le indicazioni si estendono inoltre alle operazioni di carico e scarico dei mezzi d’opera, ai sollevamenti e all’utilizzo delle attrezzature portatili, per le quali vengono descritte misure finalizzate alla corretta esecuzione delle manovre e alla protezione degli operatori coinvolti.

I 3 minuti per la sicurezza: il controllo prima delle lavorazioni

Tra gli strumenti operativi proposti dalla sezione B assume particolare interesse la procedura denominata “3 minuti per la sicurezza”, che consiste in brevi incontri svolti direttamente nell’area di lavoro, durante i quali il preposto o il caposquadra esamina insieme ai lavoratori le attività da eseguire, verificando che le condizioni del cantiere siano coerenti con quanto previsto dalla valutazione dei rischi e che siano state predisposte le necessarie misure di prevenzione e protezione.

Gli incontri vengono effettuati all’inizio di un nuovo turno, prima dell’avvio di nuove lavorazioni oppure quando intervengano modifiche delle attività o delle condizioni ambientali, in modo da individuare eventuali pericoli sopravvenuti e valutare se le procedure inizialmente previste debbano essere integrate o adattate.

Durante il confronto vengono esaminate le modalità operative, le caratteristiche dell’area di lavoro, le attrezzature da utilizzare e le possibili interferenze con altre attività, coinvolgendo direttamente i lavoratori nella verifica delle misure previste e nella valutazione di eventuali criticità.

Il fascicolo mette a disposizione anche una checklist per la registrazione degli incontri, attraverso la quale documentare le verifiche effettuate e le osservazioni emerse, trasformando il confronto preliminare in uno strumento organizzativo utilizzabile anche per il successivo controllo delle attività.

Stop Work Authority nei cantieri: interruzione dei lavori e ruolo del preposto

Le linee di indirizzo attribuiscono particolare importanza alla capacità di riconoscere tempestivamente le condizioni di pericolo e intervenire prima che possano determinare incidenti o infortuni, richiamando in questo contesto la Stop Work Authority, una procedura organizzativa che riconosce ai lavoratori, indipendentemente dalla posizione ricoperta, la possibilità di interrompere le attività quando ritengano che le condizioni operative possano compromettere la sicurezza propria o altrui.

L’interruzione deve essere accompagnata dalla segnalazione ai responsabili, affinché le criticità vengano esaminate e siano individuate le misure necessarie per ripristinare le condizioni di sicurezza, prima di procedere alla ripresa delle lavorazioni.

Questo approccio si collega all’attività di vigilanza del preposto che deve verificare l’applicazione delle misure preventive e intervenire in caso di comportamenti o situazioni pericolose, ma anche all’organizzazione delle attività ad alto rischio, per le quali la sezione B propone specifici controlli e sopralluoghi nella fase di avvio dei lavori.

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