Sport e Periferie 2026: 100 milioni ai Comuni per nuovi impianti sportivi e riqualificazione

Pubblicato l’Avviso del Dipartimento per lo Sport: contributi fino a 3 milioni di euro per nuovi impianti, demolizione e ricostruzione, adeguamento sismico, efficientamento energetico e recupero delle strutture esistenti

di Redazione tecnica - 19/05/2026

È stato pubblicato l’Avviso “Sport e Periferie 2026”, il nuovo programma del Dipartimento per lo Sport che mette a disposizione dei Comuni italiani 100 milioni di euro per finanziare nuovi impianti sportivi, interventi di recupero, rigenerazione urbana e riqualificazione delle strutture esistenti.

Sport e Periferie 2026: l'avviso ai Comuni per nuovi impianti e rigenerazione delle strutture sportive

La misura conferma la centralità attribuita allo sport non soltanto come attività agonistica, ma anche come strumento di inclusione sociale, presidio urbano e leva di riqualificazione dei territori più fragili.

L’iniziativa, promossa dal Ministero per lo Sport e i Giovani, si inserisce nel solco delle precedenti annualità del Fondo “Sport e Periferie”, punta a sostenere interventi capaci di incidere sul degrado urbano, migliorare la sicurezza delle aree periferiche e ampliare l’accessibilità agli impianti sportivi, con particolare attenzione anche alla pratica paralimpica.

Chi può partecipare all’Avviso Sport e Periferie 2026

L’Avviso è rivolto ai Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, ma consente la partecipazione anche ai Comuni più piccoli, purché raggiungano tale soglia attraverso accordi con enti confinanti.

Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante per le realtà territoriali minori che, nelle precedenti edizioni del Fondo, avevano spesso incontrato maggiori difficoltà nell’accesso ai finanziamenti per l’impiantistica sportiva. In questo caso, invece, il legislatore apre alla possibilità di candidature aggregate, favorendo una logica sovracomunale soprattutto nelle aree interne e nei piccoli centri.

Resta fermo il limite di una sola candidatura per ciascun Comune e per un unico impianto sportivo. Nel caso di accordi tra enti locali, l’intervento dovrà essere localizzato nel territorio del Comune capofila.

L’Avviso consente inoltre la partecipazione anche ai Comuni già beneficiari delle precedenti annualità di “Sport e Periferie”, a condizione che gli interventi già finanziati risultino ultimati e collaudati.

La dotazione finanziaria complessiva prevista dall’Avviso ammonta a 100 milioni di euro ed è suddivisa in due grandi linee di intervento: una quota pari a 30 milioni di euro è destinata alla realizzazione di nuovi impianti sportivi, mentre i restanti 70 milioni finanzieranno interventi di recupero, riqualificazione e rigenerazione degli impianti esistenti.

Quali interventi possono essere finanziati

Il perimetro degli interventi ammissibili comprende sia nuove realizzazioni sia opere di recupero e adeguamento degli impianti esistenti.

La prima linea riguarda la realizzazione di nuovi impianti sportivi destinati all’attività agonistica. Accanto a questa, l’Avviso finanzia anche interventi di demolizione e ricostruzione integrale di strutture sportive secondo standard nZEB, cioè a energia quasi zero.

Particolarmente articolata è poi la parte dedicata alla riqualificazione degli impianti esistenti. Rientrano infatti tra gli interventi finanziabili le opere di manutenzione straordinaria, la messa in sicurezza, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’adeguamento o miglioramento sismico, nonché gli interventi di ristrutturazione e adeguamento funzionale degli impianti sportivi.

L’Avviso ammette inoltre la possibilità di inserire anche la fornitura di attrezzature sportive, purché entro il limite del 10% del contributo richiesto.

Ampio spazio viene dedicato anche all’efficientamento energetico, con la possibilità di finanziare interventi sugli impianti tecnologici, sistemi di building automation, opere di adeguamento impiantistico e lavori di recupero energetico delle strutture sportive pubbliche.

Gli importi massimi finanziabili

Gli importi concedibili variano in funzione della tipologia di intervento e della dimensione demografica del Comune.

Per la realizzazione di nuovi impianti sportivi e per gli interventi di demolizione e ricostruzione integrale il contributo massimo arriva fino a 3 milioni di euro, indipendentemente dalla popolazione residente del Comune richiedente.

Fa eccezione il caso delle tendostrutture e tensostrutture, per le quali il limite massimo finanziabile è fissato in 500.000 euro.

Per gli interventi di riqualificazione, manutenzione straordinaria, adeguamento sismico ed efficientamento energetico, gli importi cambiano invece in base alla fascia demografica dell’ente:

  • fino a 1,5 milioni di euro per i Comuni oltre 50.000 abitanti;
  • fino a 1 milione di euro per i Comuni tra 15.000 e 50.000 abitanti;
  • fino a 800.000 euro per i Comuni fino a 15.000 abitanti.

Quota di cofinanziamento e contributo dei Comuni

Uno degli aspetti più delicati dell’Avviso riguarda la quota di compartecipazione finanziaria obbligatoria a carico dei Comuni.

Il bando prevede infatti un cofinanziamento minimo pari al 15% del contributo richiesto per gli interventi superiori a un milione di euro e pari al 10% per quelli di importo inferiore o uguale a tale soglia.

L’Avviso chiarisce inoltre che questa quota potrà essere coperta anche mediante ulteriori forme di finanziamento, comprese le risorse dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale o gli incentivi gestiti dal GSE.

Resta però fermo il divieto di doppio finanziamento sulla medesima voce di spesa, principio ormai centrale in tutti i programmi pubblici di finanziamento degli investimenti.

Scadenze e termini per presentare la domanda

Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma telematica del Dipartimento per lo Sport.

La finestra temporale per la presentazione delle domande sarà aperta dalle ore 12:00 del 4 giugno 2026 fino alle ore 12:00 del 25 giugno 2026.

La domanda dovrà essere accompagnata dalla delibera di Giunta comunale con cui l’ente approva la partecipazione all’Avviso e formalizza l’impegno alla compartecipazione finanziaria prevista dal bando.

Criteri di valutazione e punteggio minimo

Il sistema di valutazione delle candidature prevede un meccanismo premiale che assegna fino a 100 punti in totale.

L’inoltro della domanda non sarà consentito qualora il progetto non raggiunga la soglia minima di 60 punti, individuata dal Dipartimento come livello qualitativo minimo per l’accesso alla procedura.

I criteri premiali riguardano diversi aspetti progettuali e territoriali: dalla multidisciplinarità dell’impianto all’utilizzo paralimpico, dall’efficientamento energetico al miglioramento sismico, fino agli indicatori sociali e territoriali collegati al disagio economico, alla presenza giovanile, alla delittuosità e all’abbandono scolastico.

Un peso significativo viene attribuito anche agli aspetti gestionali dell’impianto, come l’utilizzo gratuito per le fasce deboli, la vicinanza alle scuole, la presenza di impianti in stato di abbandono e la carenza di strutture sportive pubbliche nell’area interessata dall’intervento.

Dopo la pubblicazione della graduatoria provvisoria, i Comuni utilmente collocati dovranno caricare in piattaforma i livelli progettuali richiesti dal bando.

I termini cambiano a seconda della documentazione già disponibile al momento della candidatura: i Comuni già in possesso di DIP, PFTE o progetto esecutivo avranno 10 giorni di tempo per il caricamento, mentre gli enti privi di progettazione dovranno presentare almeno il DIP entro 40 giorni.

Erogazione dei contributi e monitoraggio degli interventi

Il finanziamento sarà erogato attraverso un meccanismo progressivo collegato allo stato di avanzamento dei lavori. L’Avviso prevede un anticipo del 30% dopo la stipula del contratto, successivi pagamenti intermedi tramite SAL e un saldo finale del 10% a seguito del collaudo o del certificato di regolare esecuzione.

Infine, i Comuni beneficiari saranno tenuti a trasmettere, nei due anni successivi al collaudo, specifiche relazioni annuali sull’utilizzo degli impianti, sull’impatto sociale prodotto dagli interventi e sulla sostenibilità della gestione.

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