Subappalti e tracciabilità pagamenti: il richiamo di ANAC alle stazioni appaltanti

ANAC interviene su sette casi di appalti PNRR: controlli insufficienti sulla tracciabilità dei pagamenti e obbligo di estendere la vigilanza a tutta la filiera dei subappalti

di Redazione tecnica - 24/07/2025

Con ben 7 Atti del Presidente del 14 maggio 2025, ANAC ha richiamato le stazioni appaltanti all’obbligo di controllare la tracciabilità dei flussi finanziari anche nei subappalti.

Un avvertimento che giunge a valle di un’approfondita indagine sugli appalti finanziati con fondi PNRR/PNC, svolta con la collaborazione della Guardia di Finanza, e che evidenzia diffuse criticità nella piena attuazione della legge n. 136/2010.

Tracciabilità pagamenti: ANAC chiede attenzione sui subappalti

L’attività ispettiva – condotta su un campione di appalti PNRR/PNC – ha fatto emergere carenze sistemiche, tra cui:

  • l’emissione di fatture d’acquisto prive dell’indicazione del CIG e CUP;
  • irregolarità nella deduzione di costi non giustificati e nella detrazione dell’IVA;
  • controlli esecutivi spesso insufficienti, specialmente nella fase di verifica delle prestazioni rese dai subcontraenti.

In tutti i casi analizzati dall’ANAC è stato evidenziato il mancato rispetto degli obblighi previsti dalla normativa sulla tracciabilità, con conseguenti rischi di responsabilità e possibili rallentamenti nella realizzazione degli interventi.

Come spiega l’Autorità, la tracciabilità dei flussi finanziari non si esaurisce nella relazione contrattuale tra stazione appaltante e appaltatore principale, dominus della filiera, ma deve estendersi anche a subappaltatori e subaffidatari.

Si tratta di un controllo che non è meramente formale, ma sostanziale e documentale, finalizzato a evitare irregolarità fiscali e violazioni nella gestione delle risorse pubbliche.

Le indicazioni dell'Autorità

Le stazioni appaltanti devono quindi adottare un adeguato sistema di controllo e monitoraggio periodico sulla tracciabilità dei pagamenti ed incassi, utile a ridurre al minimo i rischi di violazione della normativa in esame.

In particolare, le Amministrazioni sono tenute a:

  • richiedere all’appaltatore la documentazione attestante i pagamenti effettuati ai subappaltatori;
  • prevedere clausole contrattuali vincolanti, che impongano l’utilizzo di conti dedicati e l’indicazione di CIG e CUP su ogni fattura e bonifico;
  • acquisire dichiarazioni sostitutive, rilasciate da ciascun soggetto della filiera, attestanti la regolarità dei pagamenti ricevuti.

ANAC precisa inoltre che tali controlli vanno intesi come complementari a quelli di competenza del RUP, del Direttore dei Lavori e del Coordinatore per la Sicurezza su subappaltatori e su tutti i soggetti che operano nei cantieri, verificando che le prestazioni vengano svolte in maniera regolare, anche rispetto ai ruoli assunti ed autorizzati ai sensi di legge.

Alla luce delle risultanze istruttorie, ANAC invita le stazioni appaltanti a:

  • rafforzare il sistema di controllo interno sui flussi finanziari;
  • vigilare sull’integrale rispetto degli obblighi contrattuali;
  • adottare misure preventive, per evitare accessi non autorizzati in cantiere;
  • garantire una corretta e tempestiva esecuzione dei lavori, riducendo il rischio di rallentamenti e contenziosi.

In sintesi, l’Autorità richiama all’adozione di un approccio proattivo, che non si limiti alla verifica documentale a consuntivo, ma che includa controlli periodici, incrociati e coerenti con le finalità del sistema di tracciabilità previsto dalla legge n. 136/2010, strumento indispensabile per garantire trasparenza, legalità ed efficienza nell’esecuzione degli appalti pubblici.

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