Riforma della sismica in Campania: le funzioni del Genio Civile passano ai Comuni
Con la L.R. n. 26/2025 la Regione Campania ridefinisce la gestione delle autorizzazioni sismiche, istituendo commissioni comunali e fissando limiti strutturali fino a 16,50 metri
Cambia la gestione delle pratiche sismiche in Campania, con importanti effetti operativi per tecnici e amministrazioni. Conferma ne è la pubblicazione sul BURC del 17 ottobre 2025, n. 74 della Legge Regionale 16 ottobre 2025, n. 26, che ridisegna l’intero sistema amministrativo in materia di difesa del territorio dal rischio sismico, intervenendo sulla storica L.R. 2 febbraio 1983, n. 9.
Riforma della sismica in Campania: la gestione passa ai Comuni
Si tratta di un provvedimento di portata strategica, che sposta verso il livello locale la gestione delle autorizzazioni e dei controlli, secondo una logica di sussidiarietà e semplificazione dei procedimenti tecnici.
Vediamo nel dettaglio le principali novità.
Trasferimento delle funzioni del Genio Civile ai Comuni
La legge attribuisce ai Comuni, singoli o associati, le funzioni finora esercitate dagli Uffici del Genio Civile, per gli interventi su edifici con altezza strutturale fino a 16,50 m e parte interrata non superiore a 4,00 m.
La Regione mantiene competenza per le opere di maggiore complessità strutturale o con sviluppo verticale oltre tali limiti.
Il trasferimento avviene su richiesta esplicita dell’Ente locale da presentare entro il 31 gennaio di ogni anno, a garanzia di un graduale passaggio di funzioni e responsabilità tecniche.
Estensione delle disposizioni alle amministrazioni già delegate
Le nuove disposizioni si applicano anche ai Comuni che avevano già ottenuto la delega regionale in materia sismica, assicurando continuità amministrativa e validità alle pratiche già avviate alla data di entrata in vigore della legge.
Abrogazioni e coordinamento normativo
Contestualmente, è stato abrogato l’articolo 2 della L.R. 3/2017, con un riordino complessivo delle fonti regionali in materia di esercizio delle funzioni tecniche e amministrative relative alla sismica.
È inoltre previsto che i Comuni possano rinunciare al trasferimento di funzioni, con vincolo quinquennale a non ripresentare l’istanza.
Analisi tecnica: una regionalizzazione “a geometria variabile”
Il modello introdotto dalla Campania richiama quanto già sperimentato in altre regioni - come Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia - che hanno attribuito ai Comuni le funzioni sismiche per opere minori.
La soglia dei 16,50 metri segna una distinzione netta tra edifici ordinari e opere complesse, coerente con le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) e con il criterio di proporzionalità del rischio.
Dal punto di vista operativo, la riforma comporterà:
- la necessità per i Comuni di costituire elenchi aggiornati di professionisti qualificati in materia sismica;
- l’adeguamento dei regolamenti edilizi comunali alle nuove disposizioni;
- una revisione dei flussi digitali con la piattaforma regionale “Portale Sismica”, che diventerà il punto unico di trasmissione e archiviazione degli elaborati.
L’obiettivo è ridurre i tempi di rilascio delle autorizzazioni e potenziare i controlli in fase progettuale, evitando sovrapposizioni tra enti e incertezze interpretative.
Conclusioni
La L.R. Campania n. 26/2025 entrerà in vigore il 2 novembre 2025, sancendo il passaggio verso una gestione decentrata e responsabile della sicurezza sismica che richiederà un intenso lavoro di coordinamento tra Regione, Comuni e professionisti.
A partire da questa data i Comuni:
- potranno richiedere il trasferimento delle funzioni sismiche per edifici fino a 16,50 m;
- potranno presentare istanza di trasferimento o, eventualmente, di rinuncia motivata, entro il 31 gennaio di ogni anno.
Resteranno di competenza regionale le pratiche già avviate al Genio Civile.
Documenti Allegati
Legge