Comunità Energetiche Rinnovabili: il CNPI chiede una svolta operativa per la transizione energetica

Il CNPI sollecita il Governo a semplificare l’accesso agli incentivi e prorogare i termini PNRR per le CER. La Camera approva una risoluzione in linea con le proposte dei Periti Industriali

di Redazione tecnica - 30/10/2025

Una procedura più snella e tempi coerenti con la realtà dei progetti. È questa la richiesta avanzata dal Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati (CNPI), che ha segnalato al Ministero dell’Ambiente e al GSE le difficoltà operative legate alla misura PNRR dedicata alle Comunità Energetiche Rinnovabili nei Comuni sotto i 50.000 abitanti.

CER: il CNPI chiede semplificazioni e proroghe per sostenere la crescita

La segnalazione è stata seguita da un primo risultato concreto: la X Commissione Attività produttive della Camera ha approvato una risoluzione che impegna il Governo a rafforzare il sostegno alle CER, semplificare le procedure, prorogare i termini per l’accesso ai contributi e ampliare il perimetro delle agevolazioni fiscali.

“Si tratta di un primo risultato importante - spiega Giovanni Esposito, Presidente del CNPI - che riconosce le difficoltà operative segnalate dai professionisti e apre la strada a un intervento normativo più aderente alla realtà dei territori e delle imprese energetiche".

Le criticità del bando PNRR e la proposta del CNPI

Le difficoltà maggiori riguardano la misura M2C2I1.2 del PNRR, che richiede la presentazione, già in fase di domanda, del preventivo di connessione rilasciato dal gestore di rete e del titolo autorizzativo per la realizzazione dell’impianto. Una procedura pensata per garantire la solidità dei progetti, ma che nella pratica sta generando blocchi e ritardi.

“I tempi tecnici per ottenere il preventivo e il titolo autorizzativo sono spesso molto più lunghi rispetto alle scadenze del bando, fissate al 30 novembre 2025 - sottolinea Esposito -. In molti casi le pratiche restano ferme non per mancanza di progettualità, ma per lentezze non imputabili ai professionisti.”

Il CNPI propone di introdurre un meccanismo in due fasi:

  • nella prima, il proponente potrebbe presentare una domanda provvisoria corredata dalla ricevuta della richiesta di connessione e dalla dichiarazione di avvio dell’iter autorizzativo;
  • nella seconda, entro un termine predefinito, verrebbero integrati il preventivo e il titolo definitivo.

“In alternativa - aggiunge Esposito - si potrebbe prevedere una finestra di integrazione post-scadenza per i progetti che dimostrino di aver già avviato le procedure. È una soluzione di buon senso, che tutelerebbe la serietà dei progetti senza penalizzare chi rispetta le regole".

CER: una crescita costante, ma ostacolata dalla burocrazia

Il fenomeno delle Comunità Energetiche in Italia è in forte espansione. Secondo i dati aggiornati a settembre 2025, si contano 561 CER149 gruppi di autoconsumatori collettivi e 225 autoconsumatori individuali a distanza, ai quali si aggiungono le configurazioni costituite durante la fase transitoria.

Numeri che confermano la dinamicità del settore, ma che rendono evidente l’urgenza di una governance chiara e di procedure amministrative proporzionate alla complessità tecnica degli interventi.

“Le CER sono una risposta concreta alla povertà energetica e alla richiesta di sostenibilità - ricorda Esposito -. Per questo è necessario rendere le procedure più fluide, senza snaturarne il rigore tecnico.”

La risoluzione della Camera: verso una nuova fase per le CER

La risoluzione approvata recepisce molte delle istanze del CNPI, invitando il Governo a semplificare le procedure di accesso agli incentivipotenziare la formazione degli enti locali e prorogare i termini PNRR per permettere ai Comuni di completare le pratiche.

Tra le misure proposte figurano anche:

  • l’estensione delle agevolazioni fiscali del Superbonus alle configurazioni di autoconsumo collettivo;
  • l’introduzione di un’IVA agevolata per le CER non commerciali;
  • la valutazione di uno scorporo in bolletta dell’energia condivisa, per rendere immediatamente percepibile il beneficio economico ai cittadini.

“La risoluzione va nella direzione giusta – conclude Esposito – perché riconosce il valore sociale e ambientale delle Comunità Energetiche e punta su strumenti concreti per favorirne la diffusione. La transizione energetica passa anche da qui: dal mettere i professionisti nelle condizioni di lavorare bene e i territori di crescere in autonomia".

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