Superbonus settembre 2025: i dati ENEA confermano la fine della corsa

Investimenti complessivi per 124 miliardi di euro, lavori conclusi al 96,2% e oneri fiscali stabilizzati: il Superbonus entra definitivamente nella sua fase conclusiva

di Redazione tecnica - 10/11/2025

Se ancora fosse necessaria una nuova conferma, l’ultimo aggiornamento ENEA relativo al 30 settembre 2025 certifica, una volta per tutte, il fine corsa della misura che nel bene e nel male ha segnato gli ultimi cinque anni del settore edilizio.

Il Superbonus 110%, introdotto dall’art. 119 del D.L. n. 34/2020 (Decreto Rilancio), ha ormai raggiunto il suo punto di saturazione, con un quadro di investimenti complessivi pari a 124 miliardi di euro e lavori conclusi per oltre il 96%. Un dato che, a fronte di variazioni marginali rispetto al mese precedente, segna la conclusione di una stagione straordinaria per il comparto dell’efficienza energetica.

I numeri del report ENEA

Secondo il report ENEA del 30 settembre 2025, il totale degli investimenti ammessi a detrazione ammonta a 122,2 miliardi di euro, mentre l’importo relativo ai lavori conclusi raggiunge 117,6 miliardi, pari al 96,2% del totale.

Le detrazioni maturate per i lavori completati si attestano a 127,3 miliardi di euro, confermando l’ormai marginale incremento rispetto ad agosto.

Nel dettaglio:

  • Condomini: 138.352 interventi, 83 miliardi ammessi a detrazione, 79,1 miliardi di lavori conclusi (95,3%);
  • Edifici unifamiliari: 245.184 interventi, 27,9 miliardi ammessi, 27,46 miliardi conclusi (98,3%);
  • Unità funzionalmente indipendenti: 117.386 interventi, 11,29 miliardi ammessi, 11,09 miliardi conclusi (98,3%).

Si tratta di numeri pressoché identici a quelli di agosto, segno evidente che la misura è ormai esaurita: gli interventi ancora aperti rappresentano una quota marginale del totale e non incidono più in modo significativo sui volumi complessivi.

Analisi territoriale

Anche la distribuzione territoriale resta sostanzialmente invariata.

La Lombardia continua a guidare la classifica con 23,4 miliardi di investimenti ammessi a detrazione, seguita da Emilia-Romagna (11,6 mld)Veneto (11,1 mld) e Lazio (10,2 mld).

Nel Mezzogiorno, i valori più alti si registrano in Campania (9,3 mld) e Sicilia (6,9 mld), entrambe con un livello di lavori conclusi superiore al 95%.

L’andamento omogeneo tra le regioni conferma la sostanziale stabilizzazione del mercato e la chiusura di una fase espansiva ormai priva di nuova progettualità.

Dal Superbonus al Conto Termico 3.0

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DM 7 agosto 2025 del MASE, il Conto Termico 3.0 è ormai ufficiale e diventerà operativo dal 25 dicembre 2025, data di entrata in vigore del provvedimento. Si attendono soltanto le Regole applicative del GSE, che definiranno le modalità di accesso agli incentivi e la documentazione da presentare.

A differenza del Superbonus, il Conto Termico 3.0 nasce come strumento strutturale e permanente per sostenere la transizione energetica, con una dotazione stabile di 900 milioni di euro l’anno (400 milioni destinati alla Pubblica Amministrazione e 500 ai soggetti privati).
Il nuovo schema non prevede più detrazioni fiscali, ma incentivi diretti erogati dal GSE a fronte della sostituzione di impianti esistenti o dell’esecuzione di interventi di efficientamento e produzione termica da fonti rinnovabili.

Le principali categorie di intervento ammesse restano due:

  • interventi di efficienza energetica su edifici esistenti, come isolamento termico, sostituzione di infissi, schermature solari, trasformazione in NZEB, building automation e illuminazione efficiente;
  • interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, inclusi pompe di calore elettriche e a gas, sistemi ibridi, generatori a biomassa, solare termico, microcogenerazione e allaccio a reti di teleriscaldamento.

Tra le novità di maggiore rilievo introdotte dal decreto:

  • obbligo di impianto di climatizzazione esistente e funzionante per accedere all’incentivo, registrato nei catasti regionali degli impianti termici o documentato da libretti e dichiarazioni di conformità;
  • possibilità di sostituzione di più impianti autonomi con un sistema centralizzato, purché dimensionato sui fabbisogni reali e asseverato da tecnico abilitato;
  • requisiti di qualità e tracciabilità per tutti i componenti installati, ammessi solo se nuovi o ricondizionati e certificati;
  • obbligo di mantenere i requisiti tecnici e amministrativi per tutta la durata dell’incentivo e nei cinque anni successivi.

Il Conto Termico 3.0 non sostituirà il Superbonus, ma ne rappresenterà l’evoluzione naturale: meno straordinario, più stabile e programmabile, con procedure semplificate e incentivi diretti più adatti a una fase di consolidamento del mercato.

Un passaggio che segna l’inizio di una nuova stagione per i professionisti e per la Pubblica Amministrazione, chiamati a operare in un quadro finalmente strutturale e continuativo.

Considerazioni finali

Con oltre 124 miliardi di euro di investimenti complessivi e il 96% dei lavori conclusi, il Superbonus chiude definitivamente la sua parabola, lasciando in eredità un impatto senza precedenti sul patrimonio edilizio italiano ma anche un onere fiscale ormai consolidato, pari a 127 miliardi di euro.
Il meccanismo, che ha rappresentato un unicum nella storia recente delle politiche energetiche, esce di scena in un contesto profondamente mutato, dove il dibattito si sposta su strumenti più sostenibili e di lungo periodo.

Dal 25 dicembre 2025, con l’entrata in vigore del Conto Termico 3.0, il sistema di incentivi cambia radicalmente impostazione: non più detrazioni fiscali pluriennali, ma contributi diretti erogati dal GSE in tempi certi e con regole uniformi per pubbliche amministrazioni, imprese e privati.
Il nuovo schema si propone come l’evoluzione strutturale del Superbonus, mantenendo l’obiettivo di promuovere efficienza e decarbonizzazione, ma in un quadro finanziario stabile, con 900 milioni di euro annui destinati a interventi reali e verificabili.

Per i tecnici e le amministrazioni, la sfida si sposta ora sul terreno della programmazione energetica e della qualità progettuale.
Il Conto Termico 3.0 richiede un approccio più consapevole: diagnosi energetiche, titoli abilitativi corretti, impianti registrati, componenti certificati e il rispetto costante dei requisiti per tutta la durata dell’incentivo.

In definitiva, se il Superbonus ha incarnato la stagione dell’“eccezionalità”, fatta di urgenze, semplificazioni e picchi di spesa, il Conto Termico 3.0 inaugura la stagione della “strutturalità”:
un sistema permanente, regolato e tecnicamente esigente, che punta a premiare la competenza, la tracciabilità e la continuità dei risultati energetici.
Un cambio di paradigma che chiama i professionisti del settore a una nuova cultura dell’efficienza: meno straordinaria, ma finalmente ordinaria.

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