Manovra 2026: ANCE chiede risorse per il caro materiali e una strategia sulla casa

In audizione sulla Legge di Bilancio, la presidente Federica Brancaccio lancia l’allarme sui costi dei materiali e sollecita il Governo a rifinanziare la misura, prorogarla al 2026 e avviare un Piano Casa strutturale per affrontare l’emergenza abitativa.

di Redazione tecnica - 11/11/2025

Il caro materiali resta una spada di Damocle per i cantieri pubblici italiani.” Con queste parole la presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE), Federica Brancaccio, ha sintetizzato l’allarme lanciato nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera sul disegno di legge di Bilancio 2026-2028.

L’Ance – sottolinea la presidente dei costruttori italiani – esprime forte preoccupazione per l’assenza nella manovra di misure relative al caro materiali, una problematica che, se non risolta, rischia di portare molti cantieri pubblici al collasso e rappresenta una minaccia per le previsioni di crescita e occupazione formulate dal Governo per il 2026.”

La presidente Brancaccio ricorda come il nodo dei prezzi continui a pesare su tutto il comparto. “I prezzi sono ancora superiori del 30-40% rispetto a quelli di gara, anche a causa delle tensioni internazionali e dell’aumento dell’incertezza globale. In molti casi abbiamo cantieri appaltati anni fa, alcuni anche prima del Covid, e che quindi non possono beneficiare della revisione prezzi introdotta due anni fa dal Codice Appalti.”

Il nodo dei cantieri e la tenuta del sistema PNRR

Secondo l’Associazione, circa il 70% dei cantieri pubblici italiani – di cui un terzo finanziato con fondi PNRR – rischia rallentamenti o blocchi se non verranno garantiti nuovi fondi per compensare l’aumento dei costi.

Sappiamo che il tema è all’attenzione del Governo e del Parlamento, ma desideriamo ribadire che è urgente rifinanziare la misura sul caro materiali e prorogarla al 2026. Servono circa 2,5 miliardi di euro per saldare i lavori già eseguiti fino a maggio 2025 e quelli in corso fino a fine anno.”

Per la presidente Brancaccio, si tratta di “un passaggio cruciale, soprattutto in una fase in cui il settore è impegnato a garantire il massimo sforzo per il completamento delle opere finanziate dal PNRR”.

Casa, infrastrutture e prevenzione: le altre priorità per il 2026

Accanto all’emergenza materiali, l’ANCE ha richiamato l’attenzione sul bisogno di una visione strutturale e di lungo periodo delle politiche abitative.

Il documento depositato in audizione individua la necessità di un “Piano Casa pluriennale da 15 miliardi di euro”, sostenuto anche dalle risorse del Fondo sociale per il clima, che assegna all’Italia 7 miliardi di fondi europei per interventi di riqualificazione energetica e edilizia.

La crisi abitativa è una delle emergenze più gravi del Paese – ha dichiarato Brancaccio – e il Fondo sociale per il clima può rappresentare un primo canale di finanziamento, con circa 3 miliardi di risorse da destinare al disagio abitativo.”

L’ANCE propone un piano più ampio che includa anche il ceto medio e preveda nuovi strumenti per favorire l’affitto e l’acquisto della casa, insieme a un coordinamento unitario tra ministeri, Regioni e Comuni.

Oggi manca una governance efficace – ha aggiunto la presidente – serve un luogo di coordinamento unico per orientare le politiche abitative in modo coerente e strategico.”

Sul fronte infrastrutturale, l’Associazione evidenzia un quadro finanziario in chiaroscuro:

  • nel 2026 gli stanziamenti per opere pubbliche subiranno una riduzione di oltre un miliardo di euro per effetto di tagli e rimodulazioni;
  • i rifinanziamenti più consistenti arriveranno solo nel biennio 2027-2028, con 1,6 miliardi per ANAS e 3,6 miliardi per RFI;
  • positiva la conferma del Fondo da 350 milioni per la riduzione dei rischi naturali, ma l’ANCE chiede che sia reso pluriennale per garantire stabilità e continuità alle politiche di prevenzione.

Brancaccio ha espresso apprezzamento anche per il Decreto Anticipi, che introduce un contributo aggiuntivo per la manutenzione delle reti ferroviarie e stradali. “È un segnale importante, perché dà maggiore certezza agli investimenti infrastrutturali nel medio e lungo periodo. Il mercato delle opere pubbliche continuerà a beneficiare del sostegno del PNRR anche nel corso del 2026.”

Fisco e incentivi: le criticità della manovra

Tra i profili fiscali, l’Associazione chiede un ripensamento della norma che vieta alle imprese di utilizzare i crediti d’imposta in compensazione per il pagamento dei contributi previdenziali e assicurativi.

Tale disposizione appare del tutto incoerente con il permanere di misure incentivanti sotto forma di crediti d’imposta, come la ZES, e applicandosi dal 1° luglio 2026 ha un effetto retroattivo per i crediti già maturati, danneggiando le imprese serie e strutturate che avevano confidato nella possibilità di utilizzarli in compensazione.”

Positiva invece la proroga del Superbonus al 110% per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia, che secondo ANCE andrebbe estesa alle altre aree colpite da eventi sismici (Abruzzo, Emilia, Ischia, area etnea, Campi Flegrei) e chiarita nella possibilità di utilizzare tutte le modalità dell’incentivo: detrazione, sconto in fattura e cessione del credito.

Infine, Brancaccio ha ribadito la necessità di una politica fiscale di lungo periodo per l’efficienza energetica e la rigenerazione urbana. “Occorre un Piano Casa strutturato, che favorisca il riuso del patrimonio esistente e l’accesso all’abitazione per i giovani e la classe media. Bisogna reintrodurre la detrazione del 50% dell’IVA per le case in classe energetica elevata e agevolare gli under 36 che acquistano la prima casa.”

Conclusioni

L’audizione dell’ANCE si chiude con un messaggio chiaro: il settore delle costruzioni può continuare a trainare la crescita del Paese, ma servono certezze, risorse e pianificazione.

Nel 2026 l’Italia dovrà affrontare simultaneamente il completamento dei progetti PNRR, la transizione energetica e la sfida della sicurezza territoriale. Per questo l’Associazione dei costruttori chiede:

  • rifinanziamento e proroga della misura sul caro materiali;
  • Piano Casa pluriennale e governance unitaria;
  • continuità negli investimenti infrastrutturali e nella prevenzione del rischio;
  • coerenza delle misure fiscali con gli obiettivi industriali e occupazionali del settore.

Come ha concluso la presidente Brancaccio, “Il settore è pronto a fare la sua parte per la crescita e la modernizzazione del Paese, ma ha bisogno di certezze, tempi rapidi e strumenti adeguati.

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