Transizione 4.0 e 5.0: nuove indicazioni dal MIMIT sulle risorse
Con il decreto direttoriale del 6 novembre 2025 si chiude il plafond della Transizione 5.0. Restano circa 200 milioni per la 4.0, mentre il Ministero lavora a un rifinanziamento nella Legge di bilancio
Con la pubblicazione del decreto direttoriale del 6 novembre 2025, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha comunicato l’esaurimento delle risorse destinate alla Transizione 5.0, misura introdotta per sostenere gli investimenti delle imprese in efficienza energetica e digitalizzazione.
Transizione 4.0 e 5.0: esaurite le risorse, il MIMIT prepara il rifinanziamento nella Legge di bilancio 2026
Le prenotazioni hanno raggiunto il tetto massimo di 3 miliardi di euro, finanziato con fondi REPowerEU, e il portale GSE è stato temporaneamente chiuso al raggiungimento della soglia.
Parallelamente, anche la Transizione 4.0, la misura ordinaria di credito d’imposta per investimenti in beni strumentali e innovazione, si avvia verso il completamento, con circa 200 milioni di euro ancora disponibili su un plafond complessivo di 2,2 miliardi.
Il MIMIT ha già avviato le verifiche per individuare ulteriori risorse e garantire continuità ai programmi di investimento.
Cosa prevedono Transizione 4.0 e 5.0
I due strumenti condividono l’obiettivo di favorire la trasformazione tecnologica e sostenibile delle imprese, ma si differenziano per finalità, requisiti tecnici e criteri di accesso al credito d’imposta.
In particolare, Transizione 4.0, misura strutturale introdotta nel 2020 in continuità con il Piano Industria 4.0, prevede un credito d’imposta per gli investimenti in:
- beni strumentali materiali e immateriali funzionali alla trasformazione digitale dei processi produttivi (macchinari interconnessi, software gestionali, sensoristica, automazione);
- attività di ricerca, sviluppo, innovazione e design;
- formazione del personale su tecnologie 4.0.
Il beneficio spetta in percentuali variabili in funzione della tipologia di investimento e della dimensione d’impresa, con importi decrescenti nel tempo e aliquote più elevate per le PMI.
Transizione 5.0, introdotta dal D.L. n. 19/2024 e attuata con il decreto MIMIT-MEF del 24 luglio 2024, estende e integra il Piano 4.0 con una forte componente energetica e ambientale.
La misura riconosce infatti un credito d’imposta per gli investimenti che determinano una riduzione certificata dei consumi energetici:
- almeno del 3% per l’intera struttura produttiva o del 5% sul singolo processo coinvolto;
- accompagnata da interventi di digitalizzazione dei sistemi produttivi e di monitoraggio dei consumi.
Il finanziamento riguarda quindi progetti integrati di innovazione e sostenibilità, in coerenza con gli obiettivi del PNRR e con la strategia REPowerEU.
Il credito d’imposta varia dal 35% al 60% a seconda della dimensione dell’impresa e del livello di risparmio energetico conseguito, con maggiorazioni per chi utilizza fonti rinnovabili o sistemi di autoproduzione (fotovoltaico, cogenerazione, pompe di calore, ecc.).
Il decreto del MIMIT
Il provvedimento ministeriale pubblicato il 6 novembre formalizza l’esaurimento del plafond di 3 miliardi di euro e stabilisce che le domande di prenotazione trasmesse successivamente riceveranno una ricevuta di indisponibilità delle risorse.
Ciò nonostante, le comunicazioni restano valide ai fini dello scorrimento, nel caso in cui vengano reperite nuove disponibilità. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) informerà direttamente le imprese, seguendo l’ordine cronologico di invio.
Restano efficaci, inoltre, tutte le comunicazioni inviate entro il 31 dicembre 2025, che potranno essere valutate in caso di rifinanziamento. Il portale GSE è stato riaperto dopo l’adeguamento alle disposizioni del decreto, ma l’invio della domanda non garantisce al momento l’accesso al credito d’imposta.
Le prospettive per la Legge di bilancio 2026
Alla luce dell’elevato numero di richieste, il MIMIT ha comunicato di essere al lavoro per reperire nuove risorse e assicurare continuità alle misure di Transizione 5.0. La prossima Legge di bilancio dovrebbe contenere un intervento di rifinanziamento, volto a sostenere gli investimenti programmati e a evitare interruzioni nelle progettualità avviate.
L’obiettivo dichiarato è trasformare il successo del Piano 5.0 in un modello strutturale di politica industriale, integrando innovazione digitale, efficienza energetica e sostenibilità ambientale.
Documenti Allegati
Decreto Direttoriale