Linee guida ponti esistenti: il CSLP approva l’aggiornamento delle istruzioni
Con il Decreto n. 413/2025 vengono aggiornate le istruzioni ANSFISA su censimento, ispezioni, difettosità e criteri per la valutazione multilivello del rischio delle opere d’arte stradali
Con il Decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici 5 novembre 2025, n. 413 sono state aggiornate le Istruzioni operative per l’applicazione delle Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti.
Si tratta di un tassello centrale nella strategia nazionale sulla sicurezza delle infrastrutture, che consolida il ruolo dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA) e rende più omogeneo l’approccio dei gestori alla gestione del rischio e alla programmazione manutentiva.
Linee Guida per ponti esistenti: aggiornate le istruzioni operative
Ricordiamo che con il DM 17 dicembre 2020, n. 578, in attuazione dell’art. 14, comma 1, del DL n. 109/2018, convertito con modificazioni dalla legge n. 130/2018, sono state approvate le Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti, inizialmente riferite alle infrastrutture gestite da ANAS S.p.A. e dai concessionari autostradali.
Le Linee Guida hanno introdotto un approccio strutturato, multilivello, che parte dal censimento fino alle verifiche di sicurezza e al monitoraggio, con integrazione dei diversi profili di rischio:
- strutturale (statico e fondazionale);
- sismico;
- idro-geologico (idraulico e da frana).
Parallelamente, ANSFISA ha avviato sistematiche attività ispettive a campione sui sistemi e processi dei gestori, sulle tratte stradali e sulle relative opere d’arte.
È proprio da queste prime esperienze applicative che sono emerse criticità interpretative e margini di discrezionalità non compatibili con le esigenze di vigilanza, di certificazione dei Sistemi di Gestione della Sicurezza e, più in generale, con la necessità di un quadro uniforme sul territorio nazionale.
Funzione delle istruzioni operative
Le Linee Guida, pur costituendo un riferimento organico, hanno lasciato spazio a letture non omogenee in alcune fasi chiave:
- modalità di compilazione delle schede di censimento e di ispezione;
- criteri di valutazione delle difettosità;
- pesatura dei diversi fattori di rischio (strutturale, idraulico, da frana);
- modalità di passaggio tra i diversi livelli di analisi (da L0 a L4);
- raccordo tra attività dei gestori e attività di vigilanza di ANSFISA.
ANSFISA ha quindi ritenuto necessario predisporre delle Istruzioni operative che, a Linee Guida invariate, fornissero un contributo di chiarezza e uniformità interpretativa, riducendo le aree di incertezza, standardizzando l’approccio e agevolando le attività di controllo e certificazione.
Le Istruzioni operative quindi:
- non modificano il testo delle Linee Guida;
- non introducono nuovi obblighi sostanziali, ma chiariscono come applicare quelli esistenti;
- sono concepite come strumento interpretativo e di indirizzo, integrato nel corpo delle Linee Guida;
- sono funzionali a un utilizzo più chiaro e agevole del documento da parte di tutti i gestori, compresi gli enti locali, e si inseriscono nella linea d’azione connessa anche agli impegni assunti con il PNRR.
Gli allegati al Decreto: le schede operative
Insieme alle Istruzioni operative, è stato approvato anche un articolato pacchetto di allegati tecnici che riguardano censimento, ispezioni, difettosità, rischio idraulico e da frana, nonché ispezioni speciali su ponti a cavi post-tesi.
Nel dettaglio, gli allegati comprendono:
- Allegato A – Scheda di censimento per lo strumento base del Livello 0, consente di censire tutte le opere con luce complessiva superiore a 6,0 m, registrandone le principali caratteristiche strutturali, geometriche e funzionali e ponendo le basi per la successiva classificazione.
- Allegato B – Scheda descrittiva di ispezione v. 2.0 per le ispezioni di Livello 1, definisce criteri, campi e modalità di compilazione uniformi per il rilievo spedito della struttura, dello stato di degrado e delle condizioni di contesto.
- Allegato B – Scheda di ispezione L1 Frane v. 2.0, che introduce un modello specifico per la rilevazione delle criticità legate al rischio da frana, con indicatori mirati alle condizioni geotecniche e geomorfologiche.
- Allegato B – Scheda di ispezione L1 Idraulica v. 2.0 che struttura l’ispezione in funzione del rischio idraulico, con particolare attenzione alle azioni idrodinamiche, al regime dei corsi d’acqua e alle condizioni dell’alveo.
- Allegato B – Nuove schede di difettosità, riguardanti la descrizione e classificazione dei difetti e dei fenomeni di degrado, con criteri più chiari e omogenei per la valutazione dello stato dell’opera.
- Allegato D – Scheda di ispezione speciale ponti a cavi post-tesi destinata alle ispezioni speciali di strutture particolarmente sensibili, definendo contenuti e modalità di approfondimento per ponti con cavi post-tesi.
- Allegato D – Scheda di ispezione speciale Frane, che estende l’approccio di dettaglio al rischio da frana, con schede strutturate per le ispezioni di livello superiore, in cui il rischio geotecnico è particolarmente rilevante.
- Allegato E – Scheda indicatori ispezione speciale Idraulica, contenente indicatori specifici per la valutazione del rischio idraulico nell’ambito delle ispezioni speciali, raccordando i dati di campo con la successiva classificazione del rischio.
- Allegato F – Ispezioni speciali e valutazione preliminare L3 per il rischio idraulico che fornisce il quadro operativo per le valutazioni di Livello 3 connesse al rischio idraulico: raccolta dati, analisi preliminari, relazione con gli esiti delle ispezioni L1 e scelta degli ulteriori approfondimenti.
- Allegato G – Ispezioni speciali e Progetto della conoscenza relativo al rischio frane, che definisce il percorso di conoscenza e le ispezioni speciali per il rischio da frana, in una logica di progressivo approfondimento, a supporto delle verifiche di Livello 4 e della pianificazione degli interventi.
L’insieme di questi allegati rende molto più preciso il collegamento tra schede di campo, valutazione dei rischi, attribuzione della classe di attenzione e pianificazione delle verifiche e degli interventi.
Il metodo multilivello e le classi di attenzione
La procedura per la gestione della sicurezza dei ponti esistenti si fonda su sei livelli di analisi, di complessità crescente:
- Livello 0 – Censimento: raccolta sistematica di tutte le informazioni disponibili sulle opere, mediante la Scheda di censimento (Allegato A) e la documentazione esistente.
- Livello 1 – Ispezioni visive e rilievo speditivo: ispezioni dirette su tutte le opere censite a livello 0, con rilievo dello stato di degrado, delle principali caratteristiche strutturali e geometriche, nonché delle condizioni geo-morfologiche e idrauliche (Schede B – generali, frane, idraulica).
- Livello 2 – Classificazione e classe di attenzione: attribuzione della classe di attenzione a ciascun ponte, sulla base dei parametri di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, ricavati dai livelli precedenti e riferiti ai diversi rischi (strutturale, sismico, idro-geologico).
- Livello 3 – Valutazioni preliminari: approfondimenti preliminari (anche con riferimento al rischio idraulico e da frana, in coerenza con gli Allegati F e G) per decidere se procedere alle verifiche accurate di Livello 4.
- Livello 4 – Verifiche: verifiche di sicurezza condotte secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni vigenti, con analisi strutturali dettagliate, modellazioni e verifiche di capacità-resistenza.
- Livello 5 – Analisi avanzate su opere strategiche: non trattato in dettaglio nelle Linee Guida, riguarda opere di particolare rilevanza trasportistica, per le quali possono essere svolte analisi di resilienza della rete e di impatto sul sistema di trasporto.
La complessità, il costo e il dettaglio delle analisi crescono passando da L0 a L5, mentre diminuisce il numero di opere su cui tali approfondimenti sono applicati.
La classe di attenzione, determinata sulla base dei risultati dei diversi livelli, consente di:
- stabilire priorità e urgenza delle verifiche di sicurezza;
- programmare sorveglianza, monitoraggio e interventi manutentivi;
- contestualizzare le eventuali limitazioni all’esercizio e le misure gestionali.
Un punto chiave delle Istruzioni operative è il richiamo alla rivalutazione periodica della classe di attenzione, almeno ogni due anni per le opere in classe Media e Medio-Alta, e ogni volta che:
- si eseguono ispezioni periodiche o straordinarie;
- si attivano monitoraggi periodici o continui;
- si eseguono interventi di manutenzione, riparazione o miglioramento.
Ruolo del gestore e ambito di applicazione
Le Linee Guida e le relative Istruzioni operative definiscono in modo chiaro il ruolo del gestore, da intendersi come il soggetto che esercita le funzioni di cui all’art. 14 del Codice della Strada:
- manutenzione, gestione e pulizia delle strade e pertinenze;
- controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative opere d’arte;
- rilascio di autorizzazioni e concessioni.
Per le strade in concessione, il gestore coincide con il concessionario; per i cavalcavia e le opere di attraversamento, il riferimento è l’art. 25 del d.lgs. 285/1992.
Il documento, pur essendo declinato nella presente versione con riferimento ai ponti stradali, mantiene una valenza generale estendibile, nei principi e nelle regole, anche ai ponti ferroviari.
Per le opere con luce inferiore a 6,0 m, resta ferma la responsabilità del gestore nella definizione di specifici criteri di sorveglianza e monitoraggio, calibrati sulle peculiarità delle opere e sulle caratteristiche territoriali.
Documenti Allegati
Decreto