Gare SIA: a ottobre la domanda pubblica torna a crescere

Il report OICE-Informatel evidenzia la forte crescita della domanda pubblica di servizi tecnici, raggiungendo quota 1,7 miliardi nei primi dieci mesi del 2025

di Redazione tecnica - 21/11/2025

Il 2025 si sta consolidando come l’anno della ripresa per il mercato dei servizi tecnici.

A confermarlo è l’Osservatorio OICE/Informatel aggiornato al mese di ottobre 2025, che evidenzia un cambio di passo ormai evidente: nei primi dieci mesi, la domanda pubblica ha raggiunto quota 1,7 miliardi, con un incremento dell’11,8% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Si tratta di un livello che riporta il comparto in linea con i valori del 2020 e 2021, prima della spinta eccezionale del PNRR.

I dati di ottobre confermano un 2025 migliore del previsto”, ha dichiarato in proposito il Presidente dell’OICE, Giorgio Lupoi, riprendendo una percezione diffusa tra gli operatori, finalmente di fronte a un mercato più stabile e meno condizionato dalle oscillazioni della programmazione straordinaria degli ultimi anni.

Gare SIA: ripresa del mercato sempre più stabile

Scendendo nel dettaglio, il mese di ottobre ha chiuso con 157,3 milioni complessivi, somma dei 151,1 milioni dei bandi SIA e dei 6,2 milioni di progettazione esecutiva negli appalti integrati.

Gare OICE - Report 2025

L’aumento rispetto a settembre è stato significativo (+50,3%), mentre il confronto con ottobre 2024 (-7,1%) va letto alla luce dei picchi generati dalla scadenza di alcune linee PNRR nel 2024.

Il confronto con il 2024 è stato condotto escludendo due iniziative anomale, ovvero l’accordo quadro ASPI da 171 milioni e il mega-bando Consip da 2,1 miliardi.

Pur depurato da questi importi, il mercato ha mostrato una crescita solida: 1,7 miliardi nel 2025 contro 1,5 miliardi del 2024, segno che la domanda ordinaria di servizi tecnici sta tornando a livelli strutturali e non emergenziali.

I dati del report

La progettazione pura ha rappresentato il vero motore della ripresa, con 655,7 milioni nei primi dieci mesi e un incremento del 63,6% rispetto al 2024.

Il dato mensile di ottobre registra una flessione fisiologica, ma è il consolidato dell’anno a delineare un mercato che ha quasi raddoppiato i volumi dopo il minimo storico del 2024.

Accordi quadro: crescita a doppia cifra e ruolo crescente nella programmazione

Gli accordi quadro hanno raggiunto a ottobre 77,4 milioni, pari al 51,2% del valore mensile, crescendo del 170,4% su settembre. Il dato annuale è altrettanto significativo: 251 bandi e 717,8 milioni nei primi dieci mesi, con un incremento superiore al 50% rispetto al 2024.

Questo dato conferma la centralità delle procedure di committenza aggregata nel nuovo assetto del d.lgs. n. 36/2023 e il maggior ricorso dei Comuni ai modelli programmatori previsti dal Codice.

Andamento divergente tra gare UE e mercato italiano

Mentre in Europa il numero delle gare ha registrato una contrazione complessiva (-21,2% rispetto a settembre e -4,4% su ottobre 2024), l’Italia ha mostrato una dinamica opposta.

Con 103 bandi pubblicati, il mese ha segnato una crescita del 18,4% e un miglioramento del 10,8% rispetto a ottobre 2024.

Su base annua, l’incremento è stato del 7,6%.

Appalti integrati: dati discordanti

Gli appalti integrati hanno registrato a ottobre 59 procedure, con 6,2 milioni di progettazione inclusa (+55,4% sul mese precedente).

Nel lungo periodo, però, il valore annuale ha mostrato una flessione del 34,2%, segnando il progressivo ritorno alla centralità del progetto prevista dal Codice dei contratti.

Il commento di OICE

La ripresa del mercato è reale, ma richiede interventi normativi immediati. Lupoi ha evidenziato con chiarezza che “occorre aggiornare rapidamente i parametri ministeriali per la determinazione dei compensi, fermi al 2016 quando neanche si accennava al tema del BIM”.

Un quadro tariffario così datato non è più in linea né con le prestazioni tecniche oggi richieste né con l’evoluzione tecnologica del settore.

Allo stesso tempo, il Presidente OICE ha richiamato la necessità di chiudere definitivamente la fase transitoria del nuovo Codice dei contratti, spiegando che occorre “superare la disciplina transitoria del codice appalti dettata nel passaggio dai tre ai due livelli progettuali e avviare una profonda rivisitazione dell’allegato I.12”, un intervento che potrebbe restituire maggiore certezza ai procedimenti di progettazione e ai contenuti dei livelli progettuali.

Sul fronte della domanda pubblica, Lupoi ha aggiunto un elemento particolarmente rilevante: “anche escludendo i due bandi citati la domanda pubblica cresce e a fine anno potrebbe collocarsi oltre i 2 miliardi come nel 2021”.

Un’indicazione che conferma come il 2025 stia andando oltre le previsioni iniziali e stia creando le condizioni per un 2026 ancora più robusto.

© Riproduzione riservata

Documenti Allegati