Fondo Nazionale Reddito Energetico: proroga dei termini per la messa in esercizio degli impianti

Il decreto MASE n. 474/2025 estende i tempi per la connessione alla rete degli impianti fotovoltaici finanziati, rafforzando l’efficacia della misura

di Redazione tecnica - 08/01/2026

Il termine per la connessione alla rete elettrica e la messa in esercizio degli impianti fotovoltaici finanziati con il Fondo Nazionale Reddito Energetico è stato prorogato.
Con un intervento mirato sulla disciplina attuativa della misura, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha infatti esteso da 12 a 18 mesi il termine entro cui gli impianti ammessi a contributo devono risultare connessi alla rete ed essere regolarmente in esercizio.

La modifica è stata formalizzata con il decreto direttoriale del 20 novembre 2025, n. 474, comunicato anche nella Gazzetta Ufficiale del 5 gennaio 2026, n. 3, e si colloca in una logica di accompagnamento all’attuazione della misura, finalizzata a garantire il pieno utilizzo delle risorse stanziate e il conseguimento delle finalità sociali e ambientali del Fondo.

Fondo Nazionale Reddito Energetico: proroga a 18 mesi dei termini per la messa in esercizio degli impianti

Il provvedimento interviene quindi su un profilo puntuale della disciplina, senza modificarne l’impianto complessivo, con l’obiettivo di evitare che ritardi non imputabili ai destinatari finali possano tradursi nella perdita del beneficio.

Ricordiamo che il Fondo Nazionale Reddito Energetico riserva una dotazione finanziaria complessiva di 200 milioni di euro alla realizzazione di impianti fotovoltaici ad uso domestico, con priorità per i nuclei familiari in condizioni di disagio economico.

La cornice giuridica della misura è stata definita dal decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dell’8 agosto 2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 261 dell’8 novembre 2023, che ha formalmente istituito il Fondo, individuandone le finalità, i beneficiari, le tipologie di intervento ammissibili e il modello di gestione.

Elemento centrale dell’architettura normativa è l’attribuzione al GSE del ruolo di soggetto attuatore, incaricato della gestione operativa del Fondo, dell’istruttoria delle istanze, del monitoraggio degli interventi e dei controlli successivi.

La disciplina di dettaglio è contenuta nel Regolamento del Fondo, approvato inizialmente con decreto del Capo del Dipartimento Energia del MASE del 27 maggio 2024, n. 242, e successivamente aggiornato, per le istanze presentate nel 2025, con il decreto del Direttore generale della Direzione Programmi e Incentivi Finanziari del MASE del 28 marzo 2025, n. 124.

È all’interno di questo Regolamento che sono stati definiti i passaggi operativi essenziali della misura, tra cui le modalità di accesso al contributo, gli obblighi a carico dei beneficiari e, in particolare, i termini per la realizzazione, la connessione alla rete e la messa in esercizio degli impianti fotovoltaici, oggetto della proroga disposta con il decreto direttoriale del 20 novembre 2025.

Il termine per la connessione e la scelta della proroga

Il Regolamento del Fondo prevedeva originariamente, al paragrafo 3.3, che gli impianti ammessi al contributo dovessero risultare connessi alla rete ed in esercizio entro 12 mesi dalla comunicazione di accoglimento della domanda.

Il decreto n. 474/2025 ha quindi prorogato il termine a 18 mesi, sulla base delle risultanze del monitoraggio svolto dal GSE sullo stato di avanzamento delle iniziative finanziate.

Un aspetto rilevante da evidenziare è che la proroga non altera l’impianto della misura né ne ridimensiona le finalità. Al contrario, essa è funzionale ad assicurare l’effettiva realizzazione degli impianti e a prevenire la perdita dei benefici in presenza di ritardi che non dipendono dalla volontà o dalla condotta dei soggetti destinatari del sostegno.

Dal punto di vista operativo, la scelta del MASE va letta come un intervento di allineamento tra tempi amministrativi, tecnici e realizzativi, in un contesto in cui la fase di connessione alla rete rappresenta spesso un passaggio non completamente governabile dal beneficiario finale.

L’estensione del termine consente di preservare l’efficacia complessiva della misura, rendendola più aderente ai tempi reali di attuazione degli impianti FER in ambito domestico. In questo modo, le risorse pubbliche già impegnate possono tradursi in impianti effettivamente funzionanti, in grado di generare benefici economici per le famiglie coinvolte e, al contempo, contribuire agli obiettivi di diffusione delle fonti rinnovabili e di riduzione della povertà energetica.

© Riproduzione riservata

Documenti Allegati