Divari di genere: il nuovo Decreto 2026 per gli incentivi assunzioni

Pubblicato il decreto MLPS-MEF riportante i settori e professioni con forte disparità uomo-donna. Il superamento della soglia rileva per gli incentivi all’assunzione nel 2026

di Redazione tecnica - 09/01/2026

Anche per il 2026 è stato pubblicato il Decreto del Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze che individua i settori e le professioni caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna superiore alla soglia rilevante ai fini dell’applicazione degli incentivi all’assunzione.

Il provvedimento, adottato sulla base delle elaborazioni Istat relative alla media annua 2024, aggiorna l’elenco degli ambiti nei quali la presenza di un genere risulta significativamente sottorappresentata. Dalla loro corretta individuazione dipende la possibilità per le imprese del settore privato di accedere agli incentivi contributivi in caso di assunzione di lavoratori appartenenti al genere sottorappresentato.

Incentivi all’assunzione e disparità di genere: il nuovo Decreto MLPS-MEF

Anche per quest’anno il gender gap non resta confinato alle analisi Istat, ma entra a pieno titolo nel diritto del lavoro applicato, con effetti concreti e misurabili.

Il provvedimento dà infatti attuazione a un meccanismo già previsto dalla Legge n. 92/2012, in particolare dall’articolo 4, commi 8-11, che consente l’applicazione di incentivi contributivi per l’assunzione di lavoratori appartenenti a categorie considerate “svantaggiate”.

Tra queste rientrano anche i lavoratori – e soprattutto le lavoratrici – impiegati in settori o professioni nei quali la presenza di un genere risulta significativamente sottorappresentata, secondo i criteri fissati dal diritto europeo. Il riferimento è al Regolamento (UE) n. 651/2014, che qualifica come “lavoratore svantaggiato” chi opera in ambiti caratterizzati da una disparità uomo-donna superiore di almeno il 25% rispetto alla media nazionale.

Il decreto annuale ha quindi la funzione chiave di tradurre il dato statistico in un presupposto giuridico, rendendo concretamente applicabili gli incentivi.

Il criterio statistico: come si individua la disparità “rilevante”

Per il 2026, il Ministero ha utilizzato le elaborazioni Istat relative alla media annua 2024. Da queste emerge che il tasso medio di disparità uomo-donna, calcolato sull’insieme dei settori economici, è pari al 9,3%.

La soglia di rilevanza, fissata come previsto al 25% in più rispetto al valore medio, si colloca quindi all’11,6%. Tutti i settori e le professioni che superano questo limite rientrano nell’ambito applicativo del decreto; quelli che si collocano al di sotto restano invece esclusi.

Le tabelle allegate al Decreto

Al decreto sono allegate le Tabelle A e B.

La Tabella A individua i settori economici nei quali il tasso di disparità supera la soglia dell’11,6%. Il dato che colpisce è la conferma di una forte concentrazione maschile in alcuni comparti tradizionali.

Tra questi emergono, con valori particolarmente elevati:

  • le costruzioni, con una presenza femminile inferiore al 10%;
  • l’industria estrattiva;
  • i servizi di gestione delle acque e dei rifiuti;
  • parte della manifattura e dell’industria energetica;
  • il settore dei trasporti e della logistica.

Si tratta di ambiti nei quali la segregazione occupazionale continua a essere marcata e nei quali il legislatore intende incentivare politiche di riequilibrio.

La Tabella B invece include le professioni a maggiore sottorappresentazione di genere, analizzando il dato non per settore, ma per professione. Qui il divario raggiunge, in alcuni casi, valori estremamente elevati.

Spiccano in particolare:

  • le professioni artigiane e operaie specializzate, soprattutto in ambito meccanico, elettrico ed edilizio;
  • conduttori di veicoli e macchinari;
  • numerose qualifiche legate alle forze armate e ai servizi di sicurezza;
  • le professioni tecniche in ambito scientifico, ingegneristico e produttivo, dove la componente femminile resta minoritaria;
  • alcune figure apicali, come imprenditori e dirigenti, che mostrano ancora una significativa prevalenza maschile.

Il dato è particolarmente rilevante per chi opera nei settori tecnici e professionali, perché dimostra come il tema della parità di genere non sia solo culturale, ma incida direttamente sulle politiche occupazionali e sugli strumenti di incentivazione.

Ambito di applicazione: attenzione al settore privato

Un aspetto operativo da non trascurare riguarda il perimetro di applicazione del decreto. Le tabelle A e B rilevano infatti esclusivamente per il settore privato, ai fini della concessione degli incentivi previsti dalla Legge n. 92/2012 per l’anno 2026.

La rilevanza del provvedimento non è solo statistica. L’aggiornamento annuale delle Tabelle A e B incide direttamente sulla programmazione delle politiche occupazionali e sulle scelte delle imprese, perché individua in modo puntuale gli ambiti nei quali il legislatore intende incentivare un riequilibrio attraverso leve contributive.

In questo senso, il decreto non rappresenta un mero elenco a fini conoscitivi, ma è un riferimento vincolante per datori di lavoro, consulenti e professionisti che intendano verificare la spettanza degli sgravi contributivi in caso di assunzione e pianificare il fabbisogno di personale.

Fa anche riflettere la persistente sottorappresentazione femminile in ambiti come edilizia, manifattura, ingegneria e professioni operative, condizionando, di conseguenza,  l’accesso agli incentivi e il quadro degli adempimenti.

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