Giornata della Libera professione: aggregazione, semplificazione e trasparenza al centro del dibattito
I temi dell’aggregazione tra professionisti, delle STP e delle criticità nei rapporti con la Pubblica Amministrazione al centro dell'evento organizzato da Fondazione Inarcassa, CNI e CNAPPC
Aggregazione professionale, semplificazione del rapporto con la Pubblica Amministrazione, riforma normativa e trasparenza. Sono questi alcuni dei temi che hanno dominato la seconda edizione della Giornata della Libera Professione, promossa da Fondazione Inarcassa e Inarcassa insieme al Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e al Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC).
Libera professione: professionisti, ordini e istituzioni a confronto sul futuro della professione
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del Parlamento e delle principali organizzazioni professionali, offrendo una fotografia aggiornata dello stato della libera professione tecnica in Italia e delle principali criticità che ne condizionano l’evoluzione.
Nel corso dell’evento il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone ha ricordato il ruolo strategico delle professioni tecniche e le misure già avviate per rafforzarne il ruolo, tra cui il rafforzamento dell’equo compenso, la riforma degli ordinamenti professionali e il nuovo Codice degli incentivi rivolto anche ai lavoratori autonomi. «Dobbiamo puntare sulla qualità e sulla pluralità delle forme di lavoro. Il futuro del lavoro italiano sarà sempre più plurale», ha affermato.
Aggregazione professionale e redditività: i dati dello studio Inarcassa
Uno dei temi centrali della giornata ha riguardato il ruolo delle Società tra Professionisti (StP) come strumento di crescita e consolidamento della libera professione.
Lo studio presentato da Fondazione Inarcassa, realizzato su dati Inarcassa relativi all’anno di imposta 2023, evidenzia come ingegneri e architetti che operano in forma aggregata registrino livelli di reddito sensibilmente più elevati rispetto a chi esercita individualmente.
In media, i professionisti che lavorano in StP dichiarano redditi 2,1 volte superiori rispetto a quelli dei colleghi che operano da soli. Il divario cresce ulteriormente tra i più giovani: per gli ingegneri under 35 il reddito medio nelle StP è 3,46 volte più alto rispetto a quello dei professionisti che esercitano individualmente.
Nonostante questi numeri, l’aggregazione rimane ancora marginale. Le StP rappresentano appena lo 0,8% dei professionisti iscritti a Inarcassa, con 1.336 società a fronte di 172.807 liberi professionisti individuali.
Presentando i risultati dello studio, il presidente di Inarcassa Massimo Garbari ha osservato che «una StP ha un elevato potenziale di sviluppo della professione e della carriera professionale», sottolineando come il lavoro in forma aggregata consenta di affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato e i processi di transizione digitale ed ecologica.
Proprio per favorire l’aggregazione professionale è stata avanzata la proposta di rimuovere gli ostacoli fiscali che oggi rappresentano uno dei principali disincentivi alla costituzione delle StP. In questa direzione si inserisce l’ordine del giorno presentato alla Camera che impegna il Governo a valutare l’estensione del regime fiscale forfettario anche alle società tra professionisti di nuova costituzione.
Una professione in trasformazione
Nel corso della giornata sono stati presentati anche i risultati dell’indagine realizzata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri su un campione di oltre 3.000 iscritti all’Albo.
L’indagine evidenzia come la professione stia attraversando una fase di trasformazione significativa. Dopo la crisi determinata dal Covid-19, il mercato dei servizi di ingegneria e architettura ha registrato una crescita importante sia del volume d’affari sia dei redditi professionali.
Secondo i dati Inarcassa, tra il 2019 e il 2025 il volume d’affari complessivo degli ingegneri liberi professionisti è passato da 3,8 miliardi a 6,8 miliardi di euro, mentre quello degli architetti è cresciuto da 2,3 miliardi a oltre 5 miliardi. Anche il reddito medio degli ingegneri iscritti a Inarcassa è aumentato in modo significativo, passando da circa 35 mila euro nel 2019 a oltre 62 mila nel 2024.
Il presidente del CNI Angelo Domenico Perrini ha sottolineato come negli ultimi anni la professione «sia andata incontro a indubbi cambiamenti», con una crescita del volume d’affari degli studi professionali e un progressivo salto dimensionale delle strutture organizzative.
Nonostante le criticità, il livello di soddisfazione tra i professionisti rimane elevato: l’83% degli intervistati si dichiara soddisfatto di esercitare la libera professione e il 65% ritiene che il mercato offra buone opportunità di lavoro.
Il rapporto tra professionisti e Pubblica Amministrazione
Accanto al tema dell’aggregazione, la Giornata della Libera Professione ha posto al centro del dibattito il rapporto tra professionisti tecnici e Pubblica Amministrazione.
Secondo l’indagine del Centro Studi CNI, il 64% degli ingegneri si interfaccia regolarmente con gli uffici pubblici nello svolgimento della propria attività e il 60% segnala criticità nei rapporti con la PA.
Tra i problemi più frequentemente indicati figurano:
- la lentezza delle procedure amministrative;
- la complessità e la stratificazione normativa;
- la difficoltà di instaurare un’interlocuzione diretta con gli uffici pubblici;
- l’utilizzo non sempre agevole delle piattaforme digitali.
Il vicepresidente di Inarcassa Egidio Comodo ha evidenziato la necessità di rafforzare il dialogo tra professionisti e istituzioni, proponendo la creazione di tavoli permanenti di confronto tra amministrazioni e categorie professionali per rendere il rapporto più stabile ed efficace.
Nel corso del dibattito è stato inoltre ricordato che il professionista non dovrebbe essere ridotto al ruolo di semplice intermediario burocratico tra cittadino e amministrazione, ma deve continuare a svolgere la propria funzione di soggetto tecnico responsabile dello sviluppo del progetto e della ricerca delle soluzioni più efficaci a problemi complessi.
Concorsi di progettazione e qualità delle opere pubbliche
Nel confronto è emerso anche il tema della qualità della progettazione e degli strumenti attraverso cui la Pubblica Amministrazione seleziona i progetti per le opere pubbliche.
Il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Massimo Crusi, ha richiamato la necessità di regole chiare e realmente applicabili per consentire ai professionisti di svolgere la propria attività senza essere paralizzati da una normativa spesso difficile da applicare nella pratica.
In questo contesto ha evidenziato anche l’importanza del percorso di revisione del Testo Unico dell’Edilizia, segnalando il rischio che l’urbanistica venga disciplinata impropriamente all’interno della normativa edilizia.
Crusi ha inoltre ricordato l’impegno del CNAPPC per la promozione dei concorsi di progettazione, «più veloci nei tempi e meno costosi nella realizzazione delle opere», che rappresentano uno strumento fondamentale per selezionare progetti di qualità coerenti con le esigenze sociali, economiche e formali delle opere pubbliche e con la tutela del territorio, dell’ambiente e del paesaggio. Una procedura – ha osservato – «purtroppo assolutamente non valorizzata dal Codice dei contratti attualmente in vigore».
Il nodo organizzativo della professione
Nel dibattito è stato richiamato anche il tema della dimensione organizzativa degli studi professionali. Bruno Gabbiani, intervenuto per ALA – Assoarchitetti & Ingegneri Liberi Associati, ha evidenziato come il «nanismo organizzativo» che caratterizza gran parte degli studi professionali rischi di trasformare molti professionisti in manodopera a basso costo, costretta ad accettare condizioni di mercato sempre più competitive.
Gabbiani ha inoltre sottolineato come il Codice dei contratti non valorizzi adeguatamente il valore sociale dell’architettura e della progettazione ingegneristica, che rappresentano fattori essenziali per la qualità della vita, la sicurezza delle opere e la coesione sociale.
Trasparenza degli affidamenti e digitalizzazione delle procedure
Il tema della qualità delle procedure pubbliche è stato richiamato anche dal presidente dell’ANAC Giuseppe Busia, che ha segnalato alcune distorsioni nel sistema degli affidamenti diretti.
Secondo Busia «le sinergie tra Pubblica amministrazione e professionisti funzionano solo se sono basate sull’equilibrio e sulla trasparenza». Gli affidamenti diretti di importo ridotto rischiano infatti di premiare non chi investe nella qualità e nella professionalità, ma semplicemente chi è più vicino all’amministrazione.
Nel corso del confronto è stato inoltre evidenziato come il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione abbia compiuto progressi significativi negli ultimi anni, ma continui a scontrarsi con una forte frammentazione normativa.
Su questo punto è intervenuto anche Nazzareno Iarrusso, presidente di Federarchitetti, osservando come oggi la digitalizzazione sia spesso interpretata soltanto come una modalità di trasmissione delle pratiche edilizie. «Il processo codificato per ottenere un’autorizzazione – ha osservato – resta complesso e viene in larga parte scaricato sul professionista». Da qui la richiesta di affiancare alla tracciabilità garantita dalle piattaforme digitali una reale semplificazione delle procedure amministrative.
In prospettiva europea si guarda allo sviluppo di sistemi digitali sempre più avanzati, basati su BIM e intelligenza artificiale, in grado di leggere automaticamente norme semplificate e verificare la conformità dei progetti, con l’obiettivo di arrivare a procedure più rapide, interoperabili e trasparenti.
Il futuro della libera professione tecnica
La Giornata della Libera Professione ha messo in evidenza come la professione tecnica stia attraversando una fase di trasformazione profonda.
L’evoluzione del mercato, la crescente complessità normativa e l’introduzione di nuove tecnologie stanno cambiando il modo di esercitare la professione. In questo scenario, l’aggregazione tra professionisti e la costruzione di un rapporto più efficace con la Pubblica Amministrazione appaiono passaggi fondamentali per rafforzare il ruolo della libera professione tecnica nello sviluppo del Paese.
Nelle conclusioni dell’incontro, il presidente di Inarcassa Massimo Garbari ha ricordato che «la professione sta cambiando molto velocemente come la Società e quindi i modelli vanno modificati: l’aggregazione professionale è un passaggio necessario per guardare al futuro». In questa prospettiva, il rafforzamento della collaborazione tra professionisti e istituzioni rappresenta una delle condizioni fondamentali per sostenere l’evoluzione della professione e valorizzare il contributo che ingegneri e architetti possono offrire alla crescita del Paese.
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